E ancora: Frittelle di riso, Frittelle di cocco, Krapfen veloci, Panzarotti, Bugie, Galani, Ravioli dolci fritti, frittelle di mele, Castagnole, Zeppole napoletane, Frittelle di castagne, Frittelle di riso, Fritole veneziane, Frittelle di zucca, Frittelle di frutta, Bignè fritti...
Insomma, tanti, tantissime golosità per festeggiare il Carnevale, perché si sa che in questi giorni il "fritto non fa male"!
E le fregnacce? Ma dove le lasciamo le "fregnacce di Carnevale?
Naturalmente ad Acquapendente, una cittadina della provincia di Viterbo celebre anche per la festa primaverile dei cosiddetti "Pugnaloni", dove le "fregnacce" non sono idiozie o cavolate dette dalla popolazione, ma squisite frittelle ottime con il formaggio locale o con la crema di cioccolato.
In Sardegna invece si mangiano, fra molte altre dolcezze, le zippulas (più o meno come le zeppole napoletane) che sono ciambelline fritte di farina, patata e ricotta al profumo di agrumi, buone da far paura.
E a proposito dei dolci fritti di Carnevale, adesso vi darò io una ricetta spagnola che avevo promesso addirittura l'anno scorso ai miei cari ascoltatori di Radiodue nel mio "vecchio" programma "Che bolle in pentola?".
Eccola.
BUÑUELOS DE VIENTO ( Bigné d'aria)
La maggior parte dei dolci di Carnevale sono fritti, e anche da noi in Spagna; mia madre ad esempio preparava per noi bambini "las mentiras"- le bugie - simili alle frappe, mentre la nostra tata gagliega faceva anche le filloas della Galizia, buonissime, una sorta di crépes molto friabili.
Certo, preparare i dolci fritti di Carnevale devo dire che è un po' una noia, perché richiede tanto tempo e poi la cucina diventa puzzolente d'olio fritto e rifritto e gli occhi fanno male dal fumo.
Volete un consiglio? Comprateli già fatti ma se avete problemi di digestione, meglio dal panettiere che di solito li preparano al forno.
Ma se proprio ci tenete a preparali da voi, quando certamente si risparmia, poiché quelli già pronti costano un po' cari, ecco un altro consiglio: per far sì che i dolci fritti risultino leggeri, friabili e non unti occorre che nell’impasto base lo zucchero venga usato con molta parsimonia mentre lo si userà con generosità dopo la frittura, al momento di inzuccherarli.
E poi fateli asciugare bene nella carta assorbente: io ad esempio per la frittura in genere metto da parte quelle buste marroni, che di solito danno con la frutta o con il pane; è la miglior carta assorbente che c'è, inoltre è gratis e si risparmia anche qualche albero.
Ora, ad esempio, vi insegnerò a preparare i nostri tipici buñuelos de viento dei gitani andalusi, (bigné d'aria) così chiamati perché all'interno sono vuoti: una sorta di bigné che i gitani preparano (a volte a forma di ciambelline), non solo per Carnevale, ma anche nelle fiere e sagre.
Nella popolare Feria de abril di Siviglia si possono acquistare all'alba, dopo tutta una notte di danze e bevute, e consumare inzuppati nella cioccolata fumante che viene preparata di solito in apposite bancarelle.
I buñuelos de viento appartengono alla stessa famiglia dei celebri churros che sono più complicati da fare perché occorre un utensile speciale chiamato appunto churrera.
3 commenti:
...UAOOooo!! Viene l'acquolina solo a vedere queste foto bellissime...in particolare i bigné d'aria....Ciao Marina Davide
Gran bello excursus sui dolci del periodo...ed anche interessante "buñuelos de viento" che ovviamente non conoscevo.
PS
Sono ingrassato solo a vederle tante bontà ehehehe
Grazie cari, anch'io ingrasso soltanto a vederli, ma vi confesso che alcuni li ho anche mangiati...Ma tanto fra un po' arriva la Quaresima!
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