martedì 10 agosto 2010

10 AGOSTO: LA NOTTE DI SAN LORENZO

(San Lorenzo nella graticola, di Pietro da Cortona)


San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade: perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto :
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono ;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

 
Vi ricordate questi versi di Giovanni Pascoli?
 
Appartengono alla struggente e bellissima poesia intitolata "10 agosto" dove  il poeta - uno dei miei preferiti - paragona le stelle cadenti della Notte  di San Lorenzo alle lacrime versate per il padre, ucciso  in un agguato proprio il 10 agosto mentre ritornava a casa con i regalini per le figliole.
 
 
 
 
Ieri, infatti, dalla mezzanotte in poi,  milioni di persone hanno fissato  il cielo perché era la cosidetta Notte di san Lorenzo, il giovane diacono,  martire romano del III secolo,  che è sepolto a Roma nell'omonima e bella basilica.
 
 
(San Lorenzo diacono, di Carlo Crivelli)
 
 
Molti di coloro che hanno guardato il cielo ieri notte, alla vista della prima stella cadente  avranno detto: "Stella, mia bella stella, desidero che...".
 
Poi e fino al prossimo giorno 13 agosto, ne potranno cadere  altre e altre ancora, e ogni stella, si dice, farà avverare un desiderio.
 
Gli astronomi le chiamano Perseidi perché pare provengano dalla costellazione di Perseo; e sanno bene che si tratta di sciami di aeroliti che vagano per lo spazio a grande velocità finché, sfiorando l'atmosfera terrestre,  s'incendiano per il forte attrito e si consumano in brevissimo tempo senza lasciare traccia.


Questa "pioggia" di stelle non è l'unica durante l'anno, si verifica anche nella notte tra il 13 e il 14 novembre con le Leonidi, che sembrano provenire da un punto della costellazione del Leone, e in quella fra il 23 e il 24 dello stesso mese con le Andromeidi che giungono invece dall'Andromeda.




Ma nella tradizione popolare le stelle cadenti d'agosto sono dette anche Fuochi di San Lorenzo perché sarebbero le scintille del fuoco che ardeva sotto la graticola del santo durante il martirio avvenuto il 10 agosto del 258.

In realtà, san Lorenzo non morì abbrustolito ma  decapitato. Tuttavia la leggenda della graticola è piaciuta di più all'immaginario popolare tant'è vero che anche un proverbio veneto dice: "San Lorenzo dei martiri inozenti, casca dal ciel carboni ardenti".

Un altro proverbio ci ricorda che la festa cade proprio nel mezzo della canicola, ma non bisogna disperarsi perché "San Lorenzo la gran calura, sant'Antonio la gran freddura, l'una e l'altra poco dura" (sant'Antonio sarebbe quello celebrato il 17 gennaio).

Forse la  coincidenza della data del martirio con il periodo canicolare, di solito il più caldo dell'anno, potrebbe spiegare la nascita della leggenda della graticola e il culto straordinario di cui ha goduto il martire che è anche il patrono di Grosseto e di Rotterdam (Olanda) ed è invocato contro gli incendi nonostante la sua  leggendaria morte sulla graticola.

Ma è anche il santo protettore dei cuochi, librai, bibliotecari, pasticceri, vermicellai, pompieri, rosticceri,  lavoratori del vetro e dei  diaconi permanenti.




Insomma, quel che però volevo ricordarvi e di  non dimenticare di guardare il cielo queste  notti e fino alla metà di agosto circa, quando ci saranno  le stelle cadenti portatrici di desideri: il picco di intensità, quest’anno, si verificherà il 13 agosto, poco prima dell’alba, con decine di stelle visibili ogni ora.

Visione che sarà favorita dalla Luna, nella sua fase più misteriosa, quella Nera,  perchè infatti   oggi, alle 5 circa del mattino, si è oscurata  per poi rinascere, come una piccola falce,   Luna Nuova.

La Luna della dea Artemide greca e della Diana romana: la Luna  della Rinascita.




Ma ritornando alle stelle cadenti di agosto, occorre dire infine che quelle   scintille  sono chiamate anche Lacrime di san Lorenzo perché secondo un'altra credenza sarebbero le lacrime che il martire versò durante il supplizio e che da quel momento vagano nei cieli, scendendo sulla terra in queste magiche  notti di mezza estate.

Come scendevano  le lacrime di Giovanni Pascoli per la morte di suo padre quel  10 agosto:


San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade: perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla..."


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In ogni modo, lasciando le lacrime da parte,  AUGURI di buon onomastico alle centinaia di migliaia di maschietti  che si chiamano Lorenzo, uno dei nomi più diffusi in Italia.





LA CUOCA ITAGNOLA VI AUGURA CHE I VOSTRI DESIDERI DIVENTINO REALTA'!!!

4 commenti:

Gambetto ha detto...

Bel post ricco di informazioni che non conoscevo.
Non ricordavo o non conoscevo la poesia del Pascoli ma l'ho letta almeno un paio di volte...:)
Grazie davvero

acquaviva ha detto...

pensa che questa poesia di Pascoli è l'unica che ricordo a memoria dalla scuola. E non l'avevo neppure dovuta studiare per me, mi è rimasta impressa aiutando mia sorella minore che faticava ad impararla...
Non credo che potranno davvero avverarsi i miei desideri, ma in queste serate starsene al buio ad ammirare il cielo è di per sè uno spettacolo che vale la "sosta"...

La Cuoca Itagnola ha detto...

-Ciao Gambetto, sono contenta di averte fatto conoscere la poesia del Pascoli.Grazie a te della visita.
-Effettivamente, Acquaviva, il piacere di guardare il cielo in queste serate è già un bel premio. Buona visione.

donne russe ha detto...

Molto romantico.