venerdì 1 agosto 2008

"PULPO A FEIRA": POLPO ALLA GAGLIEGA DELLE SAGRE

Ecco, fra poche righe, la ricetta che domenica scorsa ho spiegato agli ascoltatori della mia rubrica radiofonica "Che bolle in pentola?" e che avevo promesso di riportare in questo blog per tutti voi e che faccio ora, 2 agosto, sebbene abbia cominciato a farlo ieri 1° del mese.

Ma in questo periodo della mia vita tutto è dilatato, anche il tempo...



Si tratta di una tipica ricetta dei pellegrini compostellani tratta dal mio libro recentemente ripubblicato,"La cucina dei Pellegrini.Da Compostella a Roma" (Paoline edizioni).




Pellegrini compostellani che portavano, e portano, come segno di riconoscimento la celeberrima "concha del peregrino" o "conchiglia del pellegrino".






La potete vedere riprodotta nel bassorilievo della foto qui accanto, che proviene proprio dalla facciata del bellissimo Santuario de Santiago de Compostela situato in Galizia, nel Nordovest della Spagna.
Un luogo sacro e magico, dove, fin dal IX secolo, arrivano migliaia di pellegrini per pregare e rendere omaggio davanti alla tomba dell'Apostolo San Giacomo il Maggiore, detto in Spagna Santiago el Mayor.

Ma andiamo per parti e raccontiamo prima una bella storia leggendaria: la storia di come erano arrivati in Galizia i resti dell'Apostolo San Giacomo o Jacopo.


La leggenda, raccontata nel Medioevo da Jacopo da Varagine, narra che nel I secolo d.C. San Giacomo il Maggiore, fratello di Giovanni l'Evangelista, si era recato in Spagna per predicare.


"Ma", narra Jacopo da Varagine, "non riuscendo a convertire quel popolo d'infedeli, era tornato in Giudea dove venne decapitato per ordine di Erode Agrippa.

Alcuni suoi discepoli, trafugati il corpo e il capo, si erano imbarcati su una navicella priva di vele e timone che, spinta dai venti, era approdata nella Galizia.
Là, dopo mille peripezie e lotte contro draghi e lupi, chiara allegoria del paganesimo, riuscirono a trovare un luogo dove seppellire il loro Maestro.
Sette secoli dopo un monaco della Galizia di nome Pelagio volle vedere luci soprannaturali e una stella luminosissima splendere su quel campo dove, scavando, si scoprì un piccolo sepolcro di epoca romana, con la testa e il corpo di un uomo che venne subito identificato dal vescovo con i resti di San Giacomo il Maggiore, detto in Italia anche San Jacopo e in Spagna Sant'Iago, da dove proviene Santiago".

In quel luogo venne costruito un grande Santuario e si formò a poco a poco la bella città di Santiago di Compostella.
Era nato il culto per l'apostolo e anche un pellegrinaggio che, partendo da 4 punti diversi della Francia, seguiva, dopo l'attraversamento dei Pirenei, un unico tracciato da dove cominciava il cosiddetto Cammino di Santiago.

Insieme con i pellegrinaggi alle tombe dei santi Pietro e Paolo, a Roma, e al santuario dell'Arcangelo Michele sul Gargano, in Puglia, quello a Santiago di Compostella divenne uno dei grandi pellegrinaggi medievali del nostro continente.
Grazie alla confluenza di credenti di ogni nazionalità, il pellegrinaggio a Compostella contribuì inoltre a unificare culturalmente l'Europa cristiana.
Per questo motivo, anni fa, il Consiglio d'Europa ha dichiarato il Cammino di Santiago: "Primo Itinerario Culturale Europeo".


Il Cammino era talmente affollato nel Medioevo che l'ambasciatore arabo del califfo di Cordova, Alì ben Yùsuf, scriveva: "E' tanto immensa la moltitudine di quelli che vanno e vengono a Compostella che appena rimane un posto libero nella strada verso l'Occidente".

Ma soprattutto vi arrivavano, come ancora oggi, migliaia di europei, che cercavano lungo il Cammino di Santiago, la celeste Via Lattea, la propria identità.
“L'Europa si formò nel pellegrinaggio a Compostella”, scriveva d'altronde Goethe.

Insomma, il ritrovamento del sepolcro dell'Apostolo Giacomo nell'anno 813, dove oggi sorge la magnifica città gagliega di Santiago di Compostella, fu uno degli avvenimenti più importanti del Medioevo per tutta l'Europa.
Da allora l'Apostolo fu nominato patrono di tutta la Spagna che lo festeggia il 25 luglio: quando la festività cade di domenica si proclama l'Anno Santo Compostellano, un privilegio speciale del Papa che risale al 1126.

