mercoledì 22 giugno 2011

SORELLE D’ITALIA, L’ITALIA S’È DESTA… AL RITMO DEL FLAMENCO!



CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

FESTA D'ESTATE IN GIARDINO

GIOVEDÌ 23 GIUGNO 2011, ORE 20

Via della Lungara, 19 • Roma-Trastevere

 





Con l'esibizione in giardino  delle allieve
dell'Atelier di Flamenco e Teatro "El Mirabras" di Clara Berna 

in

 "Sorelle d'Italia, l'Italia s'è desta...
al ritmo del Flamenco!!!

con le coreografie di Clara Berna e Libe Irazu.
 e la collaborazione speciale di Beatriz Prior


 
Nell'arco della serata si potrà anche sostenere le attività della
Casa Internazionale delle Donne 
prendendo la tessera  a soli 10 Euro!



Ah, e la Cuoca Itagnola vi informa che inoltre 
il ristorante della Casa
 ha creato un menù dedicato alla serata estiva di festa
... insomma, mancate solo voi!


giovedì 16 giugno 2011

IL TEATRO VALLE DI ROMA OCCUPATO, IL RISORGIMENTO E LE SORELLE D'ITALIA


(Teatro Valle di Roma occupato)



Il Teatro Valle di Roma, un vero gioiello settecentesco,  è occupato perché dovuto al taglio di fondi per la cultura rischia la chiusura!

Un gruppo di giovani lavoratori dello Spettacolo affiancato da attori e artisti ha deciso di dare un segno forte alla politica culturale pubblica capitolina ma anche a quella dell’intero paese che esclude i giovani dalle istituzioni culturali, preferendo tenere i teatri chiusi.



Ma i nostri governanti sanno che il Teatro Valle è il più antico di Roma è che stato attivo, fra moti, revoluzioni, barricate,  persino durante i lunghi anni del Risorgimento?





Da "Sorelle d'Italia.Le donne che hanno fatto il Risorgimento"  (Blu Edizioni)

Ecco un po’ di storia del Teatro Valle.





Nel luglio del 1829, al Teatro Carcano di Milano, Giuditta Pasta interpretava la protagonista dell’opera “Nina o sia la pazza per amore” di Giovanni Battista Paisiello. Il successo fu trionfale: dopo quasi quindici anni come contralto la rinomata cantante era passata al registro di soprano, esordendo quello stesso anno a Vienna con la Semiramide di Rossini.


(Giuditta Pasta in "Nina, o sia la pazza per amore")


Nella capitale del Regno Lombardo Veneto, dove la grande cantante si esibiva spesso, possedeva una casa a via Del Monte, oggi via Montenapoleone.

Era molto ammirata anche dalle autorità austriache, che immancabilmente si recavano ad applaudirla in teatro, e nell’inverno del 1829 le era stato conferito il titolo di «illustrissima cantatrice di S.M.I.R.A.», Sua Maestà Imperial Regia Apostolica.

Giuditta Pasta, insieme con Maria Malibran, era ritenuta infatti la più celebre cantante lirica del XIX secolo, e non a caso Vincenzo Bellini compose per lei la famosa Norma. I critici dicevano che «racchiudeva in sé le doti straordinarie di Soprano versatile e coltissimo dal punto di vista musicale, nonché straordinarie qualità comunicative e virtuosismi d’arte scenica, che la rendevano davvero unica».



(Giuditta Pasta nella "Norma" di Vincenzo Bellini)

Giuditta Maria Costanza Negri era nata a Saronno, in provincia di Varese, il 26 ottobre 1797 e morì a Como, per una bronchite acuta, il primo aprile 1865, quando la Lombardia era già stata ancannessa al nuovo Regno d’Italia. Fin da piccola aveva mostrato una predilezione per la musica e il canto, e presto sposò il tenore e avvocato Giuseppe Pasta, con il quale si esibì in molti teatri italiani ed europei fino al 1845, quando lui si ritirò.


(Blevio, sul Lago di Como)

L’anno dopo Giuditta rimase vedova e si dedicò a concerti di beneficenza per aiutare i patrioti in esilio. Partecipò anche all’organizzazione delle varie insurrezioni, come le Cinque Giornate di Milano del 1848 che appoggiò pienamente da Blevio, una bella cittadina sul lago di Como dove è sepolta.


 Il 22 marzo 1848, giunta la notizia della vittoria degli insorti, Giuditta Pasta si recò con un manipolo di fedelissimi sul colle di Brunate, a pochi chilometri da Blevio, vi piantò la bandiera tricolore e intonò con la sua bellissima voce l’inno dell’Italia libera che, composto da Mameli soltanto un anno prima, era già sulla bocca dei patrioti italiani.


Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento le ville più belle di Blevio ospitarono attori, compositori e cantanti lirici, come appunto la Pasta, che soggiornò diverse volte a Villa Ferranti.
 


(La Villa a Blevio di Giuditta Pasta)


Mentre Villa Borletti (ora Villa Chiara), fatta costruire dal conte russo Gregorio Petrovic, è tuttora legata al ricordo della principessa e grande patriota risorgimentale Cristina Trivulzio di Belgioioso ,che vi ospitò personaggi illustri della cultura e della politica.

In quella Villa  fu accolta anche l’attrice drammatica Adelaide Ristori, capace di recitare perfettamente in inglese e in francese.
 

(Adelaide Ristori)


Nata in Friuli nel 1822, aveva riscosso notevoli successi anche all’estero e ricevuto elogi da Cavour, che, vedendo in lei anche un possibile aiuto per gli affari politici europei le scrisse: «Se ne serva di questa sua autorità a pro della nostra Patria, ed io applaudirò in Lei non solo la prima artista d’Europa, ma il più efficace nostro cooperante nei negozi diplomatici.»

Ma anziché fare da intermediaria nei rapporti diplomatici, Adelaide Ristori, già nota per i suoi sentimenti patriottici, lanciava slogan dai palcoscenici in territorio borbonico o austriaco a favore dell’Italia e di Vittorio Emanuele II, sicché i suoi spettacoli venivano regolarmente interrotti dalla polizia.
 



Benchè di umile estrazione sposò nel 1850, con grande scandalo dei benpensanti, uno dei suoi ammiratori, il marchese Giuliano Capranica del Grillo, la cui famiglia aveva fatto costruire nel 1726 il Teatro Valle, il più antico di Roma, dove la Ristori si era esibita più volte.
La celebre attrice, conosciuta anche negli Stati Uniti, divenne dunque talmente ricca da poter viaggiare per i suoi spettacoli in un lussuoso vagone delle ferrovie di sua proprietà.
 
Abitava a Roma, dove le è stata dedicata una strada nel quartiere Parioli, nei pressi di Villa Ada, e quando rimase vedova nel 1892 cominciò a dedicarsi ai più bisognosi.





Ebbene, sul magnifico palcoscenico del Teatro Valle di Roma, che prima del 1865 era prevalentemente dedicato alla musica classica e all’opera lirica, Giuditta Pasta cantò diverse volte, probabilmente interpretando anche la "Nina o sia la pazza per amore", diventata dopo il trionfo milanese uno dei suoi cavalli di battaglia...

(Brano tratto dal capitolo "Le spie di Cavour: donne fra amore, sesso e politica")


mercoledì 1 giugno 2011

LE SORELLE D'ITALIA SBARCANO IN SICILIA!!!






Nel maggio 1860 Giuseppe Garibaldi, proveniente da Quarto, a Genova, sbarcava in Sicilia insieme con i suoi eroici Mille, che in realtà erano milleottantaquattro e fra i quali c’era una sola donna: la valorosa Rosalia Motmasson, moglie di Francesco Crispi che l’avrebbe ripudiata quando divenne ministro del nuovo Regno d’Italia.







A fine maggio 2011, 151 anni dopo, sono sbarcate in Sicilia centinaia di donne, alcune soltanto di coloro che per l’Italia sacrificarono la loro vita, a volte anche offrendola alla morte insieme con quella dei  propri figli. Donne  che purtroppo, la maggior parte, sono state  dimenticate dalla storia “ufficiale”: sono le SORELLE D’ITALIA, le Donne  che hanno fatto il Risorgimento e che si trovavano in Continente desiderose di essere presentate ufficialmente nella splendida isola dove molte di loro erano già state centocinquant’anni fa!

E a portarle è stata la “Sorella Itagnola”, che ora si trova a pochi chilometri della splendida Siracusa, la città della LUCE, come la sua santa Lucia, che vi era nata.


Ebbene sì, la Cuoca e Sorella Itagnola, Marina Cepeda Fuentes,  è arrivata in Sicilia   per partecipare a una manifestazione organizzata dall'Associazione “Cinquanta e Più” e parlare del libro “La festa del Santo Patrono. I luoghi, la memoria, il racconto”, un lavoro collettivo realizzato grazie alle ricerche della Università della Terza Età e pubblicato dall’editoriale Cinquanta e Più. 


(Siracusa, processione di Santa Lucia delle Quaglie)



Ma  venerdì 3 giugno arriverà, con il suo carico di italiche SORELLE,  tutte insieme,   alla bella ed  elegante  Catania e,  grazie all’interessamento e alle premure  dell’amico Luigi Calabrese, della storica Libreria Prampolini ,  saranno  ospitate alle 17,30 nel risorgimentale  Orto Botanico  con  illustri personaggi della città: il Console onorario della Spagna a Catania Concetta Bufardeci,  Rosa Maria Monastra, Francesco Di Vincenzo, Daniela Spampinato e i musicisti Mario Licciardello e Fabrizio Scuderi.

