venerdì 5 dicembre 2008

SAN NICOLA DE BARI LA FESTA DEGLI SCOLARI...

Domani è la Festa di San Nicola di Bari, vescovo di Myra in Asia Minore (attuale Turchia), venerato in Oriente e in Occidente al 6 dicembre, e detto "di Bari" perché nel 1087 , un gruppo di 62 marinai baresi trafugarono le ossa del Santo e le traslarono da Myra a Bari dove sono tuttora custodite nella splendida Basilica romanica.



Sul mare della Puglia, ancora in questi primi giorni del mese si potranno vedere le ultime rondini in volo che vanno alla ricerca di luoghi caldi dove passare l'inverno, come ci ricorda un proverbio: "San Nicolò di Bari, la rondine passò i mari".


San Nicola è il protettore dei naviganti, delle ragazze da marito e patrono dei bambini e dei ragazzi, come dice questa filastrocca:



"San Nicolò de Bari,
la festa dei scolari.
Se i scolari no farà festa
San Nicolò ghe tajerà la testa."




Il buon vescovo è un santo dei tanti nomi: San Nicola, San Nicolò, Sanctus Nicolaus, Sankt Nikolaus, Santa Claus.... e...










E infine, gira e rigira, diventa persino BABBO NATALE!


Insomma, non c'è dubbio, san Nicola di Bari è proprio il "santo dei bambini" e questa sera, la sera della vigilia, la notte del 5 dicembre, i bambini triestini lo aspetteranno trepidanti dopo aver posto sul davanzale un piatto di cibo per la \renna oppure gli stivaletti ben lucidati per farlo riempire di regalini, e poi corrono a letto seguendo il consiglio dei genitori che hanno loro raccomandato "de tegnir ben seradi i oci e de dormir presto, perché se no San Nicolò no ve porta gnente".

E domattina troveranno i regali desiderati e i più grandicelli non andranno a scuola perché, altrimenti come recita la filastrocca, "Se i scolari no farà festa/San Nicolò ghe tajerà la testa...







San Nicola di Bari è diventato il patrono dei bambini e dei ragazzi per alcune leggende che si narravano sulla sua vita e miracoli.
Aveva ad esempio, fatto risorgere tre studenti, che un oste criminale aveva tagliato a pezzi e messo in salamoia; aveva anche liberato miracolosamente un ragazzo rapito dai pirati e venduto a un re straniero.

Ma san Nicola è anche il santo protettore delle "ragazze da marito" perché aveva fatto un regalone a tre fanciulle povere che non avevano dote e che il padre voleva avviare alla prostituzione: per tre notti di seguito aveva gettato nella loro casa, attraverso una finestra aperta, tre sacchetti di monete d'oro oppure, secondo altre versioni, tre palle d'oro.

E così, quando in alcuni affreschi medievali vedrete un santo, con il mitra da vescovo e con tre palle d'oro in mano: non abbiate il minor dubbio: si tratta di san Nicola!

Perciò a Castelvetere in Val Fortore, vicino a Benvento, la ragazze che voglio trovare un fidanzato, dette priore, festeggeranno il 6 dicembre il loro protettore offrendo i cosiddetti "pani di san Nicola" durante una processione.









Un'altra leggenda su san Nicola di Bari narra che nel 1673 il santo salvò dalla fame la popolazione di Pollutri, nei pressi di Chieti, facendo arrivare sei caravelle piene di fave: ebbene per commemorare l'evento, ogni anno dal 4 al 6 dicembre, davanti alla Chiesa di San Nicola, si organizza nel paese abruzzese la "Cottura delle fave" con circa cinque quintali di fave cotte in 12 grandi calderoni di rame posti su enormi fuochi accesi all'unisono e al grido di "fuoco!".

Le fave vengono poi distribuite fra i presenti.


Invece a Monteleone di Spoleto, nella provincia di Perugia, la vigilia della festa, la sera del 5 dicembre, si cucina in piazza, una pentolona di ottanta litri, il cosiddetto "Farro Di San Nicola".





