lunedì 29 settembre 2008

LA BIENAL DE FLAMENCO DE SEVILLA V: ISRAEL GALVAN



Quale sarà "la fine di questo stato di cose"?



Dove ci porterà questa continua distruzione dei principi basilari per cui l'uomo dovrebbe distinguersi dalle belve sanguinarie?




Come potrà andare avanti l'umanità se manca l'umanità?













Come si può vivere fingendoci umani continuamente?












Potrebbe finire tutto, "questo stato di cose", con la MORTE TOTALE. Con la distruzione di ogni cosa...?



E poi: non c'è una speranza per questo stato di cose in qui ci troviamo; in cui ci siamo gettati da soli, volontariamente, con spirito suicida?




???????????????????????????????????








A queste domande ha cercato di trovare una risposta il bailaor-ballerino-danzatore-attore-mimo-contorsionista-ginnasta-poeta-sivigliano ISRAEL GALVAN nel suo meraviglioso spettacolo, ispirato alla Apocalisse di san Giovanni, intitolato:




EL FINAL DE ESTE ESTADO DE COSAS. REDUX




Basterebbe questo spettacolo-meditazione per far sì che la Bienal de Flamenco de Sevilla si possa ritenere soddisfatta di aver compiuto uno dei suoi obbiettivi:





dimostrare che il ritmo ancestrale del Flamenco può fare Domande e anche dare Risposte a temi che credevamo potessero venire toccati soltanto dalla filosofia, dalla religione, dalla politica, dalla poesia.




Ebbene sì!



Il Flamenco può fare domande e dare risposte!











Il Flamenco, può fare tutto ciò.











Ma non quello della Spagna di "pandereta", di cui parlava il poeta sivigliano Antonio Machado non quel flamenco dei "tamburelli" delle feste popolari: che quello ha altri compiti.





Ma sì quel flamenco trasportato dal duende, il demone dell'arte; quello che "viene dalle stanze del sangue" come scriveva il poeta di Granada Federico Garcìa Lorca.










Il FLAMENCO DI ISRAEL GALVAN!












Colui che danza con la MORTE per sconfiggere la DISTRUZIONE finale...



Colui che a sua volta distrugge i DEMONI della distruzione con il DEMONE dell'ARTE...


















Colui che vuole ritrovare la Gerusalemme Celeste qui, sulla TERRA, con il ritmo, forte, CTONIO del suo ZAPATEADO...











Colui che sbeffeggia la MORTE danzando all'interno della MORTE.



Perché soltanto così si potrà - forse - porre fine a questo stato di cose...







Alle guerre insensate



Alla incosciente contaminazione del pianeta



Allo sfruttamento



Al dolore



Alla durezza dei cuori







ALL'IGNORANZA




?????????????????????????????????




Il FLAMENCO DI ISRAEL GALVAN....






EL FINAL DE ESTE ESTADO DE COSAS



Un finale che dovrebbe porre fine alla distruzione, all'Apocalisse, con la ricostruzione della Gerusalemme Celeste...





Un finale al quale si potrebbe dare un sapore....





E si potrebbe "simulare" - la fine di questo stato di cose - con il sapore del dolce tipico della Settimana Santa di Siviglia , durante la quale la MORTE e la PASSIONE del Cristo e il DOLORE di sua Madre sono in realtà una SPERANZA di Resurrezione....





E perciò si cantano le SAETAS al ritmo del Flamenco più puro e profondo - JONDO - quello che proviene dalle "stanze lorquiane del sangue".





E perciò si beve e si mangia a tutte le ore fino all'alba dell'intera Semana Grande sivigliana.

E perciò si festeggia "la fine di questo stato di cose" con la dolcezza del MIELE delle TORRIJAS...











Eh sì: "EL FINAL DE ESTE ESTADO DE COSAS" di ISRAEL GALVAN ha il sapore delle TORRIJAS della SEMANA SANTA DE SEVILLA!!!

venerdì 26 settembre 2008

LA BIENAL DE FLAMENCO DE SEVILLA: PAUSA FORZATA

LA CUOCA ITAGNOLA E' RITORNATA DA SIVIGLIA!






Afflamencata al cento per cento!







E già mi manca la mia bella città e anche il flamenco...






Domani però vi racconterò quel che ho visto l'altra notte nella Bienal de Flamenco: una vera meraviglia chiamata Israel Galvan!






Ora devo correre per preparare la scaletta del mio programma radiofonico di "do-mattina", anzi di "do-nottefonda" perché mi devo alzare alle 4,30 per prendere il treno dei pendolarissimi da Santa Marinella a Roma e poter arrivare alle 6,45 circa a Radiodue e cominciare a trasmettere alle 7,00: una vera tortura quando comincia la fredda stagione.