Mi raccomando non mancate!




Pensate che il magnifico Orto Botanico di Catania, che risale al 1858, si estende su una superficie di circa 16.000 mq. e ha alcune curiose collezioni, fra cui le “palme”, le “piante spontanee siciliane” e soprattutto le “succulente” di cui vi sono oltre 2000 specie.


L'Orto Botanico è gestito dall'Università di Catania grazie alla quale si arricchisce continuamente di nuove piante e può mantenere la cura necessaria alla salvaguardia della vegetazione.
E siccome si visita solo su prenotazione, non dovete mancare venerdì 3 giugno all’appuntamento con le SORELLE D’ITALIA!


Fra le Sorelle d'Italia si trovano molte siciliane, come ad esempio Giuseppa Bolognara detta «Beppa la cannoniera», che il 31 maggio 1860 sparava cannonate durante l’insurrezione di Catania: dopo lo sbarco dei Mille, mentre le milizie borboniche si erano barricate nella piazza dell’Università, Beppa  oppure Peppa, riuscì a impadronirsi di un cannone e seppe manovrarlo così bene da infliggere gravissime perdite al nemico.

Poi le assegnarono il compito di vivandiera della Guardia Nazionale e prese parte all’espugnazione di Siracusa vestendo abiti maschili. Fu decorata con la medaglia d’argento al valore militare e le fu assegnata perciò una pensione.




E se non siete di Catania, questa sarà anche l’occasione per visitare alcuni luoghi della bella città ai piedi dell’Etna che fu fondata nel 729 a.C. dai Greci Calcidesi e che vanta una storia millenaria caratterizzata da svariate dominazioni i cui resti ne arricchiscono oggi il patrimonio artistico, architettonico e culturale.


Catania che sorge sulla costa orientale dell'isola, ai piedi del vulcano Etna -il più alto d'Europa – si trova a metà strada tra le città di Messina e Siracusa ed è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito.




L’Etna, la Festa di Sant’Agata, la Santuzza che da secoli protegge la città che ha come simbolo un elefantino, emblema della pazienza dei suoi abitanti, il grande compositore Vincenzo Bellini, che fu anche un patriota durante il Risorgimento, e la sua squisita cucina, fanno da Catania una città unica al mondo.


E poi c’è il barocco del suo centro storico che nel 2002 è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità, assieme a sette comuni del Val di Noto: Caltagirone, Militello in Val di Catania, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Scicli e Modica.



E a proposito di Modica, la città del cioccolato, le SORELLE D’ITALIA vi arriveranno sabato 4 giugno per incontrare coloro che, non avendo niente di meglio da fare, vorranno conoscerle da vicino, magari mentre vanno a cercare qualche libro nella Libreria “LA TALPA” di Corso Umberto 132.




Ah, sapevate che la cioccolata di Modica è prodotta seguendo un' antica ricetta azteca, da cui deriva la ricetta modicana? Ebbene è proprio così, sulla base della documentazione rinvenuta presso l’Archivio di Stato di Modica all’interno dell’Archivio Grimaldi, che risale al 1753 quando la Sicilia non era del tutto italiana, ma era, diciamo… ITAGNOLA!



Ma Modica, dove il bel Teatro Garibaldi già esisteva prima dell’arrivo dell’Eroe dei Due Mondi in Sicilia perché infatti fu costruito nel 1820, è celebre anche per le mucche, i vitelli, i manzi della la razza modicana “a manto rosso”, caratterizzata dalla bellezza delle forme, dalla incurvatura a lira delle corna, dalla finezza e dalla lucentezza del mantello e dalla vivacità dell'occhio.
La razza bovina modicana è la più antica razza autoctona siciliana, di probabile origine africana, avendo gli studiosi riscontrato moltissime analogie nel DNA di razze bovine presenti tuttora in Egitto!



Insomma, da questo punto di vista – ma soltanto da questo - avevano ragione quei futuri ministri del nuovo Regno d’Italia quando arrivando dal nord in Sicilia, Calabria, Campania, insomma nel Meridione che molti di loro vedevano per la prima volta, scrivevano a Cavour: “Questa è Affrica!”.


Ma tornando alle amate SORELLE D’ITALIA, l’appuntamento con loro a Modica, organizzato dalla suddetta libreria La Talpa, insieme con la Libreria Prampolini di Catania e la storica Pasticceria di Modica Bonaiuto, è alle 17,30 al cosiddetto QUADRATO DELLA PALMA.




 Mi raccomando, non mancate, ci sarò anch’io!!!

 Parola della Sorella Itagnola!!!