giovedì 16 giugno 2011

IL TEATRO VALLE DI ROMA OCCUPATO, IL RISORGIMENTO E LE SORELLE D'ITALIA


(Teatro Valle di Roma occupato)



Il Teatro Valle di Roma, un vero gioiello settecentesco,  è occupato perché dovuto al taglio di fondi per la cultura rischia la chiusura!

Un gruppo di giovani lavoratori dello Spettacolo affiancato da attori e artisti ha deciso di dare un segno forte alla politica culturale pubblica capitolina ma anche a quella dell’intero paese che esclude i giovani dalle istituzioni culturali, preferendo tenere i teatri chiusi.



Ma i nostri governanti sanno che il Teatro Valle è il più antico di Roma è che stato attivo, fra moti, revoluzioni, barricate,  persino durante i lunghi anni del Risorgimento?





Da "Sorelle d'Italia.Le donne che hanno fatto il Risorgimento"  (Blu Edizioni)

Ecco un po’ di storia del Teatro Valle.





Nel luglio del 1829, al Teatro Carcano di Milano, Giuditta Pasta interpretava la protagonista dell’opera “Nina o sia la pazza per amore” di Giovanni Battista Paisiello. Il successo fu trionfale: dopo quasi quindici anni come contralto la rinomata cantante era passata al registro di soprano, esordendo quello stesso anno a Vienna con la Semiramide di Rossini.


(Giuditta Pasta in "Nina, o sia la pazza per amore")


Nella capitale del Regno Lombardo Veneto, dove la grande cantante si esibiva spesso, possedeva una casa a via Del Monte, oggi via Montenapoleone.

Era molto ammirata anche dalle autorità austriache, che immancabilmente si recavano ad applaudirla in teatro, e nell’inverno del 1829 le era stato conferito il titolo di «illustrissima cantatrice di S.M.I.R.A.», Sua Maestà Imperial Regia Apostolica.

Giuditta Pasta, insieme con Maria Malibran, era ritenuta infatti la più celebre cantante lirica del XIX secolo, e non a caso Vincenzo Bellini compose per lei la famosa Norma. I critici dicevano che «racchiudeva in sé le doti straordinarie di Soprano versatile e coltissimo dal punto di vista musicale, nonché straordinarie qualità comunicative e virtuosismi d’arte scenica, che la rendevano davvero unica».



(Giuditta Pasta nella "Norma" di Vincenzo Bellini)

Giuditta Maria Costanza Negri era nata a Saronno, in provincia di Varese, il 26 ottobre 1797 e morì a Como, per una bronchite acuta, il primo aprile 1865, quando la Lombardia era già stata ancannessa al nuovo Regno d’Italia. Fin da piccola aveva mostrato una predilezione per la musica e il canto, e presto sposò il tenore e avvocato Giuseppe Pasta, con il quale si esibì in molti teatri italiani ed europei fino al 1845, quando lui si ritirò.


(Blevio, sul Lago di Como)

L’anno dopo Giuditta rimase vedova e si dedicò a concerti di beneficenza per aiutare i patrioti in esilio. Partecipò anche all’organizzazione delle varie insurrezioni, come le Cinque Giornate di Milano del 1848 che appoggiò pienamente da Blevio, una bella cittadina sul lago di Como dove è sepolta.


 Il 22 marzo 1848, giunta la notizia della vittoria degli insorti, Giuditta Pasta si recò con un manipolo di fedelissimi sul colle di Brunate, a pochi chilometri da Blevio, vi piantò la bandiera tricolore e intonò con la sua bellissima voce l’inno dell’Italia libera che, composto da Mameli soltanto un anno prima, era già sulla bocca dei patrioti italiani.


Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento le ville più belle di Blevio ospitarono attori, compositori e cantanti lirici, come appunto la Pasta, che soggiornò diverse volte a Villa Ferranti.
 


(La Villa a Blevio di Giuditta Pasta)


Mentre Villa Borletti (ora Villa Chiara), fatta costruire dal conte russo Gregorio Petrovic, è tuttora legata al ricordo della principessa e grande patriota risorgimentale Cristina Trivulzio di Belgioioso ,che vi ospitò personaggi illustri della cultura e della politica.

In quella Villa  fu accolta anche l’attrice drammatica Adelaide Ristori, capace di recitare perfettamente in inglese e in francese.
 

(Adelaide Ristori)


Nata in Friuli nel 1822, aveva riscosso notevoli successi anche all’estero e ricevuto elogi da Cavour, che, vedendo in lei anche un possibile aiuto per gli affari politici europei le scrisse: «Se ne serva di questa sua autorità a pro della nostra Patria, ed io applaudirò in Lei non solo la prima artista d’Europa, ma il più efficace nostro cooperante nei negozi diplomatici.»

Ma anziché fare da intermediaria nei rapporti diplomatici, Adelaide Ristori, già nota per i suoi sentimenti patriottici, lanciava slogan dai palcoscenici in territorio borbonico o austriaco a favore dell’Italia e di Vittorio Emanuele II, sicché i suoi spettacoli venivano regolarmente interrotti dalla polizia.
 



Benchè di umile estrazione sposò nel 1850, con grande scandalo dei benpensanti, uno dei suoi ammiratori, il marchese Giuliano Capranica del Grillo, la cui famiglia aveva fatto costruire nel 1726 il Teatro Valle, il più antico di Roma, dove la Ristori si era esibita più volte.
La celebre attrice, conosciuta anche negli Stati Uniti, divenne dunque talmente ricca da poter viaggiare per i suoi spettacoli in un lussuoso vagone delle ferrovie di sua proprietà.
 
Abitava a Roma, dove le è stata dedicata una strada nel quartiere Parioli, nei pressi di Villa Ada, e quando rimase vedova nel 1892 cominciò a dedicarsi ai più bisognosi.





Ebbene, sul magnifico palcoscenico del Teatro Valle di Roma, che prima del 1865 era prevalentemente dedicato alla musica classica e all’opera lirica, Giuditta Pasta cantò diverse volte, probabilmente interpretando anche la "Nina o sia la pazza per amore", diventata dopo il trionfo milanese uno dei suoi cavalli di battaglia...

(Brano tratto dal capitolo "Le spie di Cavour: donne fra amore, sesso e politica")


4 commenti:

annamaria ha detto...

I teatri sono pezzi di storia e di cultura.Sono la nostra Italia e questo devono rimanere.Sono d'accordo con te.
Bisogna incentivare l'arte che si tratti di musica di commedia etc.......per far sopravvivere questi luoghi. Complimenti perbil tuo post.A presto.

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Grazie Annamaria, mi fa piacere trovare pesone come te. Un abbraccio.

mari carmen garcia franconetti ha detto...

Veo que te gusta la ópera, pues a mí también y mucho, por lo general, me interesan casi todas las ramas del ARTE, así con mayúsculas.
Es una gozada visitar tu casa.
Un abrazo

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

gracias Mari Carmen y perdona que no te haya aùn contestado a tu mail: lo haré esta noche cuando vuelva del teatro, otra ARTE que me apasiona...Un abrazo tambien a ti.