martedì 31 marzo 2009

IL BLOG DELLA CUOCA ITAGNOLA E' LIBERO DI CENSURA!!!


AVVERTENZA PER I MIEI LETTORI
E
I MIEI ASCOLTATORI:



LA CUOCA ITAGNOLA SI SENTE UNA REGINA!





E FORSE VOI VI DOMANDERETE: - PERCHÉ'?


PERCHÉ' FINALMENTE , DOPO UN FAX E UNA RACCOMANDATA A GOOGLE ITALIA, IL SUO BLOG E' LIBERO DI CENSURA!

E PERCIÒ', DUNQUE, LA CUOCA ITAGNOLA SI SENTE COME FOSSE STATA INCORONATA.

CON LA CORONA DELLA LIBERTÀ' DI PENSIERO E DI OPINIONE!



ORA POTRÀ' DI NUOVO COMUNICARE LIBERAMENTE CON TUTTI VOI E POTRÀ' PENSARE CHE , FORSE, UN PO' DI GIUSTIZIA ESISTE DA QUALCHE PARTE NEI CIELI TELEMATICI.


MA DENTRO LE RIMANE IL DUBBIO E UNA DOMANDA SENZA RISPOSTA:

- CHI SARANNO COLORO CHE HANNO OPINATO CHE IL CONTENUTO DEL SUO BLOG ERA "OPINABILE"?







UN VERO E PROPRIO MISTERO, AMICI.






COME IL SORRISO DELLA GIOCONDA....






mercoledì 18 marzo 2009

L'ISOLA DELLE CAPRE: SPETTACOLO DELL'ATELIER EL MIRABRAS DI CLARA BERNA





LA VOSTRA CUOCA ITAGNOLA VI INVITA A TEATRO



DAL 18 AL 22 MARZO




PER LA RASSEGNA DI TEATRO AL FEMMINILE:


"LA VETRINA DI SCENA SENSIBILE"











TEATRO ARGOT


Via Natale del Grande 27, Roma


Info e Prenotazioni: 06 5898111 (biglietti 10-12 euro)


DAL 18 al 22 marzo 2009 – ore 21.00











L'ISOLA DELLE CAPRE


Tratto dal dramma di Ugo Betti


SPETTACOLO DI TEATRO-FLAMENCO DELL’ATELIER EL MIRABRAS


REGIA:

FRANCESCA SANTINI e GIANNI LICATA



COREOGRAFIE:

CLARA BERNA





Ritorna la rassegna “La vetrina di Scena Sensibile”, a cura di Serena Grandicelli, al Teatro Argot che prosegue la ricerca sui rapporti Uomo-Donna e Donna-Uomo.


La rappresentazione proposta dall'Atelier di Teatro-Flamenco El Mirabràs, basata nella pièce "Delitto all'isola delle capre" di Ugo Betti ha il pregio di riportare all’attenzione uno dei capisaldi del nostro teatro.


Scritta nel 1948 e portata in scena a Parigi nel 1953, racconta la storia di un uomo, sfrontato e sensuale, che seduce tre donne: una donna matura, la cognata e la figlia.



Si crea un quadrato pericoloso, in cui spesso le emozioni prevaricano la “sana” ragione, e dove la voglia di possesso e di passione supera il controllo che ognuno di noi dovrebbe mantenere nei rapporti interpersonali.


Lo spettacolo rivela un’impronta moderna e personale, mettendo in evidenza il simbolismo e lo spiritualismo dell’opera intrecciata a forti temi di eticità morale.


La regia di Francesca Santini e Gianni Licata, con le coreografie di Clara Berna, ci dona un’immagine dei quattro personaggi che si aggirano nello spazio di un’isola senza via d’uscita, con il peso di una vita atroce, desolata, attraversata da febbrili sforzi per una riscossa dell’istinto.



PERSONAGGI E INTERPRETI:


AGATA, la madre: FRANCESCA SANTINI

SILVIA, la figlia: CLARA BERNA

NURIA, la cognata: BEATRIZ PRIOR FERNANDEZ

ANGELO, l'uomo. DANIEL PLAT




(foto di Elvira de Vico)


Nota:

Ugo Betti è stato un poeta, drammaturgo e giudice italiano. Da molti è considerato il più grande drammaturgo italiano dopo Pirandello. Fra le sue opere più importanti ricordiamo "Frana allo scalo nord", "Corruzione al Palazzo di Giustizia", "Lotta fino all'alba" e "Delitto all'isola delle Capre", che gli aprirono la strada dei palcoscenici internazionali.
NON MANCATE!!!!

domenica 15 marzo 2009

L'OZIO: SE LO PROVI LO DESIDERI

"E' incredibile. Mi sono seduto con la ferma intenzione di scrivere qualcosa di acuto e capriccioso, ma, neanche a farlo apposta, non riesco a pensare a niente di acuto e capriccioso: non in questo momento , almeno..."





