L'8 dicembre la Chiesa celebra la Festa dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.
Si tratta di un dogma cattolico proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come
La bolla fu tradotta in 400 lingue e dialetti.
Ebbene, in quel momento l'Italia si trovava in pieno Risorgimento, divisa ancora in tanti stati, regni, ducati, ecc.
Lo Stato più potente era quello Pontificio e vi reganava Pio IX: il suo pontificato - di 31 anni, 7 mesi e 23 giorni - rimane il più lungo della storia della Chiesa cattolica, dopo quello di San Pietro.
Pio IX fu l'ultimo Papa-Re e durante il suo lunghissimo pontificato, dal 1846 al 1878, vide le guerre, le battaglie e anche i moti rivoluzionari che avrebbero portato all'Italia unita.
Ma proprio all'Italia veramente unita, quella totale che, dopo la brescia di Porta Pia del 1870 , comprendeva anche Roma, proclamata poi capitale della nuova nazione!
Sotto il suo Pontificato cadde, uccissa dagli zuavi pontifici insieme con il figliolino, mentre lottava per la libertà di Roma, una delle figure femminili emblematiche del Risorgimento: la patriota trasteverina Giuditta Tavani Arquati.
Ma di questa donna e di molte altre parlerò un'altra volta.
Quel che mi preme dire, e gli sono grata, e che Pio IX fece costruire la linea ferroviaria Roma-Civitavecchia di 80 km.
Venne aperta al pubblico il 16 aprile 1859 e, tuttora funzionante, costituisce una delle principali ragioni per cui nove anni fa ho scelto di vivere a Santa Marinella, la fermata prima di Civitavecchia!
Ma tornando al dogma dell'Immacolata, nella cattolicissima Spagna, il Paese che più si era adoperato per la sua proclamazione, fu graditissimo e in molte città venne innalzato un monumento alla Madonna.
Nella mia città, Siviglia, si trova in pieno centro storico, di fronte alla bellissima Cattedrale, e la notte della Vigilia della festa vi si danno appuntamento i "tunos", ossia vere e propri cori di studenti universitari, arrivati da tutto il Paese, che cantano e suonano in suo onore tutta la notte.
Anche a Roma, in Piazza di Spagna, davanti all'Ambasciata presso la Santa Sede, nel 1857 venne innalzata la Colonna dell'Immacolta dove il pomeriggio del 8 dicembre il Papa depone una corona di fiori.
Ma di tutta la Spagna, l'Andalusia è detta "la Tierra de Maria Santisima", per la sua devozione alla Madonna in genere e dunque anche all'Immacolata Concezione.
Non si contano infatti le donne che si chiamano Inmaculada oppure Conchita (diminutivo di Concepciòn -Concezione).
E tanto è grata la mia terra al papa Pio IX per via del dogma, da dedicargli perfino un dolce: si chiama, naturalmente, "PIONONO" ed è deliziosamente squisito. Un vero "boccato di Cardinale"... Beh, diciamo di Papa!
La cittadina che gli ha dato i natali nel 1897 è Santa Fe, nella provincia di Granada a circa 11 km dalla magnifica città, culla dell'Alhambra e del poeta Federico Garcìa Lorca.
Il suo nome si deve al fatto che il 25 novembre 1491, nel nome della fede, vi fu firmata la resa ai Re Cattolici dell'ultimo re di Granada-Boabdil - e anche l'accordo per cui la Spagna avrebbe finanziato il viaggio di Cristofro Colombo verso le Indie con la scoperta inaspettata del Nuovo Mondo.
Ebbene, a Santa Fe, verso la fine della seconda metà dell'Ottocento, abitava un pasticciere, tale Ceferino Isla González, che aveva il suo laboratorio nella calle Real della cittadina andalusa.
Ceferino, che era molto devoto alla Vergine, voleva rendere omaggio al Papa che aveva proclamato il dogma dell'Immacolata, appunto Pio IX. E, nel 1897, decise di realizzare un dolce chiamandolo col suo nome: "PIONONO"
Ceferino voleva che il suo dolce, che però in zona ha degli antenati simili, fabbricati dagli arabi che vi abitarono fino al XVI secolo, fosse piccolo, da mangiare in uno o due bocconi al massimo.
Ma doveva ricordare la figura del pontefice Pio IX, un po' in carne:cioè un dolce di aspetto rotondo- cilindrico, ottenuto con il pan di spagna arrotolato su se stesso, mantenuto umido grazie al liquore, e inoltre incoronato da uno strato di crema tostata: una sorta di copricapo che doveva rammentare quello del Papa.
Con il tempo il "PIONONO" di Santa Fe è diventato uno dei dolci più tipici e diffusi dell'Andalusia e nella zona di Granada viene ormai prodotto in tutte le pasticcerie e venduto in confezioni di varie misure.
Ecco per voi la ricetta originale, quella ideata nel 1897 da Ceferino Isla González in onore di Pio IX e della Immacolata Concezione e che si può degustare a Santa Fe nella pasticceria "Casa Isla".
RICETTA DEL TIPICO PIONONO DI SANTA FE
Il caratteristico dolce andaluso è composto da due parti ben differenziate: una sfoglia di pan di spagna arrotolata formando un cilindro che viene “ubriacata” bagnandola con del liquore dolce, o/e ripiena con della crema, e di uno strato di crema tostata che incorona poi il cilindro.
Ingredienti:
6 uova freschissime
1/4 l di latte
1 coppa de rum oppure altro liquore
1 scorza di limone
200 g di maizena
250 g di zucchero
un po' di cannella in polvere
In un pentolino cuocere il latte con la scorza di limone e 100 g di zucchero. Quando inizia il bollore aggiungervi la farina a poco a poco e poi 2 tuorli d'uova che precedentemente saranno state sbattute con un po' di latte tiepido. Bollire per circa 3 minuti e poi mettere da parte.
Con il rimanente zucchero sbattere 4 tuorli d'uova molto bene finché diventano cremosi aggiungendo ogni tanto del latte. Aggiungere poi la maizena e infine i 4 albumi a neve.
Mescolare molto bene finché diventa una crema liscia. Riempirvi degli stampi rettangolare, foderati da carta da forno, formando uno strato di circa 1 cm di spessore.
Infornare finché le sfoglie di pan di spagna sia cotto e lasciar freddare.
Togliere dallo stampo e con un pennello bagnare il pan di spagna con uno sciroppo preparato con zucchero, il liquore scelto e poca acqua.
Stendere sopra anche con uno strato sottilissimo della crema preparata e infine spolverizzare con cannella.
Tagliare le sfoglie di pan di spagna in rettangoli di circa 4 cm di altezza e 10 di largo che saranno arrotolati delicatamente e collocati in piedi in una teglia da forno.
Coprire i cilindri con una cappa di crema, spolverizzarla con lo zucchero e infornare con il grill già pronto per far tostare la superficie.
Lasciar raffreddare e mangiare i "PIONONOS" in due bocconi (tre sono troppi) accompagnandoli con una coppa dello stesso liquore utilizzato, oppure con dello spumante o infine, nelle serate fredde, con della cioccolata bollente.















