sabato 6 giugno 2009

IL SANTO DELLE CILIEGIE: SAN GERARDO TINTORE


"Di mag­gio ci­liegie per assaggio, di giugno ci­liegie a pugno" , afferma un proverbio, perché in effetti nel mese appena iniziato i rossi e dolcissimi frutti abbondano e nei banchi del mercato il loro prezzo diminuisce sempre di più.






Un altro proverbio però ci ricorda che giugno è anche il mese della mietitura: "Dice giugno: io mieto il grano e di ciliegie mi riempio la mano".

Ma nelle ultime ciliegie potrebbe nascondersi il vermetto, il baco, che i toscani chiamano "il marito", "l'amico" oppure "Gigi" .


Invece i pie­montesi il "giuanìn", il "giovannino" in onore di san Giovanni Battista la cui festa cade il 24 di giugno quando ormai le ciliegie stanno per finire.


In Veneto sono ancora più prudenti tant'è vero che sosten­gono che: "San Vito le sarièse ga el marìo", cioè "per San Vito le ciliegie hanno il marito"; e san Vito, che è il patrono di Mazara del Vallo, si festeggia il 15 di questo mese.


E quando le ciliege sono tante e possono avere le "sorpresine" costano meno e così un altro proverbio dice che "Per San Paolino ciliege a quattrino", san Paolino, che è il santo patrono di Nola, si celebra al 22 giugno!





Una ciliegia, lo sappiamo bene, ci induce a mangiare un'altra, e perciò si dice che "Le bugie son come le ciliegie, una tira l'altra".








Ma attenzione, quando ne mangiate tante perché sono molto diuretiche: anzi sono soprattutto i suoi peduncoli in infuso o decotto quelli che svolgono una intensa azione depurativa.


Si consigliano perciò nell'insufficienza renale, nell'iperuricemia, nelle infezioni delle basse vie urinarie, nella cellulite e negli edemi anche di natura cardiaca.


E se siete golosi di ciliegie come me e non volete che vi venga una indigestione pregate, pregate al "santo delle ciliegie"!

Ebbene sì: le ciliegie hanno un santo in Paradiso e si chiama san Gerardo Tintore, un laico vissuto nel secolo XII°, fondatore con alcuni compagni dell'ospedale dei poveri a Monza dove poi lavorò gratuitamente fino alla morte.




«il Santo delle ciliegie», Gerardo Tintore, è anche il patrono di Monza e di solito viene raffigurato con le ciliegie, come ad esempio nell'affresco di Bernardino Luini nel bel duomo di Monza.









L'origine dell' attributo è una leggenda.
Si narra che in una sera di dicembre Gerardo, il quale si recava spesso in Duomo a pregare, voleva restarvi per tutta la notte ma i custodi non glielo permettevano.
Per convincerli promise loro un cestello di ciliegie nonostante che fosse inverno.
La mattina seguente il santo donò a ciascuno di loro un cestello con i frutti maturi.
In ricordo di quell'episodio, una volta, alla festa del santo che cade il 6 giugno, l'amministrazione dell'Ospedale di Monza, dedicato proprio a Gerardo Tintore, era solita offrire ai canonici del Duomo un'abbondante colazione a base di ciliegie.





Ma chi era "il santo delle ciliegie"?
L'anno di nascita di san Gerardo non si conosce con certezza, forse il 1134.
Il cognome "Tintore" o "dei Tintori" (de Tinctoribus) probabilmente rimanda alla professione esercitata dalla sua famiglia.

Gerardo era di condizione agiata; dopo la morte del padre, verso il 1174, con i beni ereditati, fondò un ospedale con lo scopo di assistere i poveri e i malati.
La sede dell'ospedale pare fosse la casa stessa di Gerardo: essa si trovava sulla riva sinistra del Lambro presso il ponte che oggi è detto "di san Gerardino" e dove esiste l'omonima chiesetta.


(Festa del Palio di San Gerardo Tintore)
Il servizio nell'ospedale era svolto da conversi: laici che vivevano in comune al modo dei frati, senza però prendere i voti religiosi.
Gerardo era uno di loro e svolgeva anche l'incarico di "ministro", cioè direttore dell'ospedale.
E come risulta anche da alcuni documenti degli anni successivi, egli mantenne questo incarico fino alla morte avvenuta il 6 giugno 1207.

A Monza, il 6 giugno, festa di San Gerardo Tintore, si svolge una grande sagra delle ciliegie per ricordare il miracolo del Santo.


Attenzione però a non sognare l'albero delle ciliege, perché per la tradizione inglese è un presagio di sfortuna!
Che fare però se ciò vi accade? Beh, sfidate la fortuna e giocate un terno al lotto: 73, 79, 6:


-il 73, perché per la "Smorfia napoletana" è "albero con frutti";
-il 79, le "ciliege";
-il 6 , è il "mese di giugno" .
E la ruota dove giocare questi numeri?
Naturalmente quella di Torino, perché i torinesi sono i più simili agli inglesi: parsimoniosi e cortesi!









3 commenti:

Rita ha detto...

ciao, Marina. Anch'io ieriho fotografato un ramo di ciliege,proprio come queste, e l'ho mandata per e-mail a mia sorella che abita a Biella, in Piemonte, però lei non ce l'ha un albero di ciliege. Le mie sono già più nere di queste e le mangio senza aprirle,non oso, perchè penso che già abbiano il "marìo",però sono così buone! ciao, un bacione Rita

Ciboulette ha detto...

ma quante cose sulle ciliegie..ne ho unpaniere pieno in frigorifero, di quelle bianche e rosse, devo deciderle come usarle per non mangiarle una dopo l'altra!

Un abbraccio, Elvira

Moe de Triana ha detto...

Marina miarma, ten cuidao con las picotas, que una mancha de esas cualquiera la quita...

¡Un saludasso!