venerdì 23 aprile 2010

LA GIORNATA DEL LIBRO E' DI ORIGINE SPAGNOLA






Il 23 aprile  si festeggia in tutto il mondo  la Giornata Mondiale del Libro, proclamata nel  1996 dall’Unesco  ma nata  da un’iniziativa spagnola che risale addirittura ai primi decenni del Novecento.



Ecco dunque  la vera origine della festa che si celebra il 23 aprile per coincidenza con l’anniversario della morte di tre fra i più grandi autori della letteratura mondiale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.



A idearla fu  Vicent Clavel Andrés, uno scrittore e anche editore nato nel Levante spagnolo, a  Valencia,   dove nel 1916 fondò  l'Editorial Cervantes.  Trapiantato a Barcellona nel 1920,  vi morì nel 1967.


Vicent Clavel Andrés riteneva che Miguel de Cervantes, l'autore del romanzo più tradotto al mondo, "Don Chisciotte della Mancia", fosse uno dei più grandi scrittori mai esistiti, sicché, nel 1922, proprio per rendere omaggio a Cervantes, propose di celebrare, ogni anno, il giorno della sua  nascita, che ipoteticamente era il 7 ottobre, il  "Día del Libro Español", "La Giornata del Libro Spagnolo".





In Spagna regnava allora  il  nonno dell'attuale re Juan Carlos de Borbòn, e cioè Alfonso XIII, il quale alcuni  anni dopo, nel febbraio del 1926, firmò  il Real Decreto che istituiva ufficialmente la  "Fiesta del Libro Español", con la vendita  di libri nelle piazze all'aperto, con sconti del 10% e molte altre iniziative per incentivare la lettura in tutto il territorio nazionale. 


Ma nel 1930 si decise di cambiare la data al 23 aprile, giorno documentato della morte di Cervantes, avvenuta il 1616: fra l'altro, come si è detto,  lo stesso giorno e anno della morte di altri due grandi figure della letteratura mondiale, l'inglese William Shakespeare e lo spagnolo  Garcilaso de la Vega.




 
La giornata si festeggiò alla grande, con atti accademici, manifestazioni popolari e presentazioni di libri,  a Madrid e in altre capitali spagnole, ma sopratutto a Barcellona dove il 23 aprile  si festeggiava anche il santo patrono della città: San Jordi, San Giorgio.
 

In realtà, fino al 1930,   quella era anche la festa della esaltazione della lingua castigliana, detta anche "la lingua di Cervantes".
 
 
Ma nessuno prevedeva che l'anno dopo tutto sarebbe cambiato:  il 14 aprile 1931 venne proclama la Repubblica e, con la caduta della Monarchia, il re Alfonso XIII  fu  mandato  in  Portogallo in esilio.
 
 

Da quel momento, a Barcellona,  "la festa del libro  spagnolo" divenne "la giornata del libro catalano" e divenne una manifestazione molto popolare perché la si cominciò ad unire con i festeggiamenti tradizionali per  San Jordi durante i quali gli innamorati regalavano alle loro amate una rosa,  in ricordo di una leggenda medievale  del XIII secolo della  "Legenda aurea" di Giacopo da Varagine.




Si narrava che il sangue versato dal drago ucciso da san Giorgio per difendere una principessa imprigionata dal mostro, avesse poi fecondato la terra facendo germogliare rose color vermiglio, tante quante erano state le fanciulle  divorate. Rose che furono raccolte dal cavaliere per farne dono alla principessa liberata.


 Dagli anni Trenta del secolo scorso, dunque, in Catalogna,  la giornata venne chiamata in lingua catalana "Diada del llibre i de la rosa", "Giorno del Libro e della Rosa"!



E d'allora la tradizione vuole che gli uomini regalino una rosa alle donne, le quali, a loro volta, controccambieranno   regalando un libro.

Ma nel resto della Spagna la giornata dedicata al libro continuò a chiamarsi "El Día del Libro" ma la si  celebrava con minore partecipazione della popolazione.

Poi arrivò la fine della Repubblica e la Guerra Civile spagnola che dal 1936 al 1939 mise il Paese in ginocchio con città distrutte e quasi un milione di morti.

