Quale sarà "la fine di questo stato di cose"?
Dove ci porterà questa continua distruzione dei principi basilari per cui l'uomo dovrebbe distinguersi dalle belve sanguinarie?
Come potrà andare avanti l'umanità se manca l'umanità?
Come si può vivere fingendoci umani continuamente?
Potrebbe finire tutto, "questo stato di cose", con la MORTE TOTALE. Con la distruzione di ogni cosa...?
E poi: non c'è una speranza per questo stato di cose in qui ci troviamo; in cui ci siamo gettati da soli, volontariamente, con spirito suicida?
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A queste domande ha cercato di trovare una risposta il bailaor-ballerino-danzatore-attore-mimo-contorsionista-ginnasta-poeta-sivigliano ISRAEL GALVAN nel suo meraviglioso spettacolo, ispirato alla Apocalisse di san Giovanni, intitolato:
EL FINAL DE ESTE ESTADO DE COSAS. REDUX
Basterebbe questo spettacolo-meditazione per far sì che la Bienal de Flamenco de Sevilla si possa ritenere soddisfatta di aver compiuto uno dei suoi obbiettivi:
dimostrare che il ritmo ancestrale del Flamenco può fare Domande e anche dare Risposte a temi che credevamo potessero venire toccati soltanto dalla filosofia, dalla religione, dalla politica, dalla poesia.
Ebbene sì!
Il Flamenco può fare domande e dare risposte!

Il Flamenco, può fare tutto ciò.
Ma non quello della Spagna di "pandereta", di cui parlava il poeta sivigliano Antonio Machado non quel flamenco dei "tamburelli" delle feste popolari: che quello ha altri compiti.

Colui che danza con la MORTE per sconfiggere la DISTRUZIONE finale...
Colui che a sua volta distrugge i DEMONI della distruzione con il DEMONE dell'ARTE...

Colui che vuole ritrovare la Gerusalemme Celeste qui, sulla TERRA, con il ritmo, forte, CTONIO del suo ZAPATEADO...
Colui che sbeffeggia la MORTE danzando all'interno della MORTE.
Un finale che dovrebbe porre fine alla distruzione, all'Apocalisse, con la ricostruzione della Gerusalemme Celeste...
Un finale al quale si potrebbe dare un sapore....
E si potrebbe "simulare" - la fine di questo stato di cose - con il sapore del dolce tipico della Settimana Santa di Siviglia , durante la quale la MORTE e la PASSIONE del Cristo e il DOLORE di sua Madre sono in realtà una SPERANZA di Resurrezione....
E perciò si cantano le SAETAS al ritmo del Flamenco più puro e profondo - JONDO - quello che proviene dalle "stanze lorquiane del sangue".
E perciò si beve e si mangia a tutte le ore fino all'alba dell'intera Semana Grande sivigliana.
E perciò si festeggia "la fine di questo stato di cose" con la dolcezza del MIELE delle TORRIJAS...

Eh sì: "EL FINAL DE ESTE ESTADO DE COSAS" di ISRAEL GALVAN ha il sapore delle TORRIJAS della SEMANA SANTA DE SEVILLA!!!

































En el aire conmovido






