mercoledì 11 gennaio 2012

FIABE DI LUNA: LE TRE GALLINE


"C'erano  una volta tre galline sorelle: la più giovane era bianca, l'altra rossa e la terza nera.

Venendo la brutta stagione decisero di costruirsi una casa; sicché cammina, cammina, trovarono della paglia con la quale la gallina nera si costruì la sua casetta.




Poi le altre due videro della legna e la gallina rossa decise di farsi la sua abitazione.



La povera gallina bianca, rimasta sola, continuò a camminare finché non trovò delle pietre con cui costruirsi anche lei un rifugio per l'inverno.





Ma il lupo cattivo aveva osservato tutto il bel daffare delle tre gallinelle e aspettò la fine delle varie costruzioni per poter catturarle e mangiarle.




 Cominciò dalla casetta di paglia e, soffiandovi, riuscì a distruggerla mangiando la gallina nera.

Poi soffiò su quella  di legno, ma   la gallina rossa, più giovane e veloce riuscì a scappare, rifugiandosi dalla sorella bianca, che era la più piccola.




Il lupo, volendo fare lo stesso con la casa di pietra, non  fu capace per quanti sforzi faceva: soffiava, soffiava e la casetta era sempre in piedi.



 Fu allora che  l'astuta gallina bianca, con uno stratagemma, lo attirò dentro, lo spinse in un pentolone pieno d'acqua bollente e lo uccise.

Poi gli aprì la pancia dove, ancora viva,  uscì terrorizzata dalla paura la sorelle nera.

Da quel momento vissero tutte e tre contente e felici nella solida casa di pietra della gallina bianca".




Naturalmente la gallina nera, che viene inghiottita dal lupo, simboleggia  la LUNA CALANTE, la Vegliarda Dea Ecate che muore quando si congiunge col sole: d'altronde la parola lupo proviene in greco dalla radice leuk, ovvero "luce, splendore".



La gallina rossa, che riesce a fuggire, simboleggia Selene, la Ninfa matura o LUNA PIENA.




Mentre la vincitrice, la gallinella  bianca, rappresenta la Dea Artemide, la  Fanciulla, la LUNA CRESCENTE, colei che simboleggia la rinascita, l'eterno divenire della vita.




(Fiaba tratta da "Le tre facce della Luna", di Marina Cepeda Fuentes, Camunia editrice, 1996)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bella la storia, a quando un'altra?
Grazie per queste pillole di spensieratezza che dai.
Rita Maria

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

GRAZIE A TE PER LEGGERLE, RITA MARIA.