venerdì 18 settembre 2009

COSA AVREI VOLUTO ESSERE DA GRANDE...



Qualcuno di voi si ricorda quando, su queste pagine, nel maggio dell'anno scorso, mi domandavo "che farò da grande"?






Quella domanda, che praticamente mi sono fatta tutta la vita, fin da piccolissima, era accompagnata da una foto della mia infanzia, che ripubblico qui accanto.





Sono io, la futura Cuoca Itagnola, a circa tre anni insieme con mio fratello Gabriel, il maggiore di noi cinque figli.





Ebbene da ieri pomeriggio so cosa avrei voluto essere da grande.



Avrei voluto essere un'indovina, una fattucchiera, una maga, una strega buona, oppure uno spiritello, per poter prevedere in anticipo quel che accadrà.



Se così fosse stato, se io fosse stata capace da grande di diventare un'indovina, una fattuchiera, una maga, una strega buona o semplicemente uno spiritello, avrei potuto ieri avvisare mio fratello di quel che gli sarebbe accaduto.



Gli avrei detto, di non andare a correre ieri mattina, come faceva quasi ogni giorno nel verde di un parco di Siviglia, e così gli avrei forse salvato la vita.



Ma da grande, non sono diventata niente di tutto ciò e mio fratello Gabriel è morto ieri mattina mentre correva nel parco, d'infarto fulminante, senza scampo.


E io sono qui, senza capire perché non sono stata capace di diventare da grande un'indovina, una fattuchiera, una maga, una strega buona o semplicemente uno spiritello...




E non riesco neanche a capire, nonostante la lunga serie di lutti e dolori e assenze delle persone care, il Mistero della nostra Impermanenza.



mercoledì 9 settembre 2009

SETTEMBRE E I SUOI PROVERBI



Siamo dunque a settembre, quando i contadini si augurano che il clima sia quello giusto per far maturare i frutti più dolci dell'anno, fichi e uva, come ci ricorda questo proverbio: "In settembre l'uva matura e il fico pende".

Naturalmente se il clima è buono, perché "Un settembre caldo e asciutto maturare fa ogni frutto".


E soprattutto l'uva: infatti settembre è tempo di vendemmia che nel Veneto si consiglia di cominciare dall'uva bianca, "De setembre prima la bianca che di pendere la xe stanca".





E anche in Istria si ritiene che l'uva nera, più resistente, si debba lasciare per ultimo, sempre che sia possibile; e lo si ricorda in maniera alquanto poetica: "Lassa in setembre, se si pol, l'ua nera a far l'amore col sol".




Ma io preferisco i fichi settembrini, dolcissimi, con la goccia di miele che trasuda dalla pelle leggermente rugosa dal sole estivo e che metà agosto sto mangiando direttamente dall'albero del mio giardino. Purtroppo i miei peggiori nemici sono gli uccelli, perché si sa che "Ogni uccello di settembre è beccafico!".



Talmente buoni sono i fichi ora che possono anche far perdere amicizie se li si ama tanto come li amo io e che perciò ne mangerei senza spartirli con nessuno; infatti "quando il contadino è sul fico non conosce parente né amico!"


Settembre, un mese di transizione fra l'estate e l'au­tunno dove astronomicamente ci troveremo quest'anno da martedì 22, giorno dell'equinozio, che arriverà alle 23'20" quando il sole lascerà il segno della Vergine per entrare in quello della Bilancia.


E il giorno e la notte saranno d'uguale durata, come ci rammenta un proverbio pugliese: "A San Mattìe tanta la notte e tante le die", perché la festa di San Matteo, che cade il 21, era ritenuto per tradizione il giorno dell'equinozio d'autunno.

Da quel momento il sole tramonterà presto e si leverà tardi, e le giornate saranno più corte: "Settembre, la notte al dì contende".


E via via che settembre finisce il caldo diminuisce, finché alla fine del mese probabilmente se ne andrà definitivamente: "Per lu sante Michele lu calde va in ciele" dicono i contadini del Gargano, perché la festa del patrono, l'Arcangelo San Michele, cade il 29 settembre.


La notte arriva presto e perciò i contadini siciliani accendevano i lumi proprio per la festa del santo: "Pri San Micheli jadduma lu cannieleri". Ma se quel giorno il tempo sarà bello potrebbe durare fino a dicembre, se invece pioverà continuerà fino a Natale; e i contadini romagnoli lo sanno bene: "Quando l'Angiolo si bagna l'ale piove fino a Natale".

Meno male che i piemontesi ci lasciano un po' di speranza: basterà vedere una rondine volare il 29 del mese e non arriverà l'inverno fino a Natale, "Quando vedi le rondine a San Michel l'inverno arriva dopo Natel".


In ogni modo, anche se l'estate sta finendo, consoliamoci, perché sono invece arrivati i frutti dolcissimi, l'uva fragola e i cachi, e perciò si dice che "Per San Michele ogni strac­cio sa di miele".





Ma non mangiateli di pomeriggio all'aperto perché farà freddino. Si sa infatti che "San Michele di settembre leva le merende".