giovedì 22 dicembre 2011

"MO VENE NATALE": ALBERO O PRESEPE?



Molti di voi, cari amici,  avranno già preparato come ogni anno il  presepe: ma sapevate che . l'usanza è nata proprio qui, in Italia?
 Ebbene,  fu  san Francesco d'Assisi a inventarlo  nel 1223 a Greccio, un paesino vicino a Rieti. 
Greccio
Ma come  gli venne  l'idea? Ora vi  spiego.

Fin dal IX secolo   in molti paesi europei si erano formati  dall'ufficio quotidiano delle Ore,  cioè dalla preghiera liturgica che si teneva in determinate ore del giorno, i cosiddetti  "Uffici drammatici" che rievocavano  con brevi dialoghi le principali scene evangeliche. 

Il  tema della Natività  venne elaborato nel monastero tedesco di  Benediktbeuern - da cui presero il nome i  celebri Carmina burana -   come un vero e proprio dramma  della Natività con decine di personaggi  e varie scene  al cui centro campeggiava  quella del presepe  che in latino significava greppia o stalla.

Ispirandosi a quelle sacre rappresentazioni san Francesco d'Assisi decise di celebrare il ricordo del Natale di Gesù in una grotta nei dintorni di Greccio, una paesino del Lazio situato alle pendici del monte Lacerone, quasi ai confini con l'Umbria.

La Grotta dove san Francesco preparò il primo presepe nel 1223

Bonaventura da Bagnoregio narra così la scena di quel 24 dicembre del 1223:
"Fece preparare una stalla, portare del fieno e condurre un bue e un asino. Si radunano i frati, accorre la popolazione: il bosco risuona di voci, e quella venerabile notte diventa splendente di luci, solenne e armoniosa di laudi armoniose. Francesco stava davanti alla mangiatoia ricolmo di pietà".  

Successivamente, nel resto d'Italia,  si passò dal presepe  animato a quello inanimato di cui il più antico è quello di Arnolfo  di Cambio conservato nella basilica di Santa Maria Maggiore  a Roma.
Il presepe di Arnolfo di Cambio a Santa Maria Maggiore
Ma da alcuni decenni  in molte località italiane si rappresentano  nei giorni di Natale presepi viventi più o meno riusciti.

In ogni modo, oltre a quello di Greccio dalla atmosfera unica, uno dei più grandiosi, che occupa un'intera vallata d'origine etrusca,  si svolge a Corchiano, in provincia di Viterbo: se siete da quelle parti non ve lo perdete, ma copritevi bene perchè fa un freddo siberiano!

Presepe vivente

In molte case invece del presepe  c'è l'albero di Natale, di solito un abete decorato con lumini e palline colorate:  un'usanza che ci è arrivata dall'Europa del nord e dall'America.
Ebbene, i fautori del presepe sostengono che non sia un'usanza cristiana. E invece lo è!  


Per capire  il simbolismo  dell'albero di Natale e le sue  radici cristiane non dobbiamo dimenticare  che  in tutte le antiche tradizioni  l'albero è il simbolo  dell'Asse del mondo  attraverso il quale l'Eterno si manifesta nel mondo visibile.

Nell'Antico Testamento  l'Albero della Vita piantato  al centro dell'Eden,  e del quale Adamo ed Eva possono nutrirsi prima del peccato originale, viene identificato con il Cristo da  molti  teologi  medievali .

Scriveva ad esempio  nel XII s. il benedettino  Ruperto di Deutz: "Il Paradiso  Terrestre  fu creato a immagine  del paradiso celeste  dove le potenze angeliche  sono come alberi bellissimi  e l'Albero della Vita è Dio stesso".


Non diversamente il vescovo Ippolito  di Roma  scriveva già nel III secolo a proposito della Croce: "Pianta immorale, s'innalza al centro  del cielo e della terra: fermo sostegno  dell'universo, legame  di tutto, sostegno  di tutta la terra abitata, legame cosmico  che comprende in sé  tutta la molteplicità  della natura umana".
Presepe e Albero a San Pietro

Per questi motivi ad Assisi, nella cappella del Monastero di  Santa Croce, dove vivono  le suore cappuccine tedesche, nella notte di Natale  un abete campeggia sotto il Crocefisso dell'altar maggiore  e molti altri alberi decorati  con striscioline di carta argentata e candeline  sono sistemati lungo la navata.

E per tutto ciò,  nelle case dove  si è consapevoli del suo simbolismo, si appendono  all'abete tanti lumini  che rappresentano per i cristiani  la luce che il Cristo dispensa all'umanità; mentre le palline di vetro colorate, i frutti dorati, i regalini  e i dolciumi  sono i simboli  della vita spirituale  e dell'amore che Lui  offre ai credenti.



Insomma, come vedete tutti e due, presepe e albero, sono ugualmente simboli del Natale... 

E voi, quel preferite?
Personalmente tutti e due e  così ho fatto  anche questa volta, preparando un piccolo presepe   - un "Belen" si dice da me - con delle minuscole figure di terracotta dipinta che risalgono agli anni della mia infanzia  e che mi hanno accompagnato in tutti i miei traslochi.

Sarà però un Natale un po' nostalgico perché - ahimé! -  quest'anno la mia "crisi economica" non mi permetterà di andare a passare le Feste  in Spagna, con la  mia famiglia...

Insomma in questi giorni di penuria per tutti - o quasi- mi viene in mente una vecchia canzonetta di Renato Carosone, intitolata "Mo vene Natale" ...

Eccola per voi  cliccando qui...

 Mo vene Natale
nun tengo denare
me leggio ‘o giurnale
e me vaco a cuccà.

CON TANTI AUGURI DALLA CUOCA ITAGNOLA!!!


6 commenti:

giulia ha detto...

...nonostante la crisi, sei sempre unica, cara Marina!

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

grazie! buon Natale e un sereno anno nuovo giulia!

Lilly ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Topogina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Topogina ha detto...

Anche a casa mia abbiamo sempre usato entrambi, alberello e presepe sottostante. Vivendo a Barcellona, l'anno scorso ho conosciuto anche la simpatica caricatura detta il "caganer" in catalano. Una statuetta che si mostra nell'atto di...beh, avete capito. L'ho portato in regalo ai miei ma mi sa che non hanno molto apprezzato visto che non ha mai fatto la sua comparsa nel presepio...

Anonimo ha detto...

BUON ANNO.
ANCH'IO FACCIO L'ALBERO E SOTTO DI ESSO COSTRUISCO UN PICCOLO PRESEPE. IO SONO INNAMORATA DI QUESTA FESTA, NON PER LA PARTE CONSUMISTICA, MA PER LA SUGGESTIVITA' E LA GIOIA CHE PORTA NELLE CASE.
GRAZIE SIGNORA MARINA PER LE BELLE STORIE CHE RACCONTI, ANCHE PER IL LIBRO CHE NON HO POTUTO COMPRARE PER "PENURIA".....
RITA MARINI