E di cosa parlerò domani, ma anche domenica a "Che bolle in pentola?"



Ah, sì: della manifestazione "Primi d'Italia" di Foligno e della "Cous cous Fest" di San Vito lo Capo e del "5° Festival Internazionale del cibo di Strada" di Cesena.




Ma parlerò anche dei legumi con la mia ospite di domani: Betta, l'autrice del blog "Cibo&Salute" che vi raccomando perché é ottimo e s'imparano tante cose utili per mangiar bene e stare in salute.



Betta, di "Cibo & Salute" sarà la mia quarta ospite bloggerista: da qualche settimana infatti ho cominciato a "dare voce", proprio nel vero senso della parola, cioè per ascoltare la loro voce, a coloro che attraverso i blog s'occupano anche di cucina in maniera intelligente o fantasiosa o con tante curiosità...
E sono tanti: spero di poter piano piano chiacchierare con tanti di loro, tanti di voi.



Insomma, se avete voglia e siete costretti ad alzarvi alle 7,00 del sabato e la domenica, ASCOLTATEMI, PER FAVOREEEEEE...


giovedì 25 settembre 2008

LA BIENAL DE FLAMENCO DE SEVILLA IV: CARMEN LINARES




"RAICES Y ALAS" DI CARMEN LINARES




(La cantaora Carmen Linares a la Bienal de Flamenco de Sevilla)





La voce della cantaora andalusa, Carmen Linares è rasserenante come le distese di uliveti della sua terra, di Jaén.

(ulivi di Jaén)







E scorre forte, unta, a poco a poco, come l'ottimo olio d'oliva che si produce a Jaén...












E arriva, la sua voce, ai sensi di chi l'ascolta, tonda, succosa, saporita, leggermente dolce, come le olive di Jaén.








Ma a volte la sua voce serve anche a riflettere, a pensare, a ricordare, a rendere omaggio.

E il caso dello spettacolo che ho visto alla Bienal de Flamenco de Sevilla martedì sera:

"RAICES Y ALAS"





"RADICI E ALI", dedicato al poeta andaluso JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, PREMIO NOBEL 1956, nel Centenario della sua morte.




Le "RADICI" sono quelle degli andalusi nella loro terra, come le aveva il poeta nato a Moguer, una cittadina della provincia di Huelva, nel 1881.



Le "ALI" sono quelle dell'anima e dei versi del poeta, costretto ad andare via dalla sua terra dopo la vittoria franchista nella Guerra Civile spagnola e a vivere in esilio a Porto Ricco, dove è deceduto il 29 maggio del 1958.












Qual'è dunque il sapore dello spettacolo "Raices y Alas" ?







Quello dell'olio che scorre, svolazza, sopra le fette di pane bruscato impregnandolo di profumi secolari.

martedì 23 settembre 2008

LA BIENAL DE FLAMENCO DE SEVILLA III: ANDRÉS MARÍN



Un danzatore può diventare una campana?


Ebbene sì!



Lo ha fatto il bailaor de flamenco Andrés Marín nel suo ultimo spettacolo presentato alla Bienal de Flamenco de Sevilla, intitolato:




"EL CIELO DE TU BOCA"






Uno spettacolo bello, interessante, diverso, poetico, grazie all'unione dell'Arte di suonare le campane del musicista e folle-poeta valenziano Llorenç Barber e la forza e modernità della danza flamenca di Andrés Marín.






(Il musicista Llorenç Barber con le sue campane)





















CAMPANE E FLAMENCO?


(El bailaor Andrés Marín)


Ebbene sì: campane e flamenco!

Uniti in uno strano abbinamento, in uno spettacolo dove in effetti si esce con la sensazione di uno sconosciuto quanto gradevole sapore "attacato" al "cielo della bocca", al palato, che quello vuol dire in spagnolo.

Insomma, come quando si degustano cibi stranamente abbinati che mai avevamo assaggiato insieme...




Ad esempio, come accade mangiando uno dei piatti tipici delle Feste natalizie andaluse:




EL PAVO RELLENO CON HUEVO HILADO!

(Tacchino ripieno con uovo dolce filato)















(Huevo hilado)

La ricetta ve la darò prossimamente:

adesso devo correre ad un altro spettacolo!

venerdì 19 settembre 2008

LA BIENAL DE FLAMENCO DE SEVILLA II: SARA BARAS





SARA BARAS










Nome da non dimenticare se la trovate in giro per il mondo e amate il flamenco fatto POESIA, SENSUALITÀ, ARTE!!!









La sua ultima creazione "CARMEN", che ho potuto ammirare al Teatro Maestranza nell'ambito della Bienal de Flamenco de Sevilla è tutto ciò e ancora di più.








E' anche teatralità, armonia, passione, seduzione, e...


