lunedì 9 dicembre 2013

LA MADONNA DI LORETO E IL LEGGENDARIO VOLO ANGELICO DELLA SUA CASA DI NAZARETH





      Si racconta   che alla fine del XIII secolo  i musulmani occuparono Nazareth, la cittadina della Palestina.

      Ebbene per evitare che fosse distrutta dagli invasori, gli angeli staccarono delicatamente la casa dove aveva vissuto la Madonna e la trasferirono in volo attraverso l'Adriatico fino al porto di Recanati, in un bosco di lauri di una donna chiamata Loreta: era la notte fra il 9 e il 10 dicembre del 1294.







      Ma siccome il luogo era infestato dai banditi, narra la leggenda, gli angeli decisero di spostarla mille passi lontano,  e dopo aver girato un po', collocarono la  casa in mezzo alla strada pubblica, nel luogo dove si trova tuttora e intorno al quale si costruì il celebre  e magnifico Santuario di Loreto.




(Santuario della Madonna di Loreto a Loreto)


Fin qui la leggenda che, come racconta Alfredo Cattabiani nel suo "Lunario" (Mondadori),   contiene un nucleo di verità.
Nel 1294  Filippo II d'Angio, figlio del re di Napoli  Carlo II, riceveva come dote per le nozze con Ithamar, figlia del  despota dell'Epiro,  ribattezzata poi con il nome di Margherita Angeli, una serie di oggetti preziosi fra cui, come è infatti  scritto nell'elenco notarile ritrovato, "Sanctas petras ex domo Dominae Deiparae Virginis  ablatas", cioè "le sante pietre  prelevate  dalla casa di Nostra Signora la Vergine Madre di Dio". 




(La venuta della Santa Casa, dipinto del '700)


Le nozze si celebrarono nel primo autunno e  le pietre della "Casa", regalata dal padre di Margherita "Angeli" (ecco gli "angeli" in volo della popolare leggenda lauretana),  giunse  a dicembre dalle coste dell'Epiro, o dalla Dalmazia, fino alle Marche.





Ebbene, i più scettici forse non ci crederanno, ma ultimamente, grazie agli scavi archeologici effettuati a Nazareth, si è anche accertato che le pietre del sacello di Loreto  sono  delle stesse dimensioni di quelle delle fondamenta della casa rimaste sotto la chiesa dell'Annunciazione  a  Nazareth!






      Insomma, ecco svelato l'arcano del  "Volo della casa della Madonna di Loreto", la quale proprio a causa di quel volo  è diventata anche la patrona degli aviatori che a Loreto, nella processione notturna  della vigilia della Festa del 10 dicembre,  trasportano la statua  dell miracolosa  Madonna Nera di Loreto, custodita nel Santuario all'interno della  Santa Casa, che inoltre custodisce  infiniti tesori d'arte.


(La Madonne Nera di Loreto)



E l'indomani le frecce tricolori  si esibiscono in mille acrobazie sul cielo  della bella cittadina marchigiana, meta di pellegrinaggi da secoli e secoli.






Quanto ai fuochi e ai falò solstiziali che stanno illuminando i cieli italiani fin dal giorno di San Martino del 11 novembre, sono anche protagonisti della festa in onore della Madonna di Loreto, durante la cosiddetta "Notte della venuta" del 9 dicembre.





A Loreto, dopo la processione a mezzanotte e l'accensione dei fuochi, che secondo la tradizione popolare  servono a illuminare la  "venuta" della santa casa nelle Marche, si cantano   le litanie lauretani che hanno la stessa   dolcezza della bella terra marchigiana.





Il culmine della festa  è verso le tre del mattino, quando secondo la tradizione  giunse la Santa Casa dopo la sua trasvolata Adriatica portata dagli  angeli. 


Vi sono ancora oggi gruppi di persone che si radunano intorno ai focaracci, detti anche  secondo le zone "fogarò" o "fochere", mangiando "fava 'ngreccia" ( cioè raggrinzita)  sorseggiando vino fino all'ora fatidica,  il cui annuncio viene dato  da  spari di mortaretti e squilli di campane. 




("Fave 'ngreccia" tipiche della Festa)



Una volta i fedeli  compravano  "la polvere della Santa Casa" che i fratelli laici raccoglievano diligentemente ogni mattina perché le si attribuivano poteri taumaturgici. 

Oggi  questa funzione è attribuita all'olio delle sacre lampade  che viene venduto in minuscole bottigliette  su cui  è impressa l'immagine della vergine Lauretana. 



(Santuario di Loreto-la Santa Casa)


Ma si vendono anche le campanelle benedette, ritenute dai contadini amuleti contro  tempeste, grandine e incendi: le aveva acquistate niente di meno che   Amadeus Mozart il quale, in una lettera  che scrisse alla madre nel 1770, dopo una visita al santuario lauretano,  le diceva che le inviava in dono "alcuni campanelli e ceri da Loreto"



(Santuario di Loreto-la Santa Casa)





1 commento:

acquaviva ha detto...

che questo volo ti sia dolce