venerdì 17 aprile 2009

RICETTA DA SIVIGLIA: GAMBAS AL AJILLO


Hola!
L'altro ieri nella mia Siviglia dove mi trovavo ho mangiato una delle mie tapas preferite:
LAS GAMBAS AL AJILLO, cioè "gamberi aglio, olio e peperoncino!



Un tipico piatto spagnolo ottimo accompagnato con una coppa di Manzanilla freschissima che favorisce la convivialità.


Ecco la ricetta per 4 amici:

500 gr. di gamberetti freschissimi
1 peperoncino rosso
6 spicchi d'aglio
olio extravergine d'oliva
prezzemolo tritato



Lavate e poi sgusciate i gamberetti schiacciando le teste per far uscire il "prezioso" e roseo liquido che aumenterà il sapore del piatto.

Sbucciate poi gli spicchi d'aglio e tagliatele in lamelle fine nel senso della lunghezza. Scaldate abbondante olio in una padella.
Unite l'aglio, e quando sarà appena biondo il peperoncino a pezzetti.

Aggiungervi i gamberi e una manciata di prezzemolo tritato.
Girate rapidamente finché i gamberi s'insaporiscano.


Salate leggermente e cuocete ancora per 2 o 3 minuti a fiamma vivace, mescolando sempre.
Servite subito in ciotoline singole, accompagnando con pane e del buon vino bianco secco freschissimo oppure, come dicevamo, con la Manzanilla.


Vi assicuro che il pane inzuppato nel sughetto è quasi da... Da "orgasmo labiale!...
Parola della "Cuoca Itagnola"!!!

domenica 12 aprile 2009

BUONA PASQUA 2009

(Confetti di Sulmona)


UNA PASQUA COLORATA...







CON IL COLORE DEL SOLE;







CON IL COLORE DELLA LUCE;






CON IL COLORE DELLA VITA;






CON IL COLORE DELLO ZAFFERANO DELL'AQUILA!







UNA SERENA PASQUA A TUTTI


E UN AUGURIO DI RINASCITA


AGLI AMICI DELL'ABRUZZO!!!




martedì 7 aprile 2009

SETTIMANA SANTA IN ABRUZZO: ANNO 2009






DISTRUZIONE

DOLORE


DISPERAZIONE







SOLIDARIETÀ





MORTE





SCONFORTO





RASSEGNAZIONE





SPERANZA





RINASCITA





E LA FEDE?







CROLLERÀ ANCHE LA FEDE?


domenica 5 aprile 2009

SEMANA SANTA DE SEVILLA: DOMINGO DE RAMOS

Oggi è la Domenica delle Palme che da me, in Spagna, si chiama Domingo de Ramos.
A Siviglia, la mia città, per tutta la Settimana Santa, risuoneranno per le vie le saetas, le "saette", i "dardi", che sono canti del flamenco più straziante che i sivigliani lanciano ai loro Cristi e Madonne di devozione, dai nomi strani:
el Cachorro, la Macarena, el Gran poder, la Estrella...
E ce ne persino il "Cristo de los negritos" e quello dei"gitani" e quello "del Silenzio" e la Virgen de los Dolores e quella "della Pace" e quella "de la Buena Muerte"...

A tale proposito, se io ci fosse stata oggi a Siviglia sarei andata a vedere una delle mie processioni preferite fin da piccola, detta in gergo "semanasantero" "la Paz" .
Era anche quella preferita da mia madre perché apparteneva al suo quartiere da ragazza.
Si caratterizza perché comincia il suo lungo percorso processionale verso mezzo giorno, con centinaia di penitenti incappucciati - i nazarenos - che accompagnano i grandi "troni barocchi" - i pasos - attraversando il bel Parque de Maria Luisa, come si può vedere nelle fotografie allegate.
Sono centinaia i "Misteri" che ogni giorno, per sette giorni, da oggi e fino alla domenica di Pasqua sfileranno per le strade e piazze della mia bella città andalusa per ricordare la Passione e la Resurrezione del Cristo, dal primo pomeriggio fino a tarda notte.
La notte fra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo, non si dormirà perché ci saranno processioni tutta la notte, fino all'ora di pranzo del mattino dopo: quella notte si chiama, la chiamiamo noi sivigliani, "la Madrugà", che sarebbe come dire "la nottata fino all'alba".

A Siviglia la Settimana Santa è una vera settimana di festa alla quale partecipano tutti, adulti e bambini; ed è festa perché i sivigliani sono ottimisti per natura e sanno che il Cristo non morirà per sempre.
La Settimana Santa di Siviglia è infatti una settimana di speranza nella Resurrezione: e perciò si fa festa e si canta alla Passione del Cristo e al dolore di sua Madre: da oggi, Domingo de Ramos, Domenica delle Palme, e per una intera settimana, senza sosta, senza stancarsi, quasi senza mai dormire!

