venerdì 12 febbraio 2010

A CARNEVALE OGNI FRITTO VALE!









Evviva i Dolci di Carnevale rigorosamente fritti, che ricevono nomi diversi secondo i luoghi.
In Toscana chiacchiere o trecce, e poi frappe laziali, castagnole romane, frittelle di riso molisane, fritole triestine, nigelan altoatesini, sfincitelle siciliane, tortelli romagnoli, bomboloni fiorentini, cicerchiata umbra e chi più ne ha più ne metta!



E ancora: Frittelle di riso, Frittelle di cocco, Krapfen veloci, Panzarotti, Bugie, Galani, Ravioli dolci fritti, frittelle di mele, Castagnole, Zeppole napoletane, Frittelle di castagne, Frittelle di riso, Fritole veneziane, Frittelle di zucca, Frittelle di frutta, Bignè fritti...
Insomma, tanti, tantissime golosità per festeggiare il Carnevale, perché si sa che in questi giorni il "fritto non fa male"!


E le fregnacce? Ma dove le lasciamo le "fregnacce di Carnevale?
Naturalmente ad Acquapendente, una cittadina della provincia di Viterbo celebre anche per la festa primaverile dei cosiddetti "Pugnaloni", dove le "fregnacce" non sono idiozie o cavolate dette dalla popolazione, ma squisite frittelle ottime con il formaggio locale o con la crema di cioccolato.

In Sardegna invece si mangiano, fra molte altre dolcezze, le zippulas (più o meno come le zeppole napoletane) che sono ciambelline fritte di farina, patata e ricotta al profumo di agrumi, buone da far paura.

E a proposito dei dolci fritti di Carnevale, adesso vi darò io una ricetta spagnola che avevo promesso addirittura l'anno scorso ai miei cari ascoltatori di Radiodue nel mio "vecchio" programma "Che bolle in pentola?".

Eccola.

BUÑUELOS DE VIENTO ( Bigné d'aria)

La maggior parte dei dolci di Carnevale sono fritti, e anche da noi in Spagna; mia madre ad esempio preparava per noi bambini "las mentiras"- le bugie - simili alle frappe, mentre la nostra tata gagliega faceva anche le filloas della Galizia, buonissime, una sorta di crépes molto friabili.
Certo, preparare i dolci fritti di Carnevale devo dire che è un po' una noia, perché richiede tanto tempo e poi la cucina diventa puzzolente d'olio fritto e rifritto e gli occhi fanno male dal fumo.
Volete un consiglio? Comprateli già fatti ma se avete problemi di digestione, meglio dal panettiere che di solito li preparano al forno.

Ma se proprio ci tenete a preparali da voi, quando certamente si risparmia, poiché quelli già pronti costano un po' cari, ecco un altro consiglio: per far sì che i dolci fritti risultino leggeri, friabili e non unti occorre che nell’impasto base lo zucchero venga usato con molta parsimonia mentre lo si userà con generosità dopo la frittura, al momento di inzuccherarli.
E poi fateli asciugare bene nella carta assorbente: io ad esempio per la frittura in genere metto da parte quelle buste marroni, che di solito danno con la frutta o con il pane; è la miglior carta assorbente che c'è, inoltre è gratis e si risparmia anche qualche albero.
Ora, ad esempio, vi insegnerò a preparare i nostri tipici buñuelos de viento dei gitani andalusi, (bigné d'aria) così chiamati perché all'interno sono vuoti: una sorta di bigné che i gitani preparano (a volte a forma di ciambelline), non solo per Carnevale, ma anche nelle fiere e sagre.
Nella popolare Feria de abril di Siviglia si possono acquistare all'alba, dopo tutta una notte di danze e bevute, e consumare inzuppati nella cioccolata fumante che viene preparata di solito in apposite bancarelle.
I buñuelos de viento appartengono alla stessa famiglia dei celebri churros che sono più complicati da fare perché occorre un utensile speciale chiamato appunto churrera.


Ingredienti:

farina
olio
sale
acqua
1 uovo ( facoltativo )

Prendere due cucchiaiate d'acqua, una d'olio e un po' di sale e far bollire in un tegame.
Appena bolle togliere dal fuoco e mischiarvi la farina a poco a poco, aggiungendo acqua calda fino a formare una pastella densa che verrà ancora lavorata : sarà pronta quando girandola vi si formeranno "occhi".
Aggiungere l'uovo sbattuto (se si vuole un po' più di consistenza), e lasciar riposare.
Poi friggere a cucchiaiate in olio bollente, sgocciolare e ancora caldi cospargere con zucchero e cannella.

E a proposito di dolci di carnevale: sapevate che a Fano, una bella città marchigiana a 12 chilometri da Pesaro, si festeggia un Carnevale particolare, il cui motto è "Bello da vedere... Dolce da gustare"?

Ebbene dalle decine di carri allegorici che sfilano per le strade di Fano, ad esempio la Domenica Grassa, e che sono veri e propri palcoscenici mobili, vengono lanciati quintali di dolciumi: questa tradizione si chiama "il getto", ed è una singolare "battaglia dolce" capace di coinvolgere giovani e bambini che fanno a gara a chi ne raccoglie di più; tant'è vero che molti, anche se c'è il sole, portano alla sfilata un grosso ombrello!

E questo è tutto per ora. Buon appetito.

E NATURALMENTE BUON CARNEVALE 2010!!!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

...UAOOooo!! Viene l'acquolina solo a vedere queste foto bellissime...in particolare i bigné d'aria....Ciao Marina Davide

Gambetto ha detto...

Gran bello excursus sui dolci del periodo...ed anche interessante "buñuelos de viento" che ovviamente non conoscevo.
PS
Sono ingrassato solo a vederle tante bontà ehehehe

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Grazie cari, anch'io ingrasso soltanto a vederli, ma vi confesso che alcuni li ho anche mangiati...Ma tanto fra un po' arriva la Quaresima!