Ed è anche: DUENDE!







E infine, quale sarebbe il "sapore" del flamenco della gaditana Sara Baras



Quello del TOCINO DE CIELO: un tipico dolce andaluso che ha del sublime, tant'è vero che con il nome si ha la certezza della sua provenienza celeste, di altri mondi...


Come l'arte di Sara Baras



giovedì 18 settembre 2008

LA BIENAL DE FLAMENCO DE SEVILLA I




Eccomi finalmente a Siviglia per assistere alla XV edizione della Biennale di Flamenco che, sotto la direzione di Domingo Gonzalez, è iniziata il 10 settembre scorso e avrà fine l'11 ottobre e che questa volta si sviluppa all'insegna di "Le musiche del Flamenco".






(Manifesto 2008 di Ruven Afanador)



















Beh, io purtroppo non potrò esere presente a tutta la manifestazione che dura un mese, ma mentre sarò nella mia bella cittá tenterò di darvi alcune notizie degli spettacoli o degli aspetti di questa stupenda manifestazione che più mi colpiscono.



Nel frattempo vi invito a vedere il programma completo, nel sito ufficiale della Bienal de Flamenco dove lo troverete insieme con tante curiosità.





Vi poso dire per ora che ci sono il fior fiore degli interpreti del flamenco attuale, molti dei quali conosciuti in Italia: da Maria Pagés a Manolo Sanlucar, da Sara Baras a Belén Maya, figlia del grande bailaor Mario Maya, da Israel Galvàn a Enrique Morente e sua figlia Estrella Morente.










(la bailaora Belen Maya)







A proposito della cantante Estrella Morente ho potuto ammirarla domenica scorsa insieme con la portoghese Dulce Pontes nello spettacolo "Dulce Estrella": una autentica meraviglia l'unione delle melodie dolcissime dell'interprete portoghese con la forza della voce flamenca dell'andalusa Estrella, degna del grande padre che ha.


(Dulce Pontes ed Estrella Morente nella Biennale di Siviglia)



Se vi capita di incontrale (sono in tournè per il mondo) andate ad ascoltarle: l'emozione è garantita!




Ah, dimenticavo, volevo iniziare con questi serie di commenti una sorta di gioco: abbinare ogni volta gli artisti o gli spettacoli che vedo alla Bienal de Flamenco de Sevilla con cibi o piatti tipici della cucina andalusa.


Per cominciare potrei affermare che l'intera Bienal come manifestazione ha il sapore dei "HUEVOS A LA FLAMENCA" dei quali potete trovare la ricetta in queste pagine.



lunedì 15 settembre 2008

LUCREZIA BORGIA A RADIOTRE

Cari amici blogger, vi annuncio che:








Nel nuovo ciclo de Il Terzo Anello di Radiotre in onda dal 15 settembre Marina Cepeda Fuentes rivisita la vita di Lucrezia Borgia, la figlia del papa Alessandro VI : donna del Rinascimento, è stata ed è tuttora vittima della Storia e dell'ottica maschile con la quale è raccontata.



In onda dal 15 al 19 settembre.




Ogni giorno, dal lunedì al venerdì ,dalle 18.00 alle 18.45




Le puntate si possono anche ascoltare in Podcast






La vostra Cuoca Itagnola vi invita dunque all'ascolto e attende i vostri pareri.





martedì 9 settembre 2008

MISS ITALIA TAGLIA 44?



La notizia è di questi giorni su tutti i giornali e altri mezzi di comunicazione.


-Benedetta Mazza, aspirante Miss Italia 2008 ha la taglia 44 e perciò ha ricevuto "critiche" dalla cosiddetta "GIURIA TECNICA"...




MA MI FACCIA IL PIACERE! Direbbe il geniale Totò.











E questo l'aspetto di Benedetta Mazza?







No, assolutamente no!









Ecco la bella Benedetta!



Sicura di sé, sembra dire, come ai vecchi tempi: "Il corpo è mio e lo gestisco io!"








Sorriso splendente.




Occhi luminosi.




Capelli bellissimi.





Figura morbida, come una pesca matura.





Dovrebbe dimagrire dunque per poter rappresentare la bellezza italiana?




Premetto che sono proprio contraria ai concorsi di bellezza; ma siccome esistono e a niente sono valsi i movimenti femministi dei "miei tempi" per evitare queste esibizioni da "mercato del bestiame", almeno ci si augura che le candidate non siano costrette a diete massacranti per diventare "Miss Stecchino".





Come è dunque la bellezza italica, secondo le "giurie tecniche"?















E' così?















OPPURE E' COSI'?

BASTA CON LA SPECULAZIONE SUL CORPO DELLE DONNE!!!!!!!!!!

mercoledì 3 settembre 2008

LUNA LUNERA: DEDICADO A MI AHIJADA RECIEN LLEGADA!

