Molti di voi, cari amici, avranno già preparato come ogni anno il presepe: ma sapevate che . l'usanza è nata proprio qui, in Italia?
Ebbene, fu san Francesco d'Assisi a inventarlo nel
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| Greccio |
Fin dal IX secolo in molti paesi europei si erano formati dall'ufficio quotidiano delle Ore, cioè dalla preghiera liturgica che si teneva in determinate ore del giorno, i cosiddetti "Uffici drammatici" che rievocavano con brevi dialoghi le principali scene evangeliche.
Il tema della Natività venne elaborato nel monastero tedesco di Benediktbeuern - da cui presero il nome i celebri Carmina burana - come un vero e proprio dramma della Natività con decine di personaggi e varie scene al cui centro campeggiava quella del presepe che in latino significava greppia o stalla.
Ispirandosi a quelle sacre rappresentazioni san Francesco d'Assisi decise di celebrare il ricordo del Natale di Gesù in una grotta nei dintorni di Greccio, una paesino del Lazio situato alle pendici del monte Lacerone, quasi ai confini con l'Umbria.
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| La Grotta dove san Francesco preparò il primo presepe nel 1223 |
Bonaventura da Bagnoregio narra così la scena di quel 24 dicembre del 1223:
"Fece preparare una stalla, portare del fieno e condurre un bue e un asino. Si radunano i frati, accorre la popolazione: il bosco risuona di voci, e quella venerabile notte diventa splendente di luci, solenne e armoniosa di laudi armoniose. Francesco stava davanti alla mangiatoia ricolmo di pietà".
Successivamente, nel resto d'Italia, si passò dal presepe animato a quello inanimato di cui il più antico è quello di Arnolfo di Cambio conservato nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
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| Il presepe di Arnolfo di Cambio a Santa Maria Maggiore |
In ogni modo, oltre a quello di Greccio dalla atmosfera unica, uno dei più grandiosi, che occupa un'intera vallata d'origine etrusca, si svolge a Corchiano, in provincia di Viterbo: se siete da quelle parti non ve lo perdete, ma copritevi bene perchè fa un freddo siberiano!
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| Presepe vivente |
In molte case invece del presepe c'è l'albero di Natale, di solito un abete decorato con lumini e palline colorate: un'usanza che ci è arrivata dall'Europa del nord e dall'America.
Ebbene, i fautori del presepe sostengono che non sia un'usanza cristiana. E invece lo è!
Per capire il simbolismo dell'albero di Natale e le sue radici cristiane non dobbiamo dimenticare che in tutte le antiche tradizioni l'albero è il simbolo dell'Asse del mondo attraverso il quale l'Eterno si manifesta nel mondo visibile.
Nell'Antico Testamento l'Albero della Vita piantato al centro dell'Eden, e del quale Adamo ed Eva possono nutrirsi prima del peccato originale, viene identificato con il Cristo da molti teologi medievali .
Scriveva ad esempio nel XII s. il benedettino Ruperto di Deutz: "Il Paradiso Terrestre fu creato a immagine del paradiso celeste dove le potenze angeliche sono come alberi bellissimi e l'Albero della Vita è Dio stesso".
Non diversamente il vescovo Ippolito di Roma scriveva già nel III secolo a proposito della Croce: "Pianta immorale, s'innalza al centro del cielo e della terra: fermo sostegno dell'universo, legame di tutto, sostegno di tutta la terra abitata, legame cosmico che comprende in sé tutta la molteplicità della natura umana".
Per questi motivi ad Assisi, nella cappella del Monastero di Santa Croce, dove vivono le suore cappuccine tedesche, nella notte di Natale un abete campeggia sotto il Crocefisso dell'altar maggiore e molti altri alberi decorati con striscioline di carta argentata e candeline sono sistemati lungo la navata.
E per tutto ciò, nelle case dove si è consapevoli del suo simbolismo, si appendono all'abete tanti lumini che rappresentano per i cristiani la luce che il Cristo dispensa all'umanità; mentre le palline di vetro colorate, i frutti dorati, i regalini e i dolciumi sono i simboli della vita spirituale e dell'amore che Lui offre ai credenti.
