domenica 1 novembre 2009

"MIGAS DEL PASTOR": RICETTA DI MIA MADRE



Sabato scorso ammiravo nella sede romana dell'Istituto Cervantes il bel "Altar de Muertos" che la Comunità Messicana di Roma ha costruito per commemorare El Dia de los Muertos, come è nella loro tradizione, e cioè con tanti colori, musica, bei ricordi e il cibo preferito dai cari defunti.

Guardandolo pensavo cosa avrei potuto collocare io in quell'altare per ricordare in allegria mia madre nel 2° anniversario della sua Assenza.

Lei aveva tanti piatti che le piacevano molto e che cucinava meravigliosamente, specialmente quelli della sua terra d'origine, la Estremadura, nel confine con il Portogallo: terra di ottimi salumi, provenienti da maiali iberici allevati in libertà sotto le grandi querce, e terra anche di transumanza, un po' simile all'Abruzzo.

Ecco, trovato! A proposito di transumanza, avrei potuto preparare per lei un tipico piatto di pastori: "Migas del pastor", letteralmente "briciole del pastore".

Un piatto povero e facile che i pastori potevano preparare senza fretta quando finalmente, al calar della sera, il gregge riposava.

Loro, i pastori, lo mangiavano per la prima colazione all'alba, insieme con il caffellatte caldo oppure con un bicchierino di aguardiente o grappa per combattere l'umidità del mattino.

Ma si possono anche gustare per pranzo con un bicchiere di vino rosso.

Mia madre preferiva consumare "las Migas" all'uso dei pastori veraci: per la prima colazione, come si faceva nella fattoria che mio nonno aveva proprio nella campagna dell'Estremadura.

Ecco la ricetta.

E buon appetito!

Ingredienti per 4 persone:

1/2 k di pane raffermo
1 peperone verde
1 peperone rosso
2 spicchi d'aglio
100 g di pancetta affumicata
3 o 4 cucchiaiate d'olio d'oliva
sale


Affettare il pane e tagliarlo grossolanamente a pezzi che, annaffiati d'acqua e sale, si lasceranno riposare per un'intera notte coperti con un panno umido.

In una padella con l'olio, friggere i peperoni tagliati a listarelle; quando saranno pronti metterli da parte e nello stesso olio soffriggere la pancetta a dadini e l'aglio intero.

Appena l'aglio avrà preso colore levarlo e unirlo ai peperoni; mentre invece la pancetta si lascerà dorare fino ad abbrustolirla.

A questo punto aggiungere il pane rimestando bene e spezzettandolo continuamente con una paletta di metallo.

Quando le "briciole" saranno ben dorate e asciutte aggiungere i peperoni e l'aglio e, facoltativamente, un pezzetto di peperoncino.

Servire calde.

La tradizione vuole che s'accompagnino con il caffellatte del mattino: si mangiano infatti prendendo una cucchiaiata per volta che verrà bagnata leggermente nella tazza.

Una prima colazione magnifica, che mi riporta alla mia infanzia, quando in estate partivamo tutti per la fattoria del nonno. Erano le vacanze più belle che ogni bambino può sognare fra animali da cortile, orti, piante e le fiabe notturne della nonna cullandosi nella sua sedia a dondolo davanti alla porta di casa, con tutti noi bambini seduti per terra .


Insomma, le buone cose di una volta.

6 commenti:

Gambetto ha detto...

Piatto della tradizione, robusto e schietto. Pensarlo oggi per la colazione non è facile ma è indubbio che se anche fosse servito a pranzo o a cena non sarebbe da meno. Suppongo dalla ricetta che debba lasciare un profumo per la cucina di quelli unici e di casa!
Ho segnato la ricetta, penso che accompagnerà divinamente un buon bicchiere di vino rosso :-)
Grazie per il bel post
Buona giornata

acquaviva ha detto...

Le migas! In Andalusia degli amici locali mi avevano spacciato la stessa ricetta come manchega, dicendomi che comunque ne esistono infinite varianti: in Aragona si uniscono anche patate fritte e pomodori tritati,a Huelva il pane si ammolla nel latte e si frigge in strutto e che ad Alcalà de Henares si serve con uova fritte e salsiccia e si condisce col pimentòn. Non so se le attribuzioni geografiche siano corrette, comunque me le preparo spesso in tutti i modi e mi piaccionio sempre...

Sandra ha detto...

Mi colpisce molto l'accompagnamento con il cappuccino:la tradizione sicuramente avrà il suo valore, ma io le gusterei meglio con un bicchiere di vino rosso; con un mitra spianato, anche con l'abbardente, come si dice qui,anche a colazione, ma col cappuccino mai.
Saluti

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Acquaviva, praticamente in ogni regione della Spagna ci sono ricette diverse delle Migas: questa versione è dell'Estremadura, ma abbastanza simile anche a quella andalusa, dove la pancetta si può sostituire con del "chorizo".
Quanto all'abbinamento, oggi come oggi le preferisco anch'io con il vino rosso, ma credetemi, da ragazzina erano ottime per me con il caffelatte in estate dal nonno.

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Acquaviva, praticamente in ogni regione della Spagna ci sono ricette diverse delle Migas: questa versione è dell'Estremadura, ma abbastanza simile anche a quella andalusa, dove la pancetta si può sostituire con del "chorizo".
Quanto all'abbinamento, oggi come oggi le preferisco anch'io con il vino rosso, ma credetemi, da ragazzina erano ottime per me con il caffelatte in estate dal nonno.

Mari ha detto...

Non ricordo bene tutti gli ingredienti, io l'ho mangiata molti anni fa ad alcala de henares, in un recipiente di terracotta e sicuramente c'erano uova e patate fritte. Questa pietanza era così buona che vorrei tanto poterla preparare a casa, ma non riesco a trovare la ricetta. Il ristorante in cui l'ho mangiata era, venendo dalla stazione ferroviaria, di fronte alla casa di Cervantes, un po' più avanti.