martedì 12 gennaio 2010

BERENJENAS RELLENAS DE MI AMIGA PILAR (MELANZANE RIPIENE SIVIGLIANE)



(Sevilla-Basilica del Salvador)



Fra pochi giorni andrò a Siviglia che, come ormai sapete, è la mia città di nascita e dove ho studiato dalle Elementari fino alla Università, sebbene quando arrivai a Roma tanti anni fa, fresca di laurea in architettura e credendo di poter convalidare il titolo spagnolo mi trovai con una bella sorpresa: siccome la Spagna non era ancora nell'Unione Europea, perché c'era la dittatura di Franco, il mio titolo non era equiparabile a quello italiano!

Di tutte le materie che avevo fatto a Siviglia mi convalidarono poco più della metà e così dovetti immatricolarmi al terzo anno di nuovo.

In realtà, con il segno di poi, quello doveva esere già predestinato perché a Valle Giulia incontrai Angelo, anche lui studente di architettura, padre della mia adorata figlia Clara.

Ma non è di questo che volevo parlare, ma dalla mia carissima amica Pilar Alberich, con la quale ho studiato dalle Medie fino ad Architettura: siamo, insomma, quel che si dice due amiche per la pelle! La sorella che non ho mai avuto, essendo io l'unica femmina fra i miei quattro fratelli maschi.

La madre di Pilar, Adela, che morì a 90 anni, era una grande cuoca, oltre che madre di sette figli e lettrice instancabile: trovava il tempo anche per tessere ai ferri maglioni per tutta la famiglia mentre leggeva o ascoltava musica classica!

Ai suoi pranzi e merende memorabili ero un'invitata "fissa", anzi, ero in realtà un altro membro della famiglia: l'ora del thé di Adela era un appuntamento da non mancare, che ha accompagnato la mia adolescenza e prima giovinezza, con decine di manicaretti preparati da lei, marmellate, paté, torte, biscotti, ecc.

Accade lo stesso ora: dopo decenni di vicissitudini di vita della famiglia di Pilar e della mia, ogni volta che torno a Siviglia tutto è identico, la nostra amicizia è salda più che mai e sono fissa alla sua tavola, insieme con il marito, l'architetto Jaime Lopez de Asiaìn, le figlie Maria e Ana, e, da poco, anche con la bella nipotina Lola.

L'ultima volta che sono stata a casa sua Pilar, che fra disegni di fabbricati e visite ai cantieri, riesce a cucinare ogni giorno dei veri manicaretti, mi ha preparato queste squisite melanzane ripiene che già faceva sua madre, nonna Adela.

Vi propongo la loro ricetta originale che ho tradotto per voi in italiano. Eccola.







BERENJENAS RELLENAS DE PILAR
Ingredienti:

-melanzane piccole
-avanzi di pollo lesso o di bollito
- dadini piccoli di prosciutto crudo
- 1 uovo
-pane grattugiato
- olio d’oliva
-noce moscata
- origano
- sale, pepe






Cuocere le melanzane intere e pulite al vapore finché siano tenere ma non troppo perché non si devono rompere. Lasciarle freddare e poi tagliarle a metà nel senso della lunghezza. Svuotarle con un cucchiaino e metterle a scolare bene sopra un panno pulito con la cavità in giù.

Versare la polpa in una padella e farla asciugare a fuoco lento senza olio perché perda l’acqua. Poi aggiungervi la carne sminuzzata, i dadini di prosciutto e le spezie: mescolare bene e soffriggere rapidamente con un po’ d’olio d’oliva.

Far raffreddare e mescolarvi del pane grattugiato e l’uovo intero. Con l’impasto ben mescolato riempire le mezze melanzane premendo bene perché non fuoriesca: infarinate leggermente soltanto la parte con il ripieno e friggere in abbondante olio d’oliva. Scolare bene.

Si possono anche cuocere in forno ma sinceramente sono molto più buone fritte: così le faceva nonna Adela, la madre di Pilar; e così le prepara Pilar . Vi assicuro che se ben asciugate nella carta assorbente, sono leggere e soprattutto squisite!


Si degustano calde, o tiepide oppure fredde il giorno dopo. Come antipasto.

Un buon rosso, tipo il Rioja o la Barbera ci sta benissimo.


Buon appetito dalla Cuoca Itagnola e, soprattutto, dalla sua amica del cuore Pilar!

2 commenti:

Gambetto ha detto...

Bella la ricetta e tutti i ricordi che si trascina dietro:)
Pochi anni fa ho avuto la possibilità di trascorrere qualche giornata a Siviglia...e dire che mi è rimasta 'dentro' è riduttivo.
Spero di ritornarvi quanto prima e con la stessa calma di allora.
Complimenti per la preparazione.
Qualora la rifacessi ovviamente friggerò! ehehehe :))

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie Gambetto: in effetti Siviglia è Siviglia1 Non vedo l'ora di andarci martedì prossimo per respirare le mie radici.
Un abbraccio.