Nonostante ciò, e dopo che  il 1° aprile  1939  Francisco Franco proclamò da vincitore la fine ufficiale del  terribile conflitto fratricida, la giornata del libro si continuò a celebrare a Madrid, ma soprattutto a Barcellona, sebbene con molte difficoltà dovute principalmente alla scarsità della carta per imprimere e alla censura imposta dal governo franchista che non vedeva di buon grado la pubblicazione di testi in lingua catalana.





Nel 1950, quando gli spagnoli, come moderni donchisciotti sempre pronti alla lotta e con la saggezza popolare di Sancio Panza,  cominciavano a riprendere le forze per ricominciare a vivere dimenticando in parte gli orrori della guerra,    si celebrò in  molte città  la  "Giornata del Libro"come  una vera e propria "Fiesta del Libro"  popolare, grazie al contributo e alla buona volontà delle varie Associazioni di Librai ed Editori.


Da quel momento, ogni anno il 23 aprile, la "Fiesta del Libro" viene inaugurata da un personaggio della politica o della cultura spagnola: nonostante  la censura franchista è rimasto memorabile il discorso tenuto il 23 aprile 1963 dell'allora ministro delle Comunicazioni e del Turismo, Manuel Fraga Iribarne, il quale, forse perché appartenente per nascita ad un'altra minoranza linguistica, quella galiziana,  difese la pubblicazione dei libri in catalano e la promozione della lingua e della letteratura catalana.





Nel 1967, per volere dell'INLE (Instituto Nacional del Libro Español) venne pubblicato il primo catalogo di libri in lingua catalana che da allora viene aggiornato in coincidenza con la giornata del 23 aprile.



Nel 1975, alcuni mesi prima della morte del Generalissimo Franco, avvenuta il 20  novembre, l'articolo 1° della tuttora in atto  "Ley del Libro, del 2 de marzo"si stabilisce "la promozione, la pubblicazione e la diffusione  del libro spagnolo in tutte le diverse espressioni  linguistiche del Paese". 


Ma un decennio prima, nel 1964,  tutti i paesi di lingua spagnola e portoghese adottarono tale data per festeggiare il libro e la lettura.


Dopo la morte di Franco, con la proclamazione della monarchia costituzionale e la rinascita della democrazia  nacque nel 1976  il  più prestigioso premio letterario spagnolo, il Premio Cervantes, che si celebra proprio il 23 aprile con una cerimonia ufficiale in presenza dei Reali di Spagna e delle massime autorità nel Paraninfo dell'Universidad de Alcalá de Henares, città nei pressi della capitale dove nacque Cervantes.

Con questo ambito premio, una sorta di Nobel ispanico, sono stati premiati le più importanti figure della letteratura ispano-parlante, fra cui nel 1994 lo scrittore  recentemente defunto, Miguel Delibes.





 Si dovette attendere però fino al  1993 perché la scelta di una giornata dedicata al libro  fosse adottata  dai paesi della Comunità Europea.



Fu proprio a partire da tali positive premesse, e con l'appoggio dell'Unione Internazionale degli Editori, che il governo spagnolo presentò all'UNESCO la proposta di proclamare quale Giornata Mondiale del Libro e del diritto d'autore proprio il 23 aprile, giornata in cui ricorre d'altronde  l'anniversario della morte di un altro grande della letteratura europea, William Shakespeare.



E così,  grazie ad una idea dello scrittore ed editore spagnolo nato a Valencia,  Vicent Clavel Andrés,  alla sua chisciottesca  tenacia e al suo amore per la letteratura e per il principe delle lettere spagnole, Miguel de Cervantes, finalmente, dal 1995, il 23 aprile di ogni anno si celebra  la GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEI DIRITTTI D'AUTORE.




E da quel momento, ogni 23 aprile l'UNESCO celebra la giornata in tutti i Paese del mondo con un'infinità d'iniziative che potete visionare cliccando qui





La Cuoca Itagnola vi saluta e se ne va a leggere un bel libro e a cogliere una rosa in giardino!!!




3 commenti:

Artemide Diana ha detto...

Grazie.
(annusa il profumo del fiore anche per me)

Jacqueline

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Grazie a te Jacqueline.

Gambetto ha detto...

Hai appena fatto luce sulla mia più buia ignoranza in merito :)
Non posso che ringraziarti e lasciarti alle tue rose.
Grazie come sempre :)))