mercoledì 10 ottobre 2012

LA FESTA DI SAN CERBONE E LA MADELEINE DI PROUST, OVVEROSSIA RICORDI DI TEMPI FELICI





Quanti ricordi questa ricorrenza di oggi, 10 OTTOBRE!

LA FESTA DI SAN CERBONE costituisce  infatti per me un'altra delle mie, tante, "MADELEINE DI PROUST" che mi riporta ai giorni felici con mio amato marito, ALFREDO CATTABIANI...


Erano i tempi in cui lo aiutavo a fare delle ricerche per il suo fortunatissimo libro “SANTI D’ITALIA”, pubblicato dalla Rizzoli nel 1993 e che vinse quell'anno a FERRARA  il prestigioso  PREMIO ESTENSE.

 A proposito, un premio ottenuto a furor di popolo, i lettori  che componevano  il giurato più numeroso, contro l’altro libro rivale, un serioso volume di economia dell’attuale primo ministro MARIO MONTI che allora era il Rettore della Bocconi e che, molto, ma molto indispettito perché pare gli fosse stata garantita la vincita dalla giuria tecnica, nemmeno fu capace di congratularsi col vincitore... Che volete, “signori si nasce”!



Ma torniamo ai SANTI con i quali la saggezza popolare dice che "non si scherza", e contro i quali l’economia non può mai vincere.

Insomma, per quelle approfondite ricerche, durate circa tre anni, mio marito e io facevamo insieme, quando i nostri lavori ce lo permettevano, gite e viaggi per tutto il territorio italiano per trovare reliquie, feste, tradizioni, folclore, leggende, proverbi, canzoni, filastrocche, cappelle votive, chiese, pieve, cibi connessi alle feste, ecc. sui santi più popolari in Italia, molti dei quali quasi sconosciuti fuori dai loro luoghi di culto.

Come SAN CERBONE, che nella toscana maremmana di Grosseto e nell’Isola d’Elba è celeberrimo e invece altrove pochi conoscono.



Non ricordo bene l’anno, ma si il giorno in cui arrivammo a Massa Marittima: un 10 OTTOBRE, quando la bella città toscana era in festa per il suo santo patrono, con un CORTEO STORICO in abiti medievali; con tornei di BALESTRIERI; con una bella cerimonia liturgica nel magnifico DUOMO dedicato al santo dove i cosiddetti DIGNITARI ALL’ARCA DI SAN CERBONE, che contiene le reliquie del santo, recitano un omaggio al loro protettore; con la cerimonia del PAGAMENTO DEL CENSO e, infine, con la DONAZIONE DEL CERO nelle mani del Vescovo.



Quel giorno, nei nostri giri,  ci guidava un amico toscano, uno di quegli studiosi della storia locale, minuziosi ricercatori, autori di preziosi volumi che purtroppo non trovano diffusione fuori, e che ci portò a conoscere tutti i luoghi di SAN CERBONE.




Luoghi magici che tuttora sono vivissimi nella mia memoria, accompagnati dagli sguardi pieni di amore di mio marito e dal calore della sua mano che, mentre camminavamo per sentieri sperduti, teneva la mia forte, molto forte, come prevedendo la nostra forzata separazione per l’arrivo, pochi anni dopo, dalla malattia impietosa che lo avrebbe colpito a tradimento.

Luoghi bellissimi che vi invito a visitare qualche volta.


1. IL DUOMO DI MASSA MARITTIMA, del XIII secolo in stile romanico-pisano, con scene della vita del santo nei bellissimi bassorilievi della fonte battesimale, anche in quelli dell’Arca di San Cerbone e inoltre nell’architrave del portale.



2. LA FONTE DI SAN CERBONE, situata nel piccolo golfo di Baratti, in Maremma, dominato dalla collina sulla quale molti secoli fa sorse l’etrusca Populonia, la ricca città mineraria di cui il santo fu vescovo nel VI s. Sulla fonte venne costruita una piccola cappella di stile romanico, detta LA CAPPELLA DI SAN CERBONE, dove furono sistemate in un primo momento le spoglie del santo. Ma la fonte di San Cerbone divenne talmente popolare nei secoli che vi nacque un proverbio tuttora ricordato: “CHI NON BEVE A SAN CERBONE È UN LADRO O UN BIRBONE”.



3. LA GROTTA DEL SANTO, piccolo antro nella vallata del Monte Capanne, nell’Isola d’Elba, fra i paesi di Poggio e di Marciana, nella zona nord occidentale dell'isola, dove ancora è molto viva la tradizione ed il ricordo di SAN CERBONE che vi trovò rifugio quando dovette fuggire da Populonia durante le incursioni longobarde.




4. IL ROMITORIO DI SAN CERBONE, costruito A 510 m. di altitudine, nei pressi della grotta sulle rovine di un convento francescano che fino all’Ottocento fu abitato da eremiti laici. Accanto vi cresceva fino a pochi anni fa, il cosiddetto “FICO DI SAN CERBONE” perché fruttificava rigoglioso nei primi giorni di ottobre in concomitanza con la Festa del Santo.


Ma chi era SAN CERBONE?
Fu il vescovo di Populonia nell’anno 544, una città etrusca molto importante nei pressi di Piombino per via dello sfruttamento minerario dell’Isola d’Elba, che fu distrutta dai longobardi nel 570; ragion per cui il vescovo Cerbone o Cerbonio, dovette rifugiarsi con molti altri abitanti sull'isola d’Elba, dove morì molto giovane.

Le sue spoglie furono traslate a Massa Marittima quando vi fu trasferita la sede vescovile di Populonia e riposano nel bellissimo duomo dedicato perciò a SAN CERBONE.


Ma le leggende attorno alla sua figura non si contano, sicché si dice che AMMANSIVA GLI ORSI, che MUNGEVA LE CERVE, che celebrava la messa all’alba, accompagnato da un miracoloso coro angelico e, infine, che si faceva scortare fino alla soglia di San Pietro da OCHE SELVATICHE che poi avrebbe donato a papa Virgilio: l'episodio è narrato nel bassorilievo della magnifica ARCA DI SAN CERBONE.
Viene a volte perciò raffigurato con le OCHE  accanto.



Insomma, la ricorrenza di oggi, LA FESTA  di SAN CERBONE, come avete potuto notare, è per me una fonte di ricordi che, sebbene  con  una punta di dolore assopito costituiscono  una nostalgica MADELEINE DI PROUST che con il tempo è anche diventata dolcissima: come il PANFORTE che quel giorno, mio marito e io,  abbiamo gustato  in una piazzetta della bella  MASSA MARITTIMA.



1 commento:

Anonimo ha detto...

GRAZIE DELLE TUE PILLOLE.......TROPPO DISTANTI L'UNA DALL'ALTRA.
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RITA MARINI