martedì 9 novembre 2010

DORADA RELLENA AL HINOJO (ORATA RIPIENA AL FINOCCHIO)



Questa è una ricetta familiare di mia nonna Marina, della quale porto il nome. lei l'aveva tramandato a mia madre e infine è arrivata a me anni fa.



Mia nonna l'aveva appresa in uno degli innumerevoli luoghi dove era vissuta, e concretamente in Aragona dove lungo la Valle del fiume Ebro si coltiva il finocchio. Ma ci sono coltivazioni anche nella mia Andalusia.
In ogni modo, da noi in Spagna questo saporito e profumato ortaggio non è utilizzato come in Italia: pochi lo conoscono e le ricette autoctone sono poche.


Ecco tradotta per voi, amici blogger, la ricetta di mia nonna che permette qualche variante: olive al posto dell’uva, l’aggiunta di pomodori confittati in superficie, le patate, ecc.







DORADA RELLENA AL HINOJO
(ORATA RIPIENA  AL FINOCCHIO)


Ingredienti pe 4 persone.


1 orata di circa 1 kg.
2 o 3 finocchi
10 chicchi d'uva
1 mazzetto di finocchietto selvatico
1 bicchiere di  vino bianco
1 limone
4 cucchiai grandi d'olio d'oliva
sale e  pepe nero




Lavare i finocchi eliminando le foglie più dure. Tagliarli in quattro parti e poi a fettine finissime. Scaldare durante 3 minuti in acqua bollente, sgocciolarli e lasciare da parte.








Squamare e lavare l’orata, togliere con attenzione la spina centrale senza aprirla del tutto e lasciandovi la testa e asciugarla bene.

Riempirla con un impasto composto da un trito di finocchietto selvatico (finocchiella), la mollica di pane, erbe aromatiche a piacere, sale, pepe e 1 cucchiaio d’olio d’oliva.



Chiudere i bordi del pesce con le dita e praticare sui fianchi dei tagli a croce poco profondi oppure in diagonale. Salare esternamente.






Disporre i finocchi sul fondo di una teglia da forno precedentemente conditi con poco olio e un pizzico di sale e collocarvi sopra il pesce.

Coprirli con l’uva tagliata a metà, ancora del finocchio selvatico, un filo d’olio d’oliva, il vino bianco, il succo del limone, poco sale e pepe macinato al momento.






Infornare a 200° durante 30 minuti circa, stando attenti a non far seccare il pesce: a questo proposito si consiglia di coprire con un foglio d’alluminio per i primi 15 minuti.


Servire caldo o tiepido con lo stesso vino bianco di cottura, possibilmente di qualità, secco e ben freddo.




Ah, il finocchio in Spagna non è sinonimo dell’omosessuale maschio!

 

E soprattutto, nella Spagna di oggi, che è arrivata alla democrazia soltanto dopo la morte di Franco nel 1975, questo tipo di protesta civile, ironica e garbata, cui partecipo con piacere, non sarebbe stata necessaria …






Nota:
Questo post l'ho scritto ieri notte e perciò ha la data del 9 novembre, perchè oggi, 10 novembre, devo lavorare e non avrò tempo. Ma quel che conta è l'intenzione, vero?

5 commenti:

madama bavareisa ha detto...

è una ricetta interessantissima, grazie!!

La Gaia Celiaca ha detto...

inserita nell'elenco anche questa ricetta, grazie per la partecipazione!!!!

Vale ha detto...

Ciao! piacere di conoscerti... Ottima ricetta finocchiosa! ;)

Vero ha detto...

Ciao! lo so bene che nella spagna di oggi non era necessaria, come nella spagna di oggi non è necessario fare tante altre proteste. Che dire?
Vorrei tanto emigrare...

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Ma non è necessario emigrare, cara Vero, basta che la mentalità dei mentecati cambi finalmente dato che siamo nel XXI secolo!
L'Italia è un Paese meraviglioso che io ho scelto per viverci, proprio per la LIBERTA' che si respirava quando arrivai andando vai dalla Spagna degli ultimi anni di Franco.
Certo, occorrerebbe fare un po' di "pulizia" negli ambienti politici ma prima o poi accadrà: occorre essere fiduciosi!
In ogni modo, bella questa iniziativa e stupende le ricette che copierò sicuramente.