domenica 30 novembre 2008

PROVERBI E SANTI DI DICEMBRE



Dicembre, il mese che negli affreschi o nei bassorilievi del "Ciclo dei mesi" del Medioevo era raffigurato con l'uccisione del maiale, comincia.



(Il mese di dicembre nel "Ciclo dei mesi")


Gli appuntamenti festivi lungo l'ultimo mese dell'anno sono tantissimi e molti legati ad antichi riti del solstizio d'inverno, per propiziare il ritorno della luce e le giornate più lunghe.

Certo, molti di quei riti, fra cui i falò che da più settimane, praticamente da San Martino del 11 novembre, si stanno accendono dappertutto, sono stati "cristianizzati" dalla Chiesa nei primi secoli del cristianesimo; e così vediamo che coincidono con molte feste religiose proprio per la loro collocazione calendariale, come ad esempio, la Madonna Immacolata del 8 dicembre, il Natale, detto anche "Pasqua Santa", oppure il "misterioso" santo della barba bianca, san Nicola del 6 dicembre.


Un mese dunque pieno di "santi e madonne" da festeggiare.

Non ci credete?


E allora leggete questa vecchia filastrocca che i bambini toscani imparavano a scuola una volta:

Al primo di dicembre Sant'Ansano,
il quattro, Santa Barbara beata,
il sei, San Niccolò che vien per via,
il sette, Sant'Ambrogio da Milano,
l'otto, la Concezione di Maria,
per il nove mi cheto;
il dieci, la Madonna di Loreto,
il dodici convien che digiuniamo
perché il tredici c'è Santa Lucia;
il ventun San Tomé, la Chiesa canta;
il venticinque vien la Pasqua Santa
e poi ci sono i Santi Innocentini;
e alla fine di tutto, lesto, lesto,
se ne vien San Silvestro!




Insomma, ci aspettano feste santificate a non finire e delle più importanti tenterò di raccontarvi a poco a poco qualche curiosità.


Ma in genere a molte di queste date sono anche collegati i proverbi di stagione.





E così nella campagna senese si diceva, un po' maliziosamente: "Per Sant'Ansano uno sotto e uno in mano", perché a partire dal 1° dicembre il freddo comincia a mordere, e una volta le vecchiette se ne difendevano infilando uno scaldino sotto le gonne e tenendo un altro in mano.



Proprio per sant'Ansano (qui accanto in un dipinto di Simone di Martini) si apre tuttora a Siena l'anno "contradaiolo" delle contrade che poi si disputeranno il Palio in estate: sulla tomba del martire, nell'omonima cappella del Duomo, si recano per rendergli il rituale omaggio i Priori delle diciassette contrade.




Quanto ai proverbi dedicati agli altri santi del mese ve li dirò a suo tempo. Ora ve ne indicherò alcuni proprio "meteorologici".



Al freddo che ormai punge, si riferisce ad esempio un proverbio romanesco: "Le ggiornate d'inverno sò mozzichi", e cioè "sono morsi".


Mentre i veneti sentenziano: "L'inverno l'è 'l boia dei veci, el purgatorio dei puteleti, e l'inferno dei poareti" ("Il freddo è il boia dei vecchi, il purgatorio dei bambini e l'inferno dei poveri").


In ogni modo i contadini sperano che nevichi perché "Sotto la neve pane, sotto l'acqua fame". La neve infatti costringe il seme di grano a svilupparsi sotto terra, mentre la pioggia può alla lunga provocare l'uscita prematura del germoglio che rischierebbe anche di bruciare per le gelate.


E così i piemontesi sanno che "Au dezember fioca senza gelé a val pe' i gran pi' d'un liamé", e cioè "Se a Dicembre nevica senza gelare vale per il grano più di una concimazione".



Attenzione però, perché se nevica troppo tardi la neve tende a gelare e allora per il grano sarebbe terribile: "La neve prima di Natale è madre, dopo è matrigna", rammenta un altro proverbio.



A proposito di freddo, ormai da un punto di vista meteorologico è proprio inverno, come ricorda il proverbio: "Un mese prima di Natale, un mese dopo Natale è inverno naturale".



Tuttavia il freddo peggiore potrebbe arrivare con la Befana, la "Vecia", dicono i veneti: "De Nadal un freddo coral; de la Vecia un freddo che se crepa", "da Natale un freddo tremendo, dalla Befana un freddo che si crepa".



Altri proverbi "meteo"del mese di dicembre, frutto dell'osservazione secolare contadina, sono:


Dicembre gelato non va disprezzato

Dicembre imbacuccato grano assicurato

Dicembre mese di bruma: davanti mi scalda e dietro mi consuma

Se avanti Natale fa la brina riempi la madia di farina

Seminare decembrino vale meno d'un quattrino;

Chi fa Natale al sole fa Pasqua al fuoco;

Per i Santi Innocentini son finite le feste ed in quattrini.


2 commenti:

Ciboulette ha detto...

Puoi immaginare quale sia il mio santo preferito :)) ma oggi anhe San Francesco Saverio ha portato in dono dei dolcini offerti da un collega con questo nome! Un bacio :)

la cuoca itagnola ha detto...

Un bacio anche a te e grazie per la visita.