giovedì 8 ottobre 2009

PROVERBI DEL MESE D'OTTOBRE




Ottobre, il mese in cui siamo, segna il vero arrivo dell'autunno.


Ottobre, dal latino october, cioè "ottavo mese", è un mese capriccioso che alterna sereno e piogge torrenziali; sicché un proverbio dell'Istria ricorda che "Otobre e marzo per matìo i se somìa come pare e fìo": ovvero "ottobre e marzo per la loro pazzia si assomigliano come padre e figlio".
Ma quando fa bel tempo è una meraviglia.
A Roma le belle giornate di ottobre hanno ispirato un termine popolare, l'ottobrata, per indicare quel periodo del mese tiepido, dal cielo terso e celeste, che invita a passeggiare , anzi a fare le "gite fuori porta".
Una volta quelle le gite, che si facevano soprattutto verso i cosiddetti Castelli Romani, erano l'occasione per cantate e bevute a non finire, sicché un proverbio avvertiva che "A la reale l'ottobre è fatto com'er carnevale".
Abitudine non soltanto laziale perché in Romagna si dice: "Utobar cun dal bel giurnedi, temp ad fe dal scampagnedi", cioè "ottobre dalle belle giornate, è tempo di far le scampagnate".
Ottobre è anche il mese in cui, finita la vendemmia, cominciano le tante operazioni per preparare il vino: "Ottobre, il vino è nelle doghe", ricorda un proverbio dei tempi andati quando le botti e i tini erano fatti di legno; le doghe sono infatti gli elementi tenuti insieme dai cerchioni di ferro.
Attualmente, le grandi cantine moderne sono di cemento rivestite di vetro. In ogni modo, di legno o di altro materiale, questo è il mese in cui occorre tenere sotto controllo il mosto che sta bollendo nelle cantine, sicché si dice: "Ottobre: vino e cantina, da sera a mattina".
Ai cacciatori invece, un altro proverbio, che non sarebbe piaciuto al santo cui è associato, ricorda: "San Francesco tordo al desco" perché è il momento di cacciare questi uccelli. D'altronde questo è il periodo della migrazione in massa degli uccelli verso i luoghi più caldi e se ne vedono passare a centinaia in cielo e i veneti, quando arriva la Festa della Vergine del Rosario del 7 ottobre dicono "Per la Madonna del Rosaio el petirosso xe de passaio".

Quando gli uomini erano costretti ad andare a caccia per alimentarsi, ottobre era il mese più adatto: gli uccelli passavano per i cieli in massa verso i luoghi più caldi e tanti animali, fra cui conigli e lepri, uscivano allo scoperto nei boschi cercando provviste per riempire le loro tane prima dell'arrivo dell'inverno.
Molti proverbi lo ricordano: "Ottobre buone lepri col savore", che era uno speciale condimento molto usato anticamente.

Verso la metà del mese si tendevano anche le reti "Per Santa Teresa prepara la tesa": la festa della popolare Santa spagnola cade il 15 del mese ed è questo il tempo in cui passano dei veri e propri stormi di tordi. "Per Santa Teresa tordi a distesa", ricorda un altro proverbio.

La festa della santa (mia illustre antenata per parte paterna: si chiamava infatti Teresa de Cepeda y Ahumada) , proprio alla metà di ottobre, serviva ai contadini per capire l'andamento del tempo a seconda se era buono o cattivo in quel giorno, che ritenuto una sorta di "punto fermo", come una "stella" nel cielo: "Santa Teresa, punto di stela", si diceva infatti nel Veneto

Ma anche per la festa del giorno dopo, il 16 ottobre, quando la Chiesa celebrava San Gallo, si poteva prevedere il tempo dei prossimi mesi: "Se piove per San Gallo piove per cento giorni", oppure "Se fa bello a San Gallo fa bello fino a Natale".
A loro volta i contadini romagnoli ricordano che "Quand l'è bon temp e' dì ad San Gall, u s'semna enca in fond a'l vall", cioè, "quando è buon tempo il giorno di San Gallo si semina anche in fondo alle valli".


E se quel giorno il tempo sarà bello occorre cominciare a seminare.

D'altronde ottobre è il mese della semina che in Padania inizia non oltre il 14 del mese, per la festività di San Gaudenzio patrono di Rimini: "Per san Gaudenzio chi non ha cominciato cominci"; oppure "San Gaudenzio, prendi i buoi e mettili davanti".

In ogni modo, dilà delle varie feste dei santi, quel che è importante è seminare entro il mese perché si sa che "Chi semina in ottobre miete in giugno".


E sarebbe questo il momento giusto in cui dovrebbero cominciare le dolci piogge autunnali di ottobre, molto benefiche per gli ulivi poiché fanno ingrossare le olive e aumentare il raccolto. E così i frantoi lavorerebbero a lungo come rammenta questo proverbio di Bari: "Si chiove d'ottobre, u trappite va alle longhe" , e cioè "Se piove d'ottobre il frantoio va per le lunghe".


Ma ottobre è anche tempo di castagne e sono molte le località che le celebrano, come Soriano sul Cimino, nella Tuscia. Castagne però che occorre mangiare soltanto dopo averle controllato bene perché potrebbero contenere delle "sorprese", come ci ricorda questo proverbio romano: "La donna è come la castagna, bella fuori e dentro cià la magagna".

In ogni modo le castagne vanno degustate soprattutto con il vino novello, a novembre, verso la festa di san Martino dell'11 novembre: "Castagne e vino lascia tutto per San Martino"!

Ma questa è un'altra storia.

5 commenti:

Sandra ha detto...

Ciao Cuoca,
sai che io aspetto con ansia il 6 di novembre, giorno in cui si immette in commercio il novello, per un brindisi rituale, con o senza castagne? Ormai è una tradizione. Nel corso della stagione cerco di assaggiarne quanti più possibile.
Bentornata!

La cuoca itagnola ha detto...

Ciao Sandra, grazie. Anch'io amo molto il vino novello l'unico neo è che va giù, va giù e va giù... E alla fine c'è il rischi di andarci giù anche noi!

prof. Perboni ha detto...

Io conoscevo la variante
"Per Santa Teresa semina a distesa", ma d'altra parte i proverbi a volte si contraddicono perché c'è "Ottobre piovoso campo prosperoso" ma anche "Chi semina all'asciutto raccoglie buon frutto".
Un cordiale saluto
G. Perboni

marcella candido cianchetti ha detto...

sempre interessante leggerti buon w-end

La cuoca itagnola ha detto...

Salve prof. la prossima volta l'intervisto sui proverbi: voi toscani siete maestri nel salvaguardare le tradizioni popolari!