Ha llegado la Luna Lunera a Sevilla!!!







Hasta hace algunas horas estaba aqui dentro: se acuerdan de esta foto que publiqué hace algunos meses?







Es mi sobrina Layla que de nuevo esperaba un hijo, después de la estupenda Sarita.



En estos meses, como era natural, la barriga ha seguido creciendo, creciendo, como una grande Luna, como la luna creciente













Hace apenas 48 horas era asì de grande!






Parecia a punto de explotar...













Como la Luna, que crece y crece y llega un momento en que explota en una immensa Luna llena








Y Layla estaba a punto de explotar hace algunas horas...





Como la Luna llena...













Y finalmente ha explotado!
En el preciso dia en que la luna ha nacido; en el momento en que la luna ha vuelto a nacer como hace ciclicamente desde hace siglos: una luna de "buon augurio", de buena suerte, porque es la ultima luna nueva del verano.

Y, naturalmente a Layla le ha nacido una estupenda Luna Lunera.


Una magnifica "bambina-luna" que se llama como tenia que llamarse:LUNA!!!


Y aqui està, recién llegada: la bambina-Luna.



Una Lunita Luna Lunera, mecida dulcemente en su cunadeluna.





Una Luna Lunera como aquellas que tanto amaba Federico Garcìa Lorca, el poeta de la Luna Luna: como en esta Nana que le dedicò a su hermana:



La tarde canta
una nana a las naranjas.

Mi hermanita canta:
La tierra es una naranja.

La luna llorando dice:
Yo quiero ser una naranja.

No puede ser, hija mía,
aunque te pongas rosada.
Ni siquiera limoncito.
¡Qué lástima!

----

Pero la Luna Lunera, la Luna Luna màs Luna de Federico , es la Luna de los Gitanos, la Luna que el poeta de Granada nos cuenta en el Romance de la Luna Luna:

La luna vino a la fragua
con su polizón de nardos.
El niño la mira, mira.
El niño la está mirando.


En el aire conmovido
mueve la luna sus brazos
y enseña, lúbrica y pura,
sus senos de duro estaño.


—Huye luna, luna, luna.
Si vinieran los gitanos,
harían con tu corazón
collares y anillos blancos.


—Niño, déjame que baile.
Cuando vengan los gitanos,
te encontrarán sobre el yunque
con los ojillos cerrados.


—Huye, luna, luna, luna,
que ya siento los caballos.
—Niño, déjame, no pises
mi blancor almidonado


El jinete se acercaba
tocando el tambor del llano.
Dentro de la fragua el niño
tiene los ojos cerrados.


Por el olivar venían,
bronce y sueño, los gitanos.
Las cabezas levantadas
y los ojos entornados.


¡Cómo canta la zumaya,
ay, cómo canta en el árbol!
Por el cielo va la luna
con un niño de la mano.


Dentro de la fragua lloran,
dando gritos, los gitanos.
El aire la vela, vela.
El aire la está velando.



Pero nada le va a pasar, nadie va a llevarse nuestra Luna, la Luna Lunera de Layla; pero que tambien es la Luna Lunera de Sarita su hermanita y de su tia Sara y de su prima Lucia y de su famoso tio Charlie...

A esa Luna Luna Lunera, no se la lleva nadie porque todos ellos, son amigos de los gitanos y de la luna y ademàs son lunàticos ...

Porque el camino para llegar a la luna lo conocen solo los lunàticos como ellos , bueno y tambien la abuela, la joven abuela Pili, lo conoce porque también ella es lunàtica: como hay que ser, vamos!



Asi que no vamos a preocuparnos: la Lunita Luna Lunera de Layla serà una luna estupenda: vamos, serà un sol!






Bueno y ahora la "zia itagnola", que también es una lunàtica, dedica a esta nueva Luna en su cuna lunera un monton de canciones que hablan de eso: de lunas luneras.
Y también le mando esta nana de Luna, en italiano claro, que para eso la de aqui "zia" es una lunàtica "itagnola": ah, y si no la entiendes mi querida Lunita, Luna Lunera, te la puéde traducir y ademàs cantar - que lo hace muy bien - tu tia Sara, que a ella eso del "italiano" se le da muy bien...
Ya te contaré un dia, cuando nos veamos, de qué va...














Dormi bambina, dormi tesoro,
nella tua culla tranquillo sarai,
canta la luna, cantan le stelle,
mentre tu sogni le storie più belle,
se storie belle tu sognerai,
sempre più allegra ti sveglierai
.







"Buona notte", Luna Lunera cascabelera.



Bienvenida a este mundo donde la gente no mira la luna...

Pero a ti te miraràn, porque eres lindisima!

Palabra de la zia itagnola!