sabato 25 settembre 2010

RACCONTO D'AUTUNNO DELLA CUOCA ITAGNOLA: "L'ABITO NON FA IL MONACO"


Dallo scorso 22 settembre siamo entrati ufficialmente nell'autunno. La stagione delle foglie morte e dei colori... "autunnali", quelli che amo per i miei abiti: verde foglia, marroni rossastri, arancione tostato, ecc.

Ma è anche la stagione dei giorni sempre più brevi e delle notti sempre più lunghe,  quando si passano più ore a casa.

Una volta, quando nelle grandi abitazioni c'erano le grandi famiglie numerose, con zie celibi, nonni,  nipoti che coabitavano felicemente, nei lunghi pomeriggi d'autunno e d'inverno si raccontavano fiabe e leggende per la gioia di grandi e piccini.

La vostra Cuoca Itagnola, in attesa di partire per la Biennale di Flamenco di Siviglia,  vi vuole raccontare una per i vostri bambini, ottima  nelle  lunghissime serate  autunnali.

Eccola.






L'ABITO NON FA IL MONACO
(favoletta buddista)




Un giorno, quando regnava Brahmadatta, il piccolo Buddha era rinato in una famiglia di agricoltori; sicché, crescendo, divenne anche lui un contadino, facendosi carico dei grandi campi d'orzo dei genitori che ormai erano vecchi.


Nelle vicinanze viveva un ricco mercante che ogni giorno, tornando dai suoi giri, scaricava le merci dalla schiena del suo asino e mettendogli una vecchia pelle di leone lo mandava a pascolare nel campo d'orzo di Buddha-contadino. Da lontano sembrava proprio un leone, e dunque nessuno osava avvicinarlo per mandarlo via.



Ma un giorno, l'ennesimo che il mercante faceva la stessa operazione col povero asinello, i genitori di Buddha-contadino gli dissero:
-"Figliolo, conviene che insieme ad alcuni servitori tu prenda conchiglie per suonare, tamburi per far frastuono e alcuni bastoni in modo da poter mandare via quel leone che ci sta mangiando tutto il raccolto d'orzo".

Buddha- contadino ubbidì, come ogni buon figlio dovrebbe fare: chiamò i servitori e insieme si misero a fare un grande chiasso con le conchiglie e i tamburi mentre con una mano battevano i bastoni per terra.

Fu così che quando l'asino li vide avvicinarsi, dalla paura di morire ragliò; e continuò a ragliare mentre i contadini gli fracassavano le ossa di botte!


Allora, il Buddha-contadino, disse saggiamente:

-"A niente gli è servita la pelle leonina; asino è  e come asino è andato in rovina..."


FINE

2 commenti:

Gambetto ha detto...

Carina la favola che non conoscevo in verità :)
La morale invece quella è applicabile a tutti i tipi di realtà...da quelle più piccole quotidiane a quelle di altra caratura ;)
Buona Biennale ed a presto :)

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Grazie della visita. In effetti al morale è applicabile a infinite realtà, come accade di solito con le morali delle fiabe. A presto anche a te.