Per capire il simbolismo dell'albero di Natale e le sue radici cristiane non dobbiamo dimenticare che in tutte le antiche tradizioni l'albero è il simbolo dell'Asse del mondo attraverso il quale l'Eterno si manifesta nel mondo visibile.
Nell'Antico Testamento l'Albero della Vita piantato al centro dell'Eden, e del quale Adamo ed Eva possono nutrirsi prima del peccato originale, viene identificato con il Cristo da molti teologi medievali .
Scriveva ad esempio nel XII s. il benedettino Ruperto di Deutz: "Il Paradiso Terrestre fu creato a immagine del paradiso celeste dove le potenze angeliche sono come alberi bellissimi e l'Albero della Vita è Dio stesso".
Non diversamente il vescovo Ippolito di Roma scriveva già nel III secolo a proposito della Croce: "Pianta immorale, s'innalza al centro del cielo e della terra: fermo sostegno dell'universo, legame di tutto, sostegno di tutta la terra abitata, legame cosmico che comprende in sé tutta la molteplicità della natura umana".
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| Presepe e Albero a San Pietro |
Per questi motivi ad Assisi, nella cappella del Monastero di Santa Croce, dove vivono le suore cappuccine tedesche, nella notte di Natale un abete campeggia sotto il Crocefisso dell'altar maggiore e molti altri alberi decorati con striscioline di carta argentata e candeline sono sistemati lungo la navata.
E per tutto ciò, nelle case dove si è consapevoli del suo simbolismo, si appendono all'abete tanti lumini che rappresentano per i cristiani la luce che il Cristo dispensa all'umanità; mentre le palline di vetro colorate, i frutti dorati, i regalini e i dolciumi sono i simboli della vita spirituale e dell'amore che Lui offre ai credenti.
Insomma, come vedete tutti e due, presepe e albero, sono ugualmente simboli del Natale...
E voi, quel preferite?
E voi, quel preferite?
Personalmente tutti e due e così ho fatto anche questa volta, preparando un piccolo presepe - un "Belen" si dice da me - con delle minuscole figure di terracotta dipinta che risalgono agli anni della mia infanzia e che mi hanno accompagnato in tutti i miei traslochi.
Sarà però un Natale un po' nostalgico perché - ahimé! - quest'anno la mia "crisi economica" non mi permetterà di andare a passare le Feste in Spagna, con la mia famiglia...
Insomma in questi giorni di penuria per tutti - o quasi- mi viene in mente una vecchia canzonetta di Renato Carosone, intitolata "Mo vene Natale" ...
Eccola per voi cliccando qui...
Mo vene Natale
nun tengo denare
me leggio ‘o giurnale
e me vaco a cuccà.
CON TANTI AUGURI DALLA CUOCA ITAGNOLA!!!















6 commenti:
...nonostante la crisi, sei sempre unica, cara Marina!
grazie! buon Natale e un sereno anno nuovo giulia!
Anche a casa mia abbiamo sempre usato entrambi, alberello e presepe sottostante. Vivendo a Barcellona, l'anno scorso ho conosciuto anche la simpatica caricatura detta il "caganer" in catalano. Una statuetta che si mostra nell'atto di...beh, avete capito. L'ho portato in regalo ai miei ma mi sa che non hanno molto apprezzato visto che non ha mai fatto la sua comparsa nel presepio...
BUON ANNO.
ANCH'IO FACCIO L'ALBERO E SOTTO DI ESSO COSTRUISCO UN PICCOLO PRESEPE. IO SONO INNAMORATA DI QUESTA FESTA, NON PER LA PARTE CONSUMISTICA, MA PER LA SUGGESTIVITA' E LA GIOIA CHE PORTA NELLE CASE.
GRAZIE SIGNORA MARINA PER LE BELLE STORIE CHE RACCONTI, ANCHE PER IL LIBRO CHE NON HO POTUTO COMPRARE PER "PENURIA".....
RITA MARINI
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