E per riposare si entra e si esce continuamente dai bar dove si mangiano piattini, assaggini chiamati "tapas" con il vino o con la birra; e fra questi non mancano las "espinacas sevillanas", gli "spinaci alla sivigliana" di cui ho parlato oggi nella mia rubrica radiofonica su Radiodue e delle quali ho già dato la ricetta un anno fa circa.
Insomma, amici miei, la vostra cuoca itagnola quando arriva questo periodo, è piena di nostalgia per la sua città, e prenderebbe il primo aereo per andarci.
Se potete, andateci voi: certo, ormai l'anno prossimo perché occorre prenotare gli alberghi quasi un anno prima; vi assicuro che non lo dimenticherete.

sabato 4 aprile 2009

APRILE DOLCE DORMIRE...

(Picasso)




Tutta la natura si "apre" ad aprile.
Lo stesso nome del mese ha questo significato in latino, come scriveva Marco Terenzio Varrone: "Ritengo che sia chiamato "aprile"-da "aperit", aprire - perché la primavera "aperit", "apre", fa sbocciare tutte le cose".







Perciò i contadini si augurano che in questo mese arrivi il tepore, ma non il caldo improvviso che sarebbe un vero disastro perché la terra ha bisogno di scaldarsi lentamente.
Occorre infatti un clima tiepido, che permetta alle gemme di "aprirsi": "Aprile temperato, non è mai ingrato", afferma il proverbio.



Tepore che però dovrebbe essere accompagnato ogni tanto da piogge fitte ma leggere, non temporalesche: "Aprile piovoso, maggio ventoso, anno fruttuoso".


Per la campagna una dolce pioggia fino a metà maggio è una vera ricchezza sicché un vecchio proverbio sosteneva: "D'aprile ogni goccia vale mille lire".


Lo stesso significato di quest'altro proverbio toscano: "Vale più una pioggia tra aprile e maggio che il re Salomone con tutto il suo carriaggio".


E i sardi confermano, tirando in ballo però un altro biblico sovrano: "Vale più l'acqua di maggio e aprile che non il carro d'oro di re Davide".

Ma le piogge di aprile fanno bene anche agli animali, sebbene per alcune specie l'abbondanza d'erba fresca possa essere persino dannosa. Lo assicura una sorta di proverbio-filastrocca che cantavano i bambini di una volta:

"L'acqua d'aprile
il bue ingrassa,
il porco uccide
e la pecora se la ride".

Infatti l'erba tenera e bagnata giova ai bovini che si sanno regolare, ma nuoce ai suini perché sono ingordi e ne mangiano troppa e gonfiano senza ingrassare; invece le pecore, al pascolo fin da marzo, sono ulteriormente soddisfatte e cioè se la ridono!


Mentre un altro proverbio che si riferisce alla futura vendemmia afferma: "Quando tuona d'aprile buon segno per il barile".


Certo, se la pioggia di aprile è benefica per la vite e per il grano la nebbia è invece pericolosissima perché favorisce lo sviluppo dei funghi, sicché i contadini affermano che: "Nebbia di marzo mal non fa, ma in aprile pane e vino a metà".

Insomma, il mese di aprile perfetto per la campagna dovrebbe avere piogge frequenti ma leggere, con una temperatura tiepida che permetta di stare all'aperto a prendere il sole primaverile, ottimo per le ossa: "D'aprile esce la vecchia dal fienile", si dice infatti.

Ma attenzione, perché aprile è capriccioso, come tutta la primavera:"Aprile quando piange e quando ride"; e perciò potrebbero tornare freddo, pioggia e persino neve in alcune zone. E ricordate che anche quando aprile "ride" non pensiate che sia ormai estate perché questo è purtroppo il tempo dei grandi raffreddori.


D'altronde un altro proverbio avverte che: "D'aprile a volte torna la vecchia al fienile, e la giovane non ci torna perché si vergogna", perché infatti con il ritorno improvviso del freddo le persone anziane riconquistano il loro posto al calduccio mentre le più giovani non accettano la temperatura fredda perché non vedono l'ora di stare all'aperto (e con l'ombelico all'aria!).

In ogni modo aprile è un mese freddino ed è bene non cedere al desiderio di spogliarsi troppo appena c'è una giornata di sole tiepido. Ricordate quest'altro proverbio? "Per tutto aprile non ti scoprire".


D'altronde in primavera occorre stare attenti perché si sa che "Per tutto aprile non ti scoprire, di maggio non ti fidare, di giugno fai quel che ti pare".


In compenso con l'avanzare della primavera il corpo si rilassa e viene voglia di dormire più a lungo: e infatti si dice: "Aprile dolce dormire".




E lo sanno bene i miei gatti...
Lo sa Dalì...









E lo sa Carlito...
Tutte e due passano ore e ore dormicchiando in giardino: beati loro!