giovedì 31 dicembre 2009

L'ANNO NUOVO: USANZE E CREDENZE




Ci avete fatto caso che il 2010 comincia di venerdì?
No? beh, è così e ciò vorrebbe dire, secondo una credenza friulana, che sarà un anno a rischio...
Se fosse invece iniziato di domenica sarebbe stato buono; se di martedì potrebbero arrivare "gravi guerre e altri malanni".


Ma essendo l'anno nuovo un numero pari porterà un raccolto abbondante; mentre annunciano carestia quelli dove compare il 7, o un suo multiplo, oppure il tredici, sicché converrà fare delle provviste quando si avvicineranno il 2013 e il 2014.


In altri luoghi dell'Italia nella notte di Capodanno si fanno presagi d'amore per trovare l'anima gemella.






Ad esempio in Veneto si fa colare un bianco d'uovo in una bottiglietta lasciata poi riposare all'aperto per tutta la notte: gli auspici si traggono osservando le forme che il materiale ha creato una volta rassodato.


Lo stesso pronostico si può ottenere con il piombo fuso gettato in una padella e lasciato poi solidificarsi durante la notte.


Quanto ai presagi sulla salute ve ne sono diversi.
In Abruzzo, ad esempio, per avere notizie sulla propria salute, si fanno cadere a mezzanotte, una alla volta, sul piano rovente del focolare, le foglie di un ramoscello di olivo: se la foglia si agita e volteggia, quella persona vivrà e avrà tanta salute quanti più movimenti farà la foglia; ma se questa rimane immobile e si brucia, la persona sarà spacciata.


Insomma, la varietà di usanze e credenze dell'Anno Nuovo è tale da rendere quasi impossibile un inventario regione per regione.



In ogni modo, e come molti ormai sanno, per avere buona fortuna si deve ricevere il primo dell'anno in allegria, magari danzando e indossando un indumento nuovo rosso, che simbolicamente è il colore del sole nel solstizio invernale.







E si dovrà brindare e mangiare durante tutto il primo giorno dell'anno qualcosa, come lenticchie, riso o fagioli, che cresca in pentola in modo da propiziare il benessere; oppure chicchi, noci o semi o altri cibi che simboleggino l'abbondanza, come accade in Spagna, dove il 31 dicembre, allo scoccare della mezzanotte, si devono ingoiare dodici acini d'uva, uno per ogni mese dell'anno.








Infine in alcune località si usa ancora il primo dell'anno fare la Questua casa per casa accompagnata da canti.


Ad esempio in Val Meduna (Friuli) al mattino del primo gennaio, gruppi di fanciulli girano per il paese gridando per dare la sveglia e cantando davanti alle case una strofetta di buon augurio per avere qualche dono, detto "buna man":


"Bon di', bon an;
daimi la buna man
ancia chest'an!"


Invece a Ferrazzano, in provincia di Campobasso, i canti, detti "maitunata", sono satirici e rivolti a persone che hanno fatto parlare di loro per qualunque motivo.






Ma anche la notte del 5 gennaio, vigilia dell'Epifania, si fa la Questua di casa in casa, un'usanza che nell'Italia centro-settentrionale, dall'Abruzzo alla Romagna e fino in Toscana e in Friuli è detta "cantare la Pasquella" e viene eseguita da ragazzi canterini e da i suonatori.


Ma in alcune valli del nord, come quelle del Montone, Bidente e Borello, cantano soltanto due personaggi mascherati: la "Befana" e il "Befanotto" suo marito.






Ma questa è un'altra storia che la Cuoca Itagnola vi racconterà fra qualche giorno.



1 commento:

acquaviva ha detto...

se vuoi ridere ti racconto come mi sono quasi ingozzata la prima volta che ho provato a mangiare las doce uvas durante i dodici rintocchi!
Da noi si dice che sarà un anno fortunato se la prima persona che incontri uscendo di casa il primo gennaio è un uomo... Non so perchè ma mi viene istintivo non crederci!