martedì 19 agosto 2008

IL SANTO DEL GIORNO: SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE




Ecco un'altra delle mie manie collezionistiche dell'arte povero: statuette di santi!



Mi piacciono tantissimo e quando viaggio m'informo di chi è il santo protettore del luogo e cerco la sculturina da acquistare.


Sono bellissime nella loro ingenuità, ognuna con l'attributo per cui lo si riconosce: sant'Agata con i seni del martirio in mano; santa Lucia con gli occhi nel piattino; santa Rosa di Viterbo con il grembiule pieno di rose; san Rocco con il cane; ecc.



Ho cominciato a collezionarle molti anni fa, credo nel 1991, quando insieme con mio marito Alfredo Cattabiani, percorrevamo in lungo e in largo lo stivale italico (e le isole) alla ricerca di storie, leggende, reliquie, santini, dipinti, chiese, curiosità per il suo "sempre verde" e bel libro "Santi d'Italia" ripubblicato ultimamente nella collana economica dei Bur della Rizzoli.





(Alcuni santi della mia collezione)
Questi oggetti, così come i dipinti e gli affreschi delle chiese erano una volta la "Bibbia dei poveri", l'unica possibilità per le tantissime persone che non conoscevano la scrittura di riconoscere i santi protettori, imparare la loro vita o i passaggi del Vangelo.

Ora non è così, la gente sa leggere, ma pochi sanno riconoscere un santo o un episodio biblico da come viene raffigurato eppure e fondamentale per "leggere" un affresco, una scultura, un'opera d'arte.







Perciò desidero parlarvi del santo della statuetta qui accanto, che si festeggia domani 20 agosto.







Un santo molto importante: Bernardo di Chiaravalle o Bernard de Clairvaux abate e teologo francese del XII secolo.







Ma tutto ciò non basterebbe per dedicargli spazio in questo blog: che centra ora questo santo d'oltralpe, vi domanderete?




Ebbene, centra; e me ne occupo per alcune ragioni fondamentali che ora vi enumero:



- La prima perché san Bernardo è stato il riformatore dell'ordine del Cister, che, in contrapposizione ai religiosi di Cluny riportava i benedettini al rigore originario della Regola di San Benedetto. E su questa nuova regola aveva fondato la celebre abbazia di Clairvaux alla quale si sono poi ispirate le tantissime abbazie e monasteri cistercensi di tutta Europa.



(Abbazia cistercense di San Martino al Cimino- Viterbo)























- La seconda perché il grande abate scrisse una sorta di manifesto a favore dell'Ordine dei Templari, intitolato Ai cavalieri del tempio: Elogio della nuova cavalleria, che risale probabilmente al 1132-1135, e che lo rese molto popolare.





- La terza ragione è perché san Bernardo era ritenuto nel Medioevo il santo che più aveva promosso la devozione alla Madonna, grazie alla leggenda della Lactatio (allatamento) che poi vi racconterò.



Naturalmente su san Bernardo di Chiaravalle si possono scrivere decine di pagine, ma non è il caso in questo contesto; sicché, per avere più notizie potete cercarle online oppure leggere "Santi d'Italia".



Ecco però alcune notiziole su questo grande santo santo dalla Chiesa cattolica che fu canonizzato nel 1174 da papa Alessandro III e dichiarato Dottore della Chiesa, Doctor Mellifluus, da papa Pio VIII nel 1830.



Bernardo, morì a Clairvaux nel 1153, un 20 agosto, giorno della sua festa liturgica e gli ultimi anni di vita nel suo monastero li dedicò a riordinare e correggere i suoi scritti. I suoi resti furono dispersi nel 1793 dai rivoluzionari, tranne il capo che venne trasferito nel 1813 nella cattedrale di Troyes.




(Monastero cistercense catalano di Poblet)






Fu celebrato da Dante nel Paradiso e grazie al libro citato sull'Ordine dei Cavalieri del Tempio divenne nell'immaginario collettivo il santo dei Templari.




Su di lui fiorirono presto molte leggende di cui la più celebre, come vi dicevo prima, è quella della Lactatio o dell'allattamento, secondo la quale un getto di latte era colato dal seno della Vergine nella bocca del Santo: una leggenda di origine spagnola tant'è vero che appare per la prima volta nella pittura dei monasteri cistercensi affiliati a quello catalano di Poblet verso il XIII secolo per poi diffondersi in tutta l'Europa.



(Murillo: La Virgen se aparece a San Bernardo)

















A tale proposito è memorabile è il quadro di Murillo, che si trova nel museo del Prado di Madrid, dove la Vergine con il Bambino in braccio preme una mano sul seno scoperto fissando amorevolmente Bernardo inginocchiato ai suoi piedi.




