sabato 9 gennaio 2010

GENNAIO E I SUOI PROVERBI





Eccoci a gennaio che, in genere, è il mese più freddo dell'anno e la neve e il gelo coprono città e campagne.


Gennaio è anche il mese che porta via tutte le feste, come ricorda questa filastrocca:


"Epifania tutte le feste porta via; le mette in una cassa, le libera solo per Pasqua; ma ne libera qualcuna, a san Giuseppe e la Madonna".


La Madonna citata è la festa dell'Annunciazione, al 25 marzo, che una volta in certe città era festa di precetto.



Ma a proposito del freddo a gennaio, ormai da un punto di vista metereologico è proprio inverno, come ricorda il proverbio: "Un mese prima di Natale, un mese dopo Natale è inverno naturale".


Perciò, se andate a passeggiare non sedervi sui prati, come d'altronde ci ricorda un proverbio: "Nei mesi errati - cioè con la erre - non seder sui prati". Ma qualcuno di voi obietterà che gennaio non contiene la erre. E' vero: ma il proverbio è la traduzione di uno più antico latino, e in latino gennaio si diceva ianuarius, e dunque conteneva la erre.


Tuttavia il freddo peggiore, come abbiamo potuto vedere e dando anche retta ai proverbi, arriva con la Befana, la "Vecia", dicono i veneti: "De Nadal un freddo coral; de la Vecia un freddo che se crepa", da Natale un freddo tremendo, dalla Befana un freddo che si crepa.


Ma il freddo non impedisce qualche lavoro di potatura e di seminatura perché, ad esempio, è risaputo che "Un bell'agliaio va piantato nel mese di gennaio".


E guai a ritardare perché per ogni mese di ritardo l'aglio va peggiorando: "Gennaio agliaio, febbraiolo agliolo, maggio agliaccio".




E' anche il mese più adatto per potare le viti soprattutto con la luna calante; ed è consigliabile non rinviare la potatura perché "Luna dei grappoli a gennaio, luna dei racimoli a febbraio".

In ogni modo a gennaio ci sono pochi lavori da fare…Non resta che riposarsi.
I romagnoli ricordano a questo proposito: “in gennaio la neve ostenta sfarzo, ma nella stalla si gioca a carte”.

E con tanto tempo libero conviene anche cucinare buoni e saporiti piatti e ottimi brodi di gallina, come ricordano i contadini: "Gennaio non lasciar galline nel pollaio" nel senso che conviene eliminare le più vecchie che non fanno uova ma fanno buon brodo.

Ora infatti le galline giovani, dopo la sosta dovuta al cambio del piumaggio, ricominciano a fare uova: "Per l'anno nuovo tutte le galline fanno l'uovo" si dice, oppure più sinteticamente: "Gennaio ovaio".





Un mese freddo, dunque, è gennaio; con un periodo addirittura gelido. Quale?

Le opinioni divergono, così come il freddo colpisce in giorni diversi secondo gli anni. Ma un proverbio ci rammenta che "Sant'Antonio, la gran freddura; San Lorenzo la gran calura; l'una e l'altra poco dura", presupponendo che si sappia che sant'Antonio è festeggiato il 17 del mese e san Lorenzo il 10 agosto.

Dopo la festa dell'eremita egiziano il freddo dovrebbe lentamente scemare perché si dice: "Il barbato, il frecciato, il mitrato, il freddo se n'è andato".


Il barbato è sant'Antonio Abate, il frecciato san Sebastiano, festeggiato il 20 gennaio, che nell'iconografia è trafitto dalle frecce sebbene così non sia morto; mentre il mitrato è san Biagio che, ricordato il 3 febbraio, ha sul capo la mitra vescovile.


Ma un altro proverbio sostiene che "A San Vincenzo l'inverno mette i denti", e cioè il 22 gennaio!




In ogni modo il maltempo è manna per il futuro raccolto perché "Se nevica in gennaio si riempie il granaio" cui fa eco quest'altro detto: "Guardati da un buon gennaio che ti farà piangere febbraio".


Per il grano invece conviene un tempo buono, pur rigido, perché "Gennaio all'asciutto, grano dappertutto".

Oppure "Gennaio asciutto, contadino ricco"; o ancora "il freddo di gennaio empie il granaio".


Insomma un gennaio asciutto e ventoso, magari con una fredda tramontana, è il clima ideale per la campagna: "Dio ci guardi dal fungo di gennaio!", dicono i più vecchi perché con l'umidità si favorisce la nascita dei funghi, che hanno bisogno di caldo umido per svilupparsi mentre il grano ne sarebbe danneggiato.

Insomma, per finire possiamo dire, come dicevano i contadini una volta, che "Gennaio è avaro", perché questo mese è caratterizzato dalla "stasi" vegetale, c'è una pausa insomma, sicché offre poco o niente, nemmeno il sole che è quasi sempre velato.





Non resta che riposarsi e far Festa, ballando, cantando, scherzando, bevendo il vino appena imbottigliato e mangiando e le scorte di grasso invernali: come si fa infatti in Carnevale che, d'altronde, comincerà ufficialmente domenica 17, festività di Sant'Antonio Abate!



Ma di questo parleremo a suo tempo.

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