venerdì 15 agosto 2008

BUON FERRAGOSTO CON LA SANGRIA!!!

ECCOCI A FERRAGOSTO!
Una ricorrenza che ogni anno arriva a metà del mese di agosto e che vuol dire vacanza, feste, sagre, divertimento...


Ma che non è dei nostri giorni: era nata nel anno 18 avanti Cristo!!!





E sapete chi l'inventato?


Niente di meno che l'Imperatore Augusto!


Nell'anno 18 avanti la nascita di Gesù, infatti, l'Imperatore Augusto aveva istituito alle calende del sesto mese che in suo onore si sarebbe poi chiamato Agosto ma che allora si chiamava Sestile, le "feriae Augusti" dalle quali è nato il nostro termine Ferragosto.


C'erano divertimenti a non finire e a Roma anche processioni in onore della dea Diana, archetipo della Luna crescente. Era la divinità delle donne, della fertilità, dell'abbondanza, alla quale le puerpere chiedevano anche una abbondante montata di latte per i loro piccoli.


Erano tradizioni molto radicate alle quali subentrarono, con l'avvento del cristianesimo le celebrazioni in onore della Madonna.
Perciò, il 15 di agosto è il giorno dedicato nel calendario cattolico all'Assunta il nome popolare della festa dell'Assunzione in cielo della Beata Vergine Maria.


Una festa sorta in Oriente nel VI secolo per poi diffondersi anche in Europa dal secolo successivo.


Una festa singolare dal punto di vista cristiano perché l'avvenimento che commemora non è narrato nei vangeli canonici ma in alcuni apocrifi, cioè non riconosciuti dalla Chiesa come divinamente ispirati.

Le due narrazioni più note su questo argomento sono la Dormizione della Santa Madre di Dio del VI secolo e il Transito della beata Maria Vergine, posteriore al precedente.



In questo secondo testo si narra che la Madonna aveva chiesto al Figlio di avvertirla della morte tre giorni prima.

Così avvenne: il secondo anno dopo l'Ascensione di Gesù in cielo Maria stava pregando quando le apparve l'angelo del Signore che le disse tenendo un ramo di palma nella mano: "Fra tre giorni sarà la tua Assunzione".


La Madonna convocò al capezzale alcuni discepoli del Signore annunciando la sua morte.

Venuta la domenica, all'ora terza il Cristo discese in una nube luminosa e, circondato da una legione di angeli, condusse in cielo l'anima della Madre.

Mentre la nube si levava tutta la terra tremava.

E in quell'istante, narra il Transito della beata Maria Vergine, "li avvolse una luce dal cielo e, mentre cadevano a terra, il santo corpo fu assunto in cielo dagli angeli".



E da allora, in onore di Maria Assunta in tutto il mondo cristiano ci sono un'infinità di feste e riti: cercate quelli più vicini a voi perché le tradizioni popolari vanno rispettate e mantenute a futura memoria delle nuove generazioni.



Da me, a Siviglia, il giorno della Madonna Assunta in cielo è il giorno della Vergine protettrice della città, chiamata Maria Santisima de los Reyes, popolarmente la VIRGEN DE LOS REYES.
Vergine dei Re, perché aveva aiutato il Re Fernando III a riconquistare Siviglia agli arabi che la occupavano, nel 1248.




Oggi dunque a Siviglia, ci sono processioni con l'immagine della Madonna che qui vedete e risale al XIII secolo, e riti religiosi e molte donne sivigliane - fra cui mia cugina REYES - celebrano il loro onomastico.
Da noi in Spagna infatti, molti "singolari" nomi femminili sono ispirati a quelli che accompagnano il nome di Maria: Nieves, Amargura, Dolores, Angustias, Esperanza, Estrella, Sol, Araceli, Asunciòn, Pilar, ecc.


E allora? Beh allora, per darvi un pizzico di spagnolismo in questa festa ferragostana, vi anticipo la ricetta che darò domenica prossima nella mia rubrica su Radiodue "Che bolle in Pentola?": perché lavorerò, altro che vacanze di Ferragosto e mi toccherà dormire a Roma per via dei treni che la domenica non ci sono al mattino presto!


Una ricetta per combattere la calura della canicola nelle sere di agosto: LA SANGRIA!!!.



Che non è altro che una buonissima bevanda di vino e frutta fresca di stagione.







La sangria, come tutti sanno, è la bevanda spagnola più diffusa nella Penisola e la più popolare all'estero.
Infatti sangria, paella, gazpacho e tortilla de patatas sono ritenuti sinonimi di gastronomia spagnola.
Non si sa con certezza dove sia nata la sangria perché ogni regione se ne attribuisce la paternità; ma sicuramente fu ideata da qualche spagnolo accaldato in una serata della torrida estate ispanica, quando il corpo richiede soltanto bibite rinfrescanti e frutta fresca, gli ingredienti appunto della sangria.

Dicono che la sua patria d'origine sia stata l'Andalusia, ma non vi sono prove che lo dimostrino, sicché ritenete questa ricetta semplicemente spagnola e basta.

