lunedì 6 luglio 2009

IL SANTO DEL GIORNO: SANTA MARIA GORETTI



Vi ricordate di quel vecchio film degli anni Cinquanta intitolato Il cielo sulla palude che raccontava la storia di santa Maria Goretti, la ragazzina che morì a Nettuno il 6 luglio del 1902 per difendere la propria verginità perdonando il suo aggressore?






Devo confessare che quando ero piccola mi stava molto antipatica perché mi veniva proposta continuamente come esemplare modello da seguire dalle suore del collegio dove studiavo a Siviglia: già allora non riuscivo a capire perché si doveva perdonare uno che ti voleva violentare... Ma d'altronde io non ho avuto mai la pretesa di diventare santa.


Invece, quando arrivai in Italia tanti anni fa ed ebbi l'occasione di visitare il suo santuario a Nettuno e la casa dove era vissuta con i suoi umili genitori e tutto ciò che la aveva circondato, mi diventò di colpo non solo simpatica, ma una presenza familiare.








(Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno)


Non dimenticherò dunque quella prima gita "rivelatrice" e non dimenticherò neanche le squisite acciughe in tortiera che mangiai sul litorale di Nettuno.




Ecco la mia ricetta.






Ingredienti:


acciughe freschissime, pulite, aperte e spinate

pomodoretti freschi
pane grattato
aglio e prezzemolo ben trittati
olio extravergine d'oliva
un limone
sale e pepe



La preparazione di questo piatto, che si può realizzare anche con le sarde o altro pesce azzurro, ottimo per la salute e per le nostre tasche, è molto facile e rapida.



Basta prendere una teglia, unta d'olio e spolverata di pane grattugiato, e disporvi a raggiera, ben ravvicinate, un primo strato di alici aperte.



A parte si prepara un misto di pane grattato, pomodoretti a pezzettini, aglio e prezemolo ben trittati, sale e pepe, e si mette abbondantemente sulle acciughe. Un filo d'olio sopra, una spruzzatina di succo di limone e un nuovo strato di alici e del preparato di pane grattato; e così via fino ad esaurire gli ingredienti, stando attenti a finire col pane grattato, l'olio e il limone.


Infornare circa 20 minuti, finché si forma una crosticina dorata in superficie.



Servire calde; ma sono anche buonissime fredde come antipasto, quando si arriva a casa affamati dopo i bagni di mare e il pranzo non è ancora pronto.


Naturalmente ci vuole un buon vino bianco secco, come ad esempio, per rimanere nella provincia di Latina, il Falernum, dal colore giallo paglierino, dai riflessi leggermente verdi, che si produce fin dal tempo dei romani tra Formia e Mondragone, terra, fra l'altro di ottime mozzarelle di bufala, quelle che schiacciandole leggermente con un dito sono quasi elastiche e fanno uscire uno spruzzo di latte un po' attaccaticcio.







Queste candide delizie del palato, capolavoro delle terre campane, si possono gustare ancora calde, appena fatte quando in estate si percorre al mattino presto o al tramonto la costa di Latina fino a Minturno, dove in questi primi giorni di luglio (quest'anno l'11 e il 12 del mese) si celebra una festa antichissima, detta la Sagra delle Regne e dove le alici si preparano al forno con l'origano e il peperoncino e sono dette "arreganate" ...



Ma questa è una altra storia che vi racconterò un'altra volta.



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