giovedì 26 novembre 2009

DONNE IN GUERRA: GIORNATA DI RIFLESSIONE PER IL 70° ANNIVERSARIO DELLA FINE DELLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA










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Per il 70° anniversario della fine della Guerra Civile Spagnola, l’Istituto di Cultura Cervantes di Roma e l'Associazione Culturale El Mirabrás di Roma, nell'ambito del progetto pluriennale "DONNE! ARTE, STORIA, LETTERATURA E RELIGIONE", dedicano un grande evento alle cosiddette “TREDICI ROSE”, emblema delle centinaia di migliaia di donne che in silenzio, hanno lottato e lottano per la libertà dei loro Paesi.




DONNE IN GUERRA
GIORNATA DI RIFLESSIONE SUI RUOLI DELLE DONNE NELLA GUERRA

NEL 70° ANNIVERSARIO DELLE FINE DELLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA

organizzata da:
Istituto Cervantes di Roma
Associazione Culturale El Mirabrás


in collaborazione con:

Ambasciata di Spagna in Italia
Casa Internazionale delle Donne di Roma
Commissione delle Elette del Comune di Roma
Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma- CSIC

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1° DICEMBRE 2009, ORE 17,30
MUSEO BONCOMPAGNI LUDOVISI
VIA BONCOMPAGNI 18, ROMA - INGRESSO LIBERO





TAVOLA ROTONDA-PROGRAMMA


17,30 Saluti e benvenuto degli organizzatori:

-Mario Garcia de Castro, Direttore dell’Istituto Cervantes di Roma

-Jorge Hevia Sierra, Consigliere Affari Culturali Ambasciata di Spagna in Italia

-Maria Palazzesi, responsabile della Cultura della Casa Internazionale delle Donne


18,00 Tavola rotonda

Introduce e modera:

-Marina Cepeda Fuentes, giornalista e scrittrice


Partecipano:

-Laura Boldrini, Portavoce della sezione italiana dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

-Monica Cirinnà, Presidente della Commissione delle Elette del Comune di Roma

-Angeles Lopez, scrittrice spagnola, autrice del libro "Martina la Rosa numero trece"

-Miriam Mafai, scrittrice, autrice del libro "Pane nero",

-Sonya Orfalian, scrittrice, saggista, studiosa del Genocidio Armeno,

-Marina Addis Saba, storica, autrice dei libri "Partigiane, le donne della Resistenza”,
“La scelta. Ragazze partigiane, ragazze di Salò”,



Letture degli attori di El Mirabras: Clara Berna, Gianni Licata, Beatriz Prior, Francesca Santini


19,30 Dibattito finale

Visita della Mostra “Corrispondenti della Guerra in Spagna”





Dedicato alle “Tredici Rose”
e a tutte le donne che lottano ogni giorno
perché non siano dimenticate dalla Storia





Ma chi erano le TREDICI ROSE?


Il 1° aprile del 1939 un conduttore della RNE, la Radio Nazionale spagnola, annunciò con voce altisonante che “l’esercito del Generalissimo Francisco Franco aveva sconfitto quello rosso e dunque la Guerra era finita”!

Ma quella carneficina che fu la Guerra Civile spagnola, iniziata il 18 luglio del 1936, non finì quel primo giorno d’aprile del ’39: cominciò allora una lunga serie di fucilazioni, incarceramenti, sparizioni, vendette e rappresaglie.

Anziani, adulti, adolescenti, migliaia di spagnoli ormai senza forze per la fatica della terribile guerra furono incarcerati con le accuse d’appartenenza a movimenti sovversivi di sinistra.
Molti di loro erano donne.

Molte di quelle donne non superavano i vent’anni di età: come le cosiddette TREDICI ROSE.

Erano tredici ragazze, quasi tutte minorenni, incarcerate nella tristemente celebre prigione madrileno di ”Las Ventas”, dove subirono ogni tipo di torture e un farsesco processo.


Il 5 agosto 1939 furono fucilate contro il muro del cimitero dell’Este di Madrid: quella esecuzione costituì uno degli episodi più crudeli della repressione franchista.


Erano sartine, casalinghe, giovani mamme, studentesse, musiciste in erba, sognatrici infine, il cui sogno principale era quello di cambiare quella Spagna ferita attraverso la riorganizzazione delle JSU (Juventudes Socialistas Unificadas).

Per la loro giovinezza quelle piccole ma grandi donne vennero chiamate popolarmente “le Tredici Rose”.
La loro storia è una delle più commoventi di quel periodo spagnolo d’odio fratricida.




Di quei sogni incompiuti sono rimaste, oltre alla loro testimonianza e la loro lotta a futura memoria, un paio di povere scarpette di tela ricamate a mano: quelle di Martina Barroso, una delle “Tredici Rose”.


Martina aveva finito di ricamarle in carcere pochi giorni prima di essere giustiziata. Erano un regalino per la nipotina Lolita di due anni: un’eredità che poi è stata tramandata ad altre donne della sua famiglia.


In quelle umili scarpette, quelle “zapatillas” contadine di stoffa e suola di corda, Martina aveva ricamato una farfalla in volo: simbolo della libertà e della rinascita delle future donne spagnole come sua nipotina.

Una grande eredità che soltanto dopo quarant’anni di dittatura franchista le donne spagnole hanno potuto raccogliere.

(Le scarpette ricamate da Martina Barroso)


“Addio, mamma cara, addio per sempre.
Tua figlia che mai più ti potrà baciare e abbracciare.
Baci a tutti, e non piangete, né tu né le mie compagne.
Ché il mio nome non si cancelli dalla storia”.


(Madrid, 5 agosto 1939;lettera di addio di Julia Conesa, una delle “Tredici Rose”)








DA NON MANCARE!!!!


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