mercoledì 1 settembre 2010

SETTEMBRE, ANDIAMO. E' TEMPO DI MIGRARE...






Eccoci nel mese di  settembre,  la traduzione del latino September, che significava settimo mese perché in epoca arcaica si calcolavano i mesi dell'anno, come ho spiegato altre volte, a partire dal primo che era marzo.

L'antico legame con il sette può aver ispirato alcuni proverbi di previsione meteorologica come "La luna settembrina sette ne trascina" , nel senso che dal tempo di questo mese si può dedurre quello dei sette successivi.




Domiziano, seguendo l'esempio di Giulio Cesare e di Augusto, volle ribattezzare settembre col nome di Germanico, figlio adottivo di Tiberio, e ottobre col proprio. Ma dopo il suo assassinio "si decise di cancellare da ogni bronzo o pietra  il nome infausto", scrive Macrobio, e dunque  anche a questi mesi fu abolita la denominazione imposta dal tiranno.

In seguito gli altri principi usarono grande cautela per evitare il cattivo augurio del presagio funesto, e così i mesi da settembre a dicembre conservarono i loro antichi nomi.


Il mese di settembre, fra i più belli dell'anno, trascolora dall'estate all'autunno, placido e quieto in genere nella prima quindicina, spesso turbolento nei giorni equinoziali.





Perciò molti poeti lo hanno cantato e fra questi uno  del secolo XIV, toscano e quasi dimenticato,  Folgore di San Gimignano,  con uno dei suoi  "Sonetti de' mesi",   chiamato "Di settembre":


Di settembre vi do diletti tanti:
falconi, astori, smerletti e sparvieri,
lunghe, gherbegli e geti con carnieri,
bracchetti con sonagli, pasti e guanti;

bolze, balestre dritte e ben portanti,
archi, strali, pallotte e pallottieri;
sianvi mudati girfalchi ed astieri
nidaccie di tutt'altri uccel volanti,

che fosser buoni da snidar e prendere;
e l'un all'altro tuttavia donando,
e possasi rubare e non contendere;

quando con altra gente rincontrando,
le vostre borse sempre acconce a spendere,
e tutti abbiate l'avarizia in bando.

(Folgore da San Gimignano, 1316)







Astronomicamente a settembre è ancora estate fino all'equinozio; ma già il sole tramonta presto e si leva tardi, tant'è vero che un proverbio dice: "Settembre, la notte al dì contende".



All'equinozio d'autunno notte e giorno si equivalgono, come osserva un altro proverbio ricordando che "A San Mattìe tanta la notte e tante le die": San Matteo è il 21, considerato nella tradizione popolare l'equinozio d'autunno che invece cade generalmente uno o due giorni più tardi (quest'anno infatti cadrà il 22).




Fino a qualche anno fa, all'inizio dell'autunno i pastori abbandonavano i pascoli estivi sui monti per scendere a valle.

Una volta, nell'Italia meridionale, partivano alla festa di san Michele arcangelo che cade il 29 settembre: un'usanza antichissima che risaliva all'alba dei tempi, che ancora è viva in alcune località dell'Abruzzo e della Puglia.

Ai suoi pastori abruzzesi Gabriele D' Annunzio dedicò nell'Alcyone una bellissima poesia, che io amo tanto, e che per me simboleggia proprio il mese di settembre.


Eccola per voi:






Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

 
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natìa
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

 
E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

 
Ora lungh'esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio; dolci romori.

Ah perché non son io co' miei pastori?

(Gabriele D'Annunzio, 1903)



La  vostra Cuoca Itagnola vi augura  un mese calmo e sereno.

 Proprio come, in genere, è calmo e sereno il mare di  settembre.







2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bentornata, ho letto il racconto del mistero, molto carino. A quando un altro?
Ciao Rita Maria

La Cuoca Itagnola ha detto...

Grazie Rita della tua visita e anche per i complimenti. A quando un altro racconto? Non lo so: dovrò aprire di nuovo il mio baule dei ricordi...
Un abbraccio.