
Eccomi di nuovo a Siviglia dove già si percepisce l'atmosfera della prossima Settimana Santa: nelle chiese, con i lunghissimi preparativi per montare i vari “troni” delle processioni; nei negozi specializzati le cui vetrine mostrano gli abiti (tonache colorate, copricapo, mantelline, ecc) dei confratelli delle decine e decine di confraternite che sfileranno ogni giorno.

Nei numerosi bar si possono degustare anche molte “tapas” tipiche del periodo quaresimale: “espinacas con garbanzos” (gli spinaci con ceci al profumo di cumino che personalmente mi riportano a mia madre), friturillas de bacalao (frittelle di baccalà dorate e croccanti da degustare con una coppa di vino bianco ben fresco), bacalao con tomate (il sivigliano baccalà al sugo preparato con un soffritto di peperone rosso e cipolla) e molti altri piatti dove il baccalà occupa un posto d'onore.

Ad esempio, il “bacalao al pil-pil” che, sebbene non appartenga alla cucina andalusa è diventato un tipico piatto della Quaresima in molti locali di Siviglia.
Il bacalao al pil-pil è una delizia della cucina basca.
Ma siccome le distanze erano grandi e si rischiava la putrefazione, pensarono bene di conservarli, una volta puliti, sotto sale, come già facevano con le parti commestibili delle balene.
In principio si trattò di modeste quantità destinate ai bisogni di bordo; poi si cominciò a preparare il baccalà anche per usi familiari, sicché in poco tempo la produzione crebbe tanto da diventare una importante risorsa alimentare per tutta la Spagna.
D'altra parte la Chiesa cattolica, con i divieti quaresimali e le astinenze, diede un grande impulso alla diffusione di quel pesce salato che per le sue proprietà e la sua bontà poteva sostituire degnamente la carne.
La tecnica dei baschi fu imitata dai portoghesi e poi dai veneti, ma ormai da secoli le ricette a base di baccalà si erano moltiplicate nel Paese Basco: la purrusalda, o zuppa di baccalà e porri; il baccalà con latte e vongole veraci; il baccalà con telline; la zurrukutuna, una sorta di zuppa di pane e aglio con il baccalà sminuzzato; il baccalà alla “vizcaina” che deve il suo colore rosso, non ai pomodori, come molti sprovveduti ristoratori tentano di far credere, ma ai cosiddetti “pimientos choriceros”, o piccoli peperoni secchi.
Si tratta di una semplice ricetta preparata con aglio, olio e peperoncino, il cui segreto risiede nella gurpilada,e cioè un modo particolare di muovere il tegame di terracotta con una speciale rotazione dei polsi.
Si dice che il triangolo d'oro del baccalà iberico abbia i vertici in Lisbona, Barcellona e Bilbao, la città del bellissimo Museo Guggenheim e anche la più grande del Paese Basco.
Ma ora bando alle chiacchiere e prendete nota di questa ricetta tipica del Paese Basco come l'ho potuta degustare proprio ieri sera in un ristorante di Siviglia che offre soprattutto piatti a base di baccalà di ogni luogo della Spagna.
BACALAO AL "PIL-PIL" ( Baccalà “aglio, olio e peperoncino”)
La parola pil-pil, come già accennato, è onomatopeica, perché ricalca il suono del baccalà quando si sta friggendo lentamente nel tegame di terracotta: un po' accade con il ragù napoletano doc che durante la cottura dovrebbe “pippiare” .
Il segreto per la buona riuscita di questo semplice ma saporito piatto, chiamato anche "alla bilbaina", risiede sia nella buona qualità del baccalà, che deve essere molto bianco e grosso, sia nella salsa, ottenuta facendo roteare il tegame con il movimento dei polsi delle due mani.
Ingredienti per 4 persone:
800 g di baccalà ammollato almeno 24 ore
150 ml d'olio d'oliva extravergine (circa 3/4 di bicchiere)
4 spicchi d'aglio
una punta di peperoncino
sale

Scolare bene il baccalà dopo che è stato a mollo per un'intera giornata, spinarlo e tagliarlo a pezzi. Affettare l'aglio per lungo e il peperoncino a pezzettoni.
In un tegame di coccio, abbastanza largo e basso, mettere tutto l'olio e rosolarvi l'aglio e il peperoncino: appena saranno dorati ritirarli e metterli da parte.
Nello stesso olio molto caldo soffriggere lentamente i pezzi di baccalà, con la pelle, verso l'alto prima e poi verso il basso. Dopo circa 15 minuti saranno pronti.
Ah, una curiosità:
Per i baschi il baccalà fa parte anche delle loro usanze divinatorie: quando un pescatore in mare non ritorna le donne della famiglia colpiscono un tavolo con una grossa spina di baccalà mentre ripetono una sorta di preghiera minacciosa in lingua euzkera:





