Naturalmente, come accade con quei cibi di grande diffusione, ogni spagnolo è convinto di possedere la miglior formula per preparare quella che è ormai la bevanda nazionale, sebbene gli elementi fondamentali, in proporzioni che dipendono dai gusti, siano sempre gli stessi: vino rosso, frutta, zucchero, cannella e acqua che, secondo i gusti, può essere gassosa, limonata o di seltz. Poi ogni altra aggiunta è prodotto della fantasia di ciascuno di noi.
Questa infatti è la "mia personale ricetta della sangria"

Ingredienti:

1 litro e 1/2 di vino rosso da tavola
1 litro di gassosa
zucchero
1 limone
3 o 4 frutti di stagione: pere, mele, pesche, banane, arance, ecc
1 bastoncino di cannella
2 chiodi di garofano
1 bicchierino di brandy o di rum

Tagliare la frutta mista, già sbucciata, a pezzettini, meno l'arance e mezzo limone che si affetteranno finemente con tutta la buccia.

In una grande brocca mettere la frutta preparata precedentemente, il bastoncino di cannella a pezzi, i chiodi di garofano, il succo di mezzo limone e il bicchierino di liquore; aggiungervi 3 o 4 cucchiai di zucchero, secondo i gusti, e mescolare bene con un cucchiaio di legno lungo.
Versarvi il vino e la gassosa, rimestare il tutto e mettere a raffreddare, incorporandovi qualche cubetto di ghiaccio al momento di servire la rinfrescante bevanda.

Si consiglia di prepararla almeno con mezza giornata di anticipo perché la frutta, macerandosi, conferirà alla bevanda quel sapore che rende caratteristica la sangria.







AH! BUON FERRAGOSTO DALLA CUOCA ITAGNOLA!

Che vi augura serenità e almeno un pizzico di gioia in questi giorni.



7 commenti:

Piero Sampiero ha detto...

Il fondatore di Porto Raphael,nella Sardegna nord- occidentale, il nobile spagnolo Raphaelito, da tutti conosciuto come persona elegante e raffinata,ospitale, benché squattrinata, ebbe fra gli altri meriti di diffondere negli anni sessanta, prim'ancora della nascita della Costa Smeralda, la dissentante e squisita bevanda(da te così ben illustrata, )nelle variopinte e cosmopolite vacanze degli estimatori dell'isola, molto più semplici ed apprezzabili degli attuali dominatori estivi, piuttosto volgari e rumorosi, danarosi e snob, per i quali conta solo essere presenti alle feste mondane e che dimostrano quotidianamente la mancanza di rispetto per la natura e la bellezza di architetture, che hanno fatto epoca grazie ad architetti di valore.
Allora ero un ragazzino, ammaliato dalle immagini del conte Raphael e degli altri scopritori della località,uomini e donne affascinanti ed un po' "trasgressivi", delle sue feste "peccaminose", esaltate da mille colori, musiche bellissime e dall'immancabile, esotica e gradevole "sangria".

luana ha detto...

Ho bevuto la sangria per la prima volta in viaggio di nozze a Palma de Mallorca, circa 22 anni fa...da quel che ricordo mi è pure piaciuta:-)ma è rimasta l'unica volta purtroppo:-/
passato bene ferragosto?qui in bisiacaria finalmente un pò d'aria frizzantina dopo il temporalone di stanotte!Ciao

La cuoca itagnola ha detto...

Ma guarda un po' questa sangria quante storie nasconde...Questa del conte Raphael non la sapevo!

Luana, il Ferragosto l'ho passato facendo la "mia" marmellata di limoni: cadevano dall'albero e poi il mare era mosso e il cielo era grigio; buoni motivi per stare a spignatare!Un bacione.

luana ha detto...

Beata te che puoi farti la marmellata,di limoni e arance è quella che preferisco...la mia mamma faceva tutte le altre buonissime(prugne,fichi,gelatina di mele cotogne,frutta mista,fragole,kiwi,pure quella di cachi...)ora la scorta è finita e lei non ne farà più :(
La mamma è sempre la mamma...ad ogni età!
Brava Marina un abbraccio

la cuoca itagnola ha detto...

E perché non le fai tu, cara Luana? Se possiedi le ricetet di tua madre sarà facile e anche una forma di ricordarla ancora di più: io ad esempio, ieri ho fatto una crema tipica spagnola che mia madre faceva quasi tutte le domeniche per noi bambini e poi per i nipoti. Si chiama NATILLAS, un dolce "di cucchiaio" dei conventi dui suore.
Ieri dunque, ero stanca di lavorare, mi sentivo sola e un po' giù per tutti gli eventi che conosci e avrei voluto ascoltare la voce di mia madre...
Mi è venuta in mente subito la dolcezza di questa crema, e quasi senza rendermi conto sono andata in cucina a prepararla: ne ho fatto una tale quantità da regalarla ai miei simpatici vicini (famigliola numerosissima di 7 persone!)e tutti hanno potuto assaggiarla!
Ho rivisitato così le domeniche della mia infanzia, con la mia famiglia numerosa di cinque figli...Insomma, "las natillas" sono state per me ieri come le "madelaines" di Proust!
Un grande abbraccio.

Maurice ha detto...

Sangria a litri anche per me ed i miei amici a Formentera, un po' di anni fa: splendida.
Ti ho lasciato la risposta al tuo commento di là.

luana ha detto...

Forse se mia sorella a voglia proveremo a farne un poca,dipende da quanta frutta c'è a disposizione,essere tutti e tre assieme(in pratica quel che rimane della famiglia)penso sia il modo più bello per ricordarla...Grazie per le belle parole Marina,fanno bene all'animo:-) Ciao