martedì 12 ottobre 2010

12 OTTOBRE, FESTA DELLA VIRGEN DEL PILAR: LA FIESTA DE LA HISPANIDAD











Ai pellegrini che nel Medioevo andavano verso Santiago di Compostella attraverso l'Aragona, valicando i Pirenei per il passo di Somport, si raccontava negli ostelli e monasteri di Jaca o di San Juan de la Peña che uno degli apostoli Giacomo, figlio di Zebedeo, dopo l'Ascensione del Signore in cielo si era recato in Ispagna per seminarvi la parola divina.


Dopo aver girato tutta la Galizia predicando senza nessun successo fra quella gente "dura di cuore", come racconta Jacopo da Varagine nella Leggenda Aurea, continuò a camminare in compagnia di un fedele cane e da pochi discepoli.








Seguendo la strada che i Romani avevano costruito sulla traccia di antiche vie e che poi sarebbe diventata un tratto del medioevale Cammino di Santiago, arrivò alla gloriosa Caesar Augusta (Saragozza) dove, scoraggiato per lo scarso successo della sua missione apostolica, si sedette sconsolato sulle rive del fiume Ebro nei pressi d'un pilar o colonna di pietra, forse appartenente a qualche tempio pagano distrutto.








Correva l'anno 40 dell'era cristiana e Maria, la madre di Gesù, viveva ancora in Terra Santa; sicché, racconta la leggenda, Santiago, come è chiamato in Spagna l'apostolo San Giacomo, stanco e deluso le rivolse una preghiera, come un figlio chiede aiuto ad una madre.




All'improvviso, avvolta in una nuvola celeste e in piedi sulla colonna abbandonata, Lei gli apparve per incoraggiarlo e per chiedergli di erigere in quello stesso luogo un santuario in suo onore. Giacomo ubbidì, ed insieme con i suoi adepti costruì una rustica cappellina in memoria della Virgen del Pilar.




Sopra quella sacra colonna - rimasta al centro della costruzione - mise una di quelle immagini di Nostra Signora attribuite a San Luca che, secondo la leggenda, gli apostoli portavano con loro dalla Palestina per lasciarle nei luoghi dove predicavano.






Da allora il santuario del capoluogo dell'Aragona, dedicato alla Virgen del Pilar, la  "Madonna della Colonna", ha subito diverse trasformazioni e oggi la grandiosa Basilica, costruita nel 1677 in estile "herreriano" e modificata un secolo dopo con l'aggiunta delle caratteristiche undici cupole (alcune decorate con affreschi di Goya), è tra le più importanti dell'Europa, meta di continui pellegrinaggi.






 Gli aragonesi o maños ne sono fieri e ogni anno il 12 ottobre vi è festa grande a Saragozza durante una decina di giorni per festeggiare la loro patrona a suon di jotas, il canto danzato più popolare di tutto il nord della Spagna, pare inventato da un poeta arabo chiamato Aben Jot esiliato a Calatayud, nella Bassa Aragona.


Una delle più popolari parla della Madonna che vorrebbe essere  una soldatessa dell'esercito aragonese vincitore sui francesi invassori:


La Vergine del Pilar dice
che non vuole essere francese,
ma vuole essere un soldato
della truppa aragonese.

L'Ebro rimane in silenzio
passando davanti al Pilar,
mentre canta alla Madonna:
guarda che bella che sta!


(Jota rondadera; danza popolare dell'Aragona che potete ascoltare e vedere cliccando qui)



Su tutta l'Aragona alleggia  la presenza della Vergine del  Pilar alla  quale  gli aragonesi si sono rivolti in ogni  momento  storico  soprattutto  a  Saragozza, una città che fu la Salduba  iberica,  la Caesar Augusta romana, la Sarakusta araba e poi finalmente nel 1118, con  re Alfonso I il Battagliero, la capitale cristiana del  regno d'Aragona. 
 
 
 
Gli aragonesi sono una popolazione forte che nel corso della loro travagliata storia hanno saputo combattere più volte fino all'eroismo, ma nel loro modo di parlare prevale la dolcezza con l'uso del diminutivo in ico-a; sicché loro stessi si fanno chiamare mañicos, i contadini vengono chiamati baturricos e in onore della loro celeste protettrice - la Pilarica - compongono  joticas come questa:
 
Hanno una chitarrica
gli angioletti del cielo;
hanno una chitarrica,
per cantarle alla Vergine
del Pilar una jotica.


 
 
Jotas che poi canteranno e danzeranno nelle feste popolari del 12 ottobre mentre si svolgono le tradizionali "Ofrenda de flores" e la "Ofrenda de frutos":
 
 






 
Ah, dimenticavo:

LA CUOCA ITAGNOLA DESIDERA MIGLIAIA DI
 
AUGURI ALLE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PILAR DI TUTTO IL MONDO ISPANO!!!
 
 

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