La sua devozione alla Madonna è testimoniata anche da tanti altri dipinti, come ad esempio in Italia quello dell'Orcagna all'Accademia di Firenze, il quadro di Filippino Lippi nella chiesa della Badia di Firenze, o il tondo di Luca Signorelli alla Galleria Corsini di Firenze .


San Bernardo è inoltre il Patrono di Vigevano (Pavia) e della Liguria e la sua popolarità in Italia è dovuta soprattutto alle molte abbazie dell'ordine cistercense, diffuse un po' dappertutto e, come dicevo prima, all'influenza esercitata sull'ordine dei Templari.





(Piazza Ducale di Vigevano)


La città lombarda di Vigevano gli ha dedicato una chiesa ricostruita più volte e celebra in suo onore, a fine agosto la Sagra di San Bernardo, durante la quale si svolge "Ra Festa del Diaval", la Festa del Diavolo.



Quest'anno, la Confraternita di San Bernardo ha organizzato per le vie di Vigevano la Sagra di San Bernardo per domenica 31 agosto 2008: si svolgerà fra la Piazza dedicata al Santo e le vie del Rione, alle ore 21,00.

In programma: la Passeggiata del diavolo, il Rogo del Diavolo e la Processione di San Bernardo.


Il tutto comincia con una passeggiata per le vie cittadine del Barlicc , il diavolo: un pupazzo in costume nero e mantello rosso che poi verrà appeso davanti alla chiesa di San Bernardo e bruciato in uno spettacolare rogo.



Secondo la tradizione se la fiamma e il fumo saliranno immediatamente verso l'alto , sarà segno di un buon raccolto e di un anno prospero e fortunato!



- Ecco tutto: vedete che avevo ragione a voler parlare di san Bernardo di Chiaravalle?




Anche perché, possiamo ritenerlo un "santo gastronomico": era nato nel 1090 a Fontaine-lès-Dijon, culla della celeberrima SENAPE DIJON!






Ah, un "santissimo" consiglio:





Il petto di pollo o di tacchino in padella con una salsina calda a base di senape, aceto balsamico e salvia è buonissimo!


6 commenti:

Ciboulette ha detto...

Che buona la senape di Dijon e proprio di quella marca li in foto :P

Grazie per le notizie su San Bernardo (su cui non sapevo assolutamete nulla) e sono contenta che nella tua collezione ci sia anche una bella statuina di San Nicola, il patrono della mia citta'!!

Ora ti scrivo :P un abbraccio!!

la cuoca itagnola ha detto...

E sì, san Nicola, acquistata in un negozietto della vecchia Bari, non poteva mancare nella mia collezione, cara Elvira2. Ci sentiamo domani per l'intervistina!

Sonia ha detto...

Gracias por la visita, quería decirte que si tengo algunas cosas escritas en italiano es por practicar algo (ahora también debería estar haciéndolo, peró ...), estoy en 3º en la escuela de idiomas y el 1 y 2 de Septiembre tengo los exámenes, por eso leo blogs italianos e intento dejas post también escritos en italiano, aunque todavía mi conocimiento del idioma es muy limitado. Nos seguiremos viendo... espero que para entonces se me dé mejor. Ciao

Impertinente ha detto...

Marina, hai fatto bene a ricordare "Santi d'Italia" di Alfredo Cattabiani.

Un libro unico e prezioso, anche per chi non sia avvezzo a frequentazioni chiesastiche.

Il volume è un documento della tradizione popolare del nostro paese, quella tradizione che stenta ancora a trovare adeguata sistemazione scientifica e culturale.

Quanto ai santini della tua suggestiva raccolta, devo dirti che mi ricordano molto l'infanzia: statuine, immagini, medagliette, edicole e processioni per le occasioni di feste religiose disparate, costituivano simboli e riti molto seguiti da piccoli ed adulti.

Ora è difficile ritrovarli.

Oltretutto, costituivano una specie di continuità con il mondo antico e pagano con le varie divinità poste a tutela di ogni aspetto della vita quotidiana, sia del singolo che della comunità.

Un mondo che vale la pena di rammentare, grazie anche al modo puntuale, ricco di particolari e curiosità interessanti, che tu hai
saputo e voluto usare.

Moe de Triana ha detto...

Mucho santo, mucho santo, pero ahí faltan Justa y Rufina miarma...

Un abrazo Marina.

P.D:En mi bló hay un relatito mu de nosotros, pásate y de camino te tomas algo.

A pesar de los pesares ha detto...

Cara Marina, chi li spolvera i tuoi santi? Te lo dico perchè anch'io ho la tendenza a collezionare, ora un po' frenata, per motivi di spazio e di impegno a tenere pulito. Sarebbe interessante approfondire cosa spinge ad accumulare oggetti, oltre il semplice piacere di farlo. Io ho tra l'altro una bellissima collezione di portauovo. Come vedi sono impegnata in un'incursione nei tuoi vecchi "post"
A presto su questi e altri schermi.
Sandra