Lo scriveva nel 1889 Jerome K. Jerome nel suo stupendo saggio "I pensieri oziosi di un ozioso" che sto rileggendo oggi dopo almeno dieci anni.




Ma in questo momento, quando il mio cervello è totalmente vuoto, lo potrebbe sottoscrivere anche la Cuoca Itagnola.









Perciò saluta a tutti e va a dormire.

sabato 7 marzo 2009

LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA E LA MIMOSA



Fra poche ore sarà l'8 marzo, quando si celebra la tanto discussa Festa delle donne, che fra la'altro non è un giorno di festa ma la Giornata internazionale della donna.


Naturalmente, soltanto in un mese "pazzo" come marzo si poteva celebrare una festa dedicata alle "lunatiche" donne, molte delle quali riceveranno il solito rametto di mimosa dai signori uomini.











Ebbene, forse non sapete che quest'usanza è nata proprio a Roma.








Correva l'anno 1946, ed era conclusa la guerra, e si volle celebrare l'8 marzo, che già esisteva da alcuni decenni, in tutt'Italia.


In una riunione preparatoria a Roma dell'UDI (Unione Donne Italiane) nacque l'idea di mettere all'occhiello un fiore che potesse caratterizzare la giornata, come accade con il garofano rosso per il 1°maggio.


Ci voleva dunque un fiore reperibile agli inizi di marzo poiché all'epoca le serre erano poche e non arrivavano fiori da altri luoghi con la penuria che c'era.



Alle donne romane vennero in mente gli alberi di mimosa coperti di fiori gialli, quando ancora le altre piante erano spoglie, che crescevano rigogliosi in tanti giardini di Roma e dei Castelli.



L'idea ebbe successo: e così da allora la mimosa viene offerta dai bimbi alle mamme, dai fidanzati alle fidanzate, dai mariti alle mogli, dai ministri alle impiegate...




Insomma una scelta casuale ma dal significato felice perché la mimosa simboleggia il passaggio dalla morte a uno stato di luce nella Luce: emblema dunque di rinascita, di vittoria.




Ma se l'idea della mimosa per l'8 marzo è tutta italiana, forse molti di voi non conoscete l'origine americana della celebrazione dei quella giornata, che è nata negli Stati Uniti, a un raduno delle donne socialiste.



Era il 3 maggio 1908 al Garden Theater di Chicago dove il partito socialista organizzava ogni domenica una conferenza. Quella domenica mancò il conferenziere; e le donne ne approfittarono per decidere di organizzare l'anno dopo, il 28 febbraio 1909, la prima Giornata della donna e poter così parlare dei propri problemi: dal voto alle donne al riconoscimento dei ruoli femminili nella società , il lavoro delle madri di famiglia, ecc.



L'iniziativa venne poi proposta a livello internazionale e in molte nazioni si cominciò a celebrare la Giornata internazionale della donna ma a date diverse.




Soltanto nel primo dopoguerra le varie date furono unificate dalla II Conferenza delle donne comuniste a Mosca, nel 1921, in ricordo del giorno della prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo contro lo zarismo che si era svolta prima, l'8 marzo del 1917.





Insomma, come vedete non c'è niente di festivo in quella giornata che occorrerebbe invece dedicare a riflettere sui tanti ruoli non riconosciuti e ai tanti problemi che ancora deve affrontare la donna nel mondo intero.
Dagli stupri alle violenze in famiglia; dalla sottomissione nei paesi islamici alla mancanza di assistenza alle donne con figli... e tanti altri problemi ancora.
Altro che stupide cenette con le amiche e caramellosi rametti di mimosa!








Anzi, care donne, fate come me e rifiutate sia gli auguri l'8 marzo sia le mimose che, fra l'altro, sono diventate un prodotto del peggiore consumismo in questa Giornata: più che un omaggio suona quasi a burla!