(Strage degli Innocenti di Ducio di Buoninsegna-XIV secolo)
IL 28 DICEMBRE LA CHIESA CELEBRA LA FESTA DEI SANTI INNOCENTI CON LA QUALE UNA VOLTA COMINCIAVA IL CARNEVALE...
Ma andiamo per parti e prima, ecco un po' di storia evangelica.
In un episodio del
Vangelo secondo Matteo (2,1-16), si racconta la
Strage degli Innocenti in cui
Erode il Grande, re della Giudea, ordina un massacro di bambini allo scopo di uccidere
Gesù, della cui nascita a
Betlemme era stato informato dai
Tre Magi che vi erano arrivati, inseguendo una stella cometa, per adorare il
Divino Neonato.
Secondo la narrazione evangelica,
Gesù scampò alla
Strage perché un angelo avvisò in sogno Giuseppe, ordinandogli di
fuggire in Egitto insieme con Maria e il Bambinello.
Soltanto dopo la morte di Erode, la
Sacra Famiglia tornò indietro, stabilendosi in Galilea, a Nazaret.
Ebbene, fin dal V secolo la Chiesa cattolica venera come
martiri i bambini uccisi nella strage di Erode, con il nome di
"Santi Innocenti", fissandone la memoria liturgica al
28 dicembre.
Il
cruento episodio è stato raffigurato dagli
artisti di ogni epoca e di ogni luogo.
(Strage degli Innocenti di Guido Reni- XVII secolo)
Per rendere omaggio ai piccoli martiri, il
28 dicembre, a
Selva di Val Gardena, in quel di Bolzano, ci sarà il
"Getto dei Fiori"; ossia una sfilata di sciatori in costume che lanciano dall'alto di un dirupo fiori multicolori sulla neve, come
simboli del sangue innocenti dei bambini uccisi da Erode!
Ma stati attenti quel giorno se vi troverete in
Spagna o in compagnia di spagnoli come me: potrete essere vittime di scherzi a non finire e diventare un vero
"innocentone"; perché per noi spagnoli
il giorno dei "santi innocenti" è come l'italiano
"pesce d'aprile"!
In Spagna il simbolo degli scherzi è un
pupazzo di carta ("
el inocente") che viene appeso
sulla schiena delle persone burlate, naturalmente a loro insaputa!
Questa usanza ispanica risale al Medioevo, quando il
Carnevale iniziava addirittura
il 26 dicembre, con la
festa di Santo Stefano: un carnevale lunghissimo che finiva, come tuttora, il
mercoledì delle Ceneri.
Di questo
Carnevale si coglie ancora, appunto, la usanza di fare gli scherzi il giorno di
"Los Santo Inocentes".
Quel giorno infatti, si svolgeva nelle chiese uno pseudo rito carnascialesco, detto
"dell'Asino" oppure d
ell'Episcopello o
Episcopus puerorum (
vescovo dei fanciulii) perché il ruolo del vescovo era interpretato da un seminarista.
Quel ragazzino imberbe, il falso
vescovello, che a volte portava in testa due orecchie d'asino, indossava i paramenti, saliva in cattedra, reggeva il coro e impartiva la benedizione!
La sua esaltazione era accompagnata da molte
buffonerie.
Chierici e preti facevano un miscuglio tremendo
di pazzie durante lo stesso servizio divino al quale assistevano con abiti da
mascherata ed entravano nel coro danzando e cantando
canzoni oscene!
L'altare, sotto gli occhi del
finto celebrante, si trasformava in una sala da pranzo e da gioco. Nel turibolo, in luogo dell'incenso venivano gettati pezzi di cuoio che ammorbavano l'aria.
Dopo la messa ognuno cominciava a correre, saltare e ballare nella chiesa con tanta impudenza che qualcuno giungeva persino a
denudarsi completamente...

Tutti questi comportamenti carnascialeschi erano un residuo delle feste romane
"libertas di dicembre", legate al
solstizio invernale e all'inizio del nuovo anno.
Sicché la Chiesa, che aveva combattuto le forme corrotte degli
spettacoli pagani, si trovò nuovamente a combattere contro questo riflusso delle sedimentazioni pagane sulla cultura cristiana.
Cominciò
Innocenzo III che nel 1207 emanò un decretale indirizzato ai vescovi polacchi ai quali imponeva di far cessare quei comportamenti. In quel documento il Pontefice scriveva:
"Frattanto avvengono nelle chiese stese spettacoli teatrali e non solo si introducono, con fini di scherno, mostruose mascherate, ma anche nei tre giorni di festa che seguono il Natale di Cristo i diaconi, i presbiteri, i suddiaconi a vicenda ostentando le bizzarrie della propria follia, con i propri gesti, con oscene esaltazioni alla presenza del popolo, che avviliscono il decoro sacerdotale".

Ma ci vollero ancora
due secoli perché quei comportamenti sparissero dappertutto.
Un residuo di quelle usanze carnascialesche è dunque la
Fiesta de los Santos Inocentes della
Spagna.Gli scherzi che subiscono
"los inocentes", gli
"innocenti" si chiamano
"inocentadas" e sono di ogni tipo, dalle burle dei bambini agli scherzi più crudeli e a volte pesanti.
Scherzi che vengono anche ideati dai mezzi di comunicazione, come accade in Italia appunto con il
"Pesce d'aprile"!Io ne sto già ideando uno per
mia figlia Clara che è una credulona e ci cascherà di sicuro, come ogni anno…
Ma non posso svelarlo ora:
è un segreto, almeno fino a dopodomani....