mercoledì 2 giugno 2010

GIUGNO E I SUOI PROVERBI







Eccoci  a giugno, il mese che gli antichi Romani dedicavano alla dea Giunone, la dea delle donne, una delle tre divinità più importanti del Pantheon romano. Una delle divinità della potente  Triade  formata da Giove, Minerva e Giunone, appunto.

Perciò questo mese veniva chimavato in latino Iuniu, sebbene   ai tempi di Ovidio non se ne conosceva la vera etimologia tant'è vero che il poeta dei Fasti elencava addirittura tre interpretazioni: sarebbe derivato appunto da Iuno, Giunone; oppure dagli iuniores, i giovani, in contrapposizione a maius, maggio, quale mese dei maiores, gli anziani.

Io però preferisco pensare che derivi proprio dal nome della grande divinità femminile,  anche perché,  se prestiamo fede a Plutarco,  costui consigliava  alle donne di sposarsi nel mese di giugnosacro a Giunone, la dea dei matrimoni, forse perchè era sposata con Giove, come è stata rappresentata dal Carracci in un bellissimo e sensuale affresco.



In ogni modo, e aldilà della sua etimologia, giugno è un mese bellissimo - in genere - perché comincia l'estate ma non fa troppo caldo e nelle località di mare, come nella "mia" Santa Marinella, si sta benissimo prima dell'arrivo dei chiassosi villeggianti di luglio e agosto.

E ci si può finalmente vestire leggeri, come ci ricorda questo proverbio: "D'aprile non t'alleggerire, di maggio non te ne fidare, di giugno fa' quel che ti pare".

Ma attenzione, perché nella prima quindicina di giugno, e soprattutto a ridosso del solstizio d'estate, il tempo può essere ancora capriccioso e piovoso e rovinarci le belle  giornate di mare.




Completamente superati sono invece due proverbi che risalgono al medioevo: "Per San Barnabà il più lungo della 'sta" e "San Zaccaria, la giornata più lunga che ci sia". Perché la festa di san Barnaba è l'11 giugno e quella di san Zaccaria il 10 quando alla fine del medioevo cadeva il solstizio estivo che oscillava fra quei due giorni a  causa del calendario giuliano che anticipava rispetto all'anno solare, il giorno più lungo dell'anno, che è appunto quello del solstizio d'estate! 

Col nuovo calendario gregoriano, che entrò in vigore nel 1582 e che usiamo tuttora, il solstizio d'estate venne riportato al 21 giugno.

In ogni modo, si tratta di un momento molto importante, e i cambiamenti climatici sono all'ordine del giorno, perciò potrebbe piovere di rotto nelle settimane che precedono.




Per non parlare se piove l'8 giugno, per la festa di San Medardo, un santo francese che porterebbe pioggia a catinelle: "Se San Medardo piova, dopo quaranta dì rifà la prova", insomma potrebbe piovere per tutto il mese e oltre!

Una vera disgrazia per i contadini che affermano: "Acqua di giugno rovina il mondo"! Soprattutto rovina il grano che è quasi pronto per la mietitura e ora ha bisogno di sole e clima asciutto: "Quando il grano ha la resta non vuol acqua sulla testa", afferma infatti un proverbio toscano del Mugello. E per chi non lo sa, la resta è la punta filiforme con cui terminano le glume delle graminacee.

E anche in Molise, dove il pane e la pasta sono ottimi grazie al loro buon grano, si dice che: "Acqua di giugno, rovina il mugnaio".



Ma neanche il vignaiolo vuole ora la pioggia: "Se piove per San Barnabà/ l'uva bianca se ne va;/ se piove mattina e sera,/ se ne va la bianca e la nera".

Se poi, almeno a dare retta ai proverbi, piove anche il 15 del mese, festa di San Vito, saranno dolori perché: "Se piove per San Vito il raccolto dell'uva va fallito", oppure, come affermano i toscani: "Se piove per San Vito, il vino se n'è ito", insomma è andato!





Ma se questo mese sarà come dovrebbe essere, cioè tiepido, luminoso e con le notti serene, il grano maturerà e i campi saranno dorati , pieni di papaveri rossi e pronti per la mietitura: "Giugno mietitore", ricorda un proverbio contadino.

E di notte, nei campi pieni di spighe,  si dovrebbero anche vedere le lucciole, almeno si vedevano prima che scomparissero dalla campagna per colpa dei prodotti chimici. E infatti una volta  si diceva vedendole numerose in questi giorni: "Bel lucciolaio, bel granaio".



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Marina,
e il proverbio acqua di giugno castigo di Dio.
questo è il terzo che ti spedisco spero di inviarlo bene.
Un forte abbraccio Rita Maria

acquaviva ha detto...

Che bello ritrovare uno dei tuoi "classici" interessantissimi post! Dduco che il tuo braccio vada meglio... Bentornata!