Si muero,
dejad el balcón abierto.
El niño come naranjas.
(Desde mi balcón lo veo).
El segador siega el trigo.
(Desde mi balcón lo siento).
¡Si muero,
dejad el balcón abierto!
(Despedida, di Federico García Lorca )
Se muoio,
lasciate il balcone aperto.
Il bimbo mangia le arance.
(Dal mio balcone lo vedo).
Il mietitore falcia il grano.
(Dal mio balcone lo sento).
Se muoio,
lasciate il balcone aperto!
(Congedo, di Federico Garcìa Lorca)
In memoria di:
-Alfredo Cattabiani, mio marito,
-Amalia Fuentes, mia madre,
-Angelo Berna, mio compagno e padre di mia figlia,
-Gabriel Cepeda Fuentes, mio fratello,
-Loli Ojeda, mia zia,
-Sylvana De Riva, amica dolcemente cara,
-Emanuela Ceccarini, carissima amica di Radiodue,
-Bruno Bracci, amico caro che ha prematuramente raggiunto suo figlio,
-Alberto Pane, l’altra metà della sua amata Lisa,
e, inoltre,
-Vera Di Maio, confidente e amica, "donna di artista" che finalmente ha ritrovato il suo amato Ausonio Tanda assente da vent'anni...
Ma anche in memoria di tutti coloro che abbiamo amato e che ora ci guardano dal loro balcone eternamente aperto...








1 commento:
grazie per questo post... :*)
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