Ma san Nicola si festeggia anche in Sicilia, a Mezzojuso, nel palermitano, con la tradizionale "distribuzione dei panuzza", che sono piccoli pani con l'effigie del santo.
Un'altra festa da non perdere, veramente originale, in onore del patrono del paese, san Nicola, si celebra a San Polo dei Cavalieri, , nella provincia di Roma, dove la vigilia, il 5 dicembre, dopo la processione c'è il "Ballo della pupazza" e cioè gli uomini vestiti da "pupazze" con vesti di cartapesta alle quali viene appiccato il fuoco, che ballano fin che resistono senza bruciarsi: si tratta, naturalmente di una tipica festa per propiziare il ritorno della luce nel periodo del solstizio invernale.
Altre usanze legate alla festa, ci sono nel nord, dalle Prealpi Venete dove i genitori raccontano ai bambini che san Nicola scende dal cielo cavalcando una mula volante ma senz'ali.
In tutto l'Alto Adige,si svolge la Fiera di San Nicolò con la vendita dei piccoli "San Nicolò" di zucchero e dei diavoletti di frutti secchi, detti in tedesco Kletzenkrampus.
L'usanza proviene dall'Austria dove si diceva che Sankt Nikolaus, coperto dal manto vescovile rosso, la mitra sul capo e un sacco pieno di doni sulle spalle, era accompagnato da Krampus: una sorta di diavolo che incuteva terrore nei piccoli con la sua figura villosa e che compariva con un sacco che serviva per rapire i più capricciosi.
In questo originale modo san Nicola viene anche festeggiato a Tarvisio, vicino a Udine; e a Vipiteno, nella provincia di Bolzano; oppure a Stelvio, dove addirittura il primo sabato di dicembre c'è la "Festa dei Klosen", cioè dei "santi Nicolaus".

Ma essendo san Nicola un santo "solstiziale", la sua festa si celebra anche con i falò...

Perciò molte feste che in questa settimana si celebrano con la accensione di fuochi, come ad esempio a Longarone, in provincia di Belluno: i bimbi si radunano nelle piazze e nei cortili portando ognuno una specie di torcia fatta con paglia e legna, detta "frasela". Dopo averla accesa la fanno ruotare disegnando dei cerchi: si dice che grazie a quel fuoco san Nicola riuscirà a conoscere la strada per arrivare fino a Longarone e lasciare regali ai piccoli.
Prima di andare a dormirei bambini mettono sul tavolo una letterina con le loro richieste e anche un bicchiere di vino per il santo con po' di fieno per l'asino che lo trasporta. La mattina, naturalmente, sul tavolo ci sono i giocattoli e dolciumi!

Ma chi era questo simpatico santo, raffigurato in genere con la barba bianca, vestito da vescovo, e atteso dai bambini di molte città europee come fosse Babbo Natale?



Occorre premettere che il culto di san Nicola o Nicolò nel nord dell'Italia è documentato fin dal secolo VIII quando ancora i baresi non si erano impossessati delle sue spoglie; sicché è probabile che il culto fosse giunto direttamente dall'Oriente grazie all'Impero bizantino.
Ebbene, colpo di scena!
Il nome di quel Sankt Nikolaus del nord dell'Europa, che proviene dal latino Sanctus Nicolaus, venne storpiato dagli olandesi in Santa Claus.
E quando i loro discendenti emigrarono nell'America del Nord, portarono anche nel nuovo continente la tradizione europea pre-natalizia del santo di Bari con la barba bianca che portava i regali ai bambini.
Successivamente, ai primi dell'Ottocento, gli americani trasformarono completamente la figura di Santa Claus : il suo mantello vescovile divenne una sorta di tuta rossa ornata di pelliccia e la mitra un cappuccio. Gli assegnarono anche una slitta trainata da renne: era insomma diventato proprio Babbo Natale!
Il Babbo Natale che, a partire dal dopoguerra, sarebbe approdato in Europa sull'onda della colonizzazione americana e che già in questi primi giorni di dicembre è cominciato a comparire per le vie e le piazze di molte città dell'Europa.

Ma dove abita Babbo Natale? Certamente non vive a Bari,.
Vive niente di meno che nella gelida Lapponia...

Come ci racconterà domattina a Radiodue la mia ospite italo-finlandese : Kira Garfagnoli che oltre a darci una buona ricetta del Natale finlandese, ci dirà dove abita Babbo Natale.

Non mancate: vi aspettiamo!

1 commento:

Ciboulette ha detto...

Sapevo che avrei imparato tante cose anche su San Nicola qui da te......viva San Nicola! :)
Un abbraccio, Elvira