Oggi, amata Roma, la città più bella del mondo, ma anche una delle più caotiche, festeggi il tuo compleanno: 2.763 anni, portati benissimo.
Eh sì, cara Roma, anche per me è festa oggi, perché arrivai da te, quarant'anni fa, nella primavera del 1970, squattrinatissima studentessa di architettura, per ammirarti e poi farmi adottare da te.
Mi conquistarono subito tante cose: il tuo cielo azzurro, i colori delle strade, i tuoi incomparabili tramonti, le tue nuvole barocche, i tuoi angeli suoi ponti e i profumi e i sapori della tua cucina.
Ma anche il carattere aperto e bonario dei tuoi abitanti con il loro saggio atteggiamento che si riassume nel detto "campa e lascia campà", lo stesso dei tantissimi gatti che abitano da secoli fra le tue antiche rovine con aria signorile, sorniona e furbetta.
E per tutto ciò, e anche perché da te , mia cara Roma, un po' bugiarda e un po' sincera, potevo respirare la Libertà che nel mio Paese non c'era allora, ci sono rimasta.
Ma sebbene io nutra per te, carissima Roma, un amore immenso, oggi voglio festeggiarti con i versi di un altro andaluso che avevi accolto generosamente prima di me: il poeta Rafael Alberti che abitò in esilio a Trastevere (il tuo quartiere romano-andaluso) fino alla morte del dittatore Franco.
A te, Roma, ai tuoi vicoli, ai tuoi gatti, al tuo traffico, ai tuoi angeli, ai tuoi scombinati sampietrini, lui dedicò un'intera raccolta di poesie, intitolata "Roma, pericolo per viandanti" nelle quali, con grande amore e ironia, racconta i tuoi molti difetti e le tue moltissime virtù.
D'altronde i sentimenti che in genere nutrono i tantissimi stranieri che come me e Alberti rimangono a vivere fra le tue mura, sono di amore e rabbia.
Ma si tratta di una rabbia tenera, che "se smorza" (come direbbe un romano verace) quando ti guarda, quando al tramonto, dai tuoi ponti, ci si specchia nel Tevere.
Insomma, i sentimenti degli innamorati: ora d'amore, ora di tenerezza, ora quasi d'odio!
Ma ora, basta di chiacchiere: ecco dunque, i miei più cari auguri con i versi del grande poeta, quasi trasteverino, Rafael Alberti che ti amava tanto come io ti amo.
Tenta di non guardare i suoi monumenti,
viandante, se verso Roma t'incammini.
Apri cent'occhi, inchioda cento retine,
schiavo sempre dei selciati.
Tenta di non guardare i tanti prodigi,
fontane, palazzi, cupole, rovine,
perché troverai mille morti repentine
- se vieni per guardare - senza riguardi.
Guarda a destra, a sinistra, al vigile,
fermati con "l'alt!", avanza con "l'avanti!",

















1 commenti:
ci fanno addirittura uno special su History Channel
http://www.facebook.com/profile.php?id=1232642480&ref=profile#!/notes/history-channel/ore-1615-speciale-anniversario-natale-di-roma/399710134088
Posta un commento