E come si nutrivano quei pellegrini che percorrevano il Cammino di Santiago una volta giunti in Galizia?
Ad esempio con il Pulpo a Feira del quale vi darò ora la ricetta!

Ricetta che è stata tramandata nei secoli dalle vecchie pulpeiras , le venditrici di polpi che così preparavano preparano nelle feiras - le fiere o sagre - gli squisiti e grandi polpi "veraci" dei mari della Galizia: delizia dei molti romeriños (pellegrini) che affollano il Santuario di Santiago e tanti altri sparsi per il territorio.
Attenzione! Per renderli teneri devono essere battuti ripetutamente, oppure congelato almeno per un giorno.
Il polpo così preparato è ottimo anche come antipasto.


Ingredienti per 5 persone:
1 polpo "verace" (con due file di ventose) di circa 1 k
1 cipolla piccola
1 cucchiao colmo di pimentón o paprica dolce
1 cucchiaino di paprica piccante (facoltativa)
olio d'oliva, sale



Pulire il polpo, che deve avere i tentacoli grossi, e colpirlo ripetutamente per farlo ammorbidire.
Mettere, a fuoco forte, una pentola piena d'acqua con la cipolla e, appena comincerà a bollire, introdurvi il polpo intero, alzandolo e sommergendolo per tre volte di seguito.

Poi lasciarlo cuocere a fuoco allegro finché diventi tenero (secondo la qualità e la grandezza ci vorranno da 45 minuti ad 3 ore).


Una volta cotto, lasciarlo riposare, a fuoco spento, nel suo stesso brodo per altri 15 minuti. Poi scolarlo bene e tagliarlo a fettine non troppo grosse.

Condirle con abbondante olio d'oliva, sale e i due tipi di paprica mescolate precedentemente.

Lasciarlo raffreddare prima di servire, ma anche tiepido è ottimo.




Servito con un fresco vinello bianco, o anche rosso, tipo una Barbera giovane, vi sentirete un vero pellegrino compostellano!

3 commenti:

caravaggio ha detto...

comprato il polpo e se ti fischiano le orecchie,x ho fatto la tua ricetta e stò papparmelo ciao

La cuoca itagnola ha detto...

Brava! hai visto come è buono?
Bacione "polposo"

milena ha detto...

Cara Marina,
buogiorno !
Oggi è il 24 di Agosto e quella dei Pellegrini è l'ultima trasmissione che ho sentito ...e quella di ieri solo per caso perchè non sapevo che era cambiata la fascia oraria.
Credevo che foste in ferie !
E poi è incredibile la coincidenza
...no veramente non tanto incredibile .... ma poi un giorno ti racconterò.....
Qualche giorno dopo avere sentito dei Pellegrini sono partita per andare al matrimonio di un caro amico e pensa un pò dove ?ù
A MONTE SANT'ANGELO !!!
Quando ho sentito la trasmissione sui pellegrini fino a quel momento non sapevo quasi niente del luogo !

ANGELI !

...Comunque vuoi per il caldo, lo stress e il matrimonio, e la proverbiale durezza dei pugliesi
mi sono sentita molto pellegrina ma da me stessa !!

A Santiago non sono ancora andata.
Penso perchè non sono pronta.

Molti anni fà, non troppi però, ero
diretta a Santiago, mi fermai a Barcellona qualche giorno a trovare degli amici e lì Sergio che aveva lavorato nel mio ristorante La Cueva, conoscendo la mia devozione per LA MADONNA mi invitò ad andare a MONSERRAT al santuario
Prima però mangiammo a casa sua,
era domenica e la sua mamma aveva cucinato la PAELLA per me.
Niente di più sublime di una paella fatta a casa da una mamma spagnola con vero giornale in carta spagnola !!!!!
..Bene nel pomeriggio ci avviammo per il santuario
Lì in mezzo a quel pesaggio fiabesco la pace e la quiete
le file interminabili di lumini accesi..sgorgava l'acqua Santa
io chiesi a Sergio se era potabile e lui mi rassicurò dicendomi che tutti i pellegrini la bevevono.
Così feci anch'io!
Seguirono due giorni di inferno
con febbre a 40 e da sola in un albergo della Rambla di Barcellona
Quando finalmente sfebbrai decisi di tornare nella mia amata Sevilla anzichè a Santiago
Quando a Santa Cruz*, al ROCìO raccontai quello che mi era successo mi dissero che l'acqua di Monserrat aveva pulito i miei peccati e che ora ero pronta per un altro pellegrinaggio
Fu così che girai alla volta di ALMONTE.
Un bacio grande Marina
Ti voglio bene
Milena

PS
Ma nel pulpo alla gallega le patate
novelle non le metti ?
Io mettevo anche un pizico di Pimenton e poi pizzico di zafferano