sabato 14 giugno 2008

ZUPPETTA DI VONGOLE VERACI ALLA CALENDULA FRESCA

Questa mattina il mare di Civitavecchia aveva questi colori.





Sono andata al bel mercato rionale al centro della città a comprare un po' di pesce, verdure e frutta per il pranzo di domani: avrò ospiti e il mio frigo era praticamente vuoto, come al solito quando arriva la fine della settimana.



Ho comprato degli sgombri freschissimi per realizzare la ricetta che giorni fa mi aveva dato alla radio, per la rubrica "Tre minuti in cucina con..." il mio caro amico, il grande pittore Pedro Cano.

Ricetta che spero mi venga bene e che vi proporrò prossimamente.


Ma oggi a pranzo cosa cucinare per me sola?

Doveva essere qualcosa di leggerissimo perché questa sera ci sarà la festiggiola per il compleanno di Elvira De Vico e già so che avranno preparato tante buone cose: sia lei che Fabio suo marito cucinano molto bene e sono molto ospitali.



Sui banchi del mercato c'erano anche delle ottime vongole veraci a buon prezzo che mi piaciono da morire e che ho acquistato. Le ho cucinate in cinque minuti con una salsina da leccarsi i baffi!

Ecco la ricetta facile, facile.



Si lasciano le vongole per almeno 1 ora in acqua e sale grosso. Poi si lavano ben bene sotto l'acqua corrente fredda. E si mettono a sgocciolare in un colino.




In una padella dai bordi alti si soffrigge in olio d'oliva uno spicchio d'aglio intero ma sbucciato.

Quando è appena imbiondito si aggiungono dei pomodorini molto rossi e si schiacciano leggermente con la forchetta mentre si cucinano appena.

A quel punto si alza il fuoco e si "gettano" nel soffritto le vongole.

Si girano varie volte con un cucchiaio di legno per farle insaporire, si bagnano con un bicchiere di vino bianco secco, si salano poco e si condiscono con un po' di pepe nero macinato e con dei rametti di calendula fresca (in questo periodo il mio giardino è pieno).

Si copre la padella mantenendo il fuoco allegro per far sì che le vongole si aprano subito.

Appena saranno aperte, togliere il coperchio e lasciarle ancora un paio di minuti sul fuoco girandole, ma con attenzione per non farle uscire dal guscio.







Vanno servite calde,ornandole con foglie di calendula e con del pane abbrustolito: io non ne avevo e così mi sono accontentata di crostini integrali che a poco a poco s'inzuppavano nel sughetto diventando morbidi...


Erano squisitissime!

Certo, sarebbero state ancora più buone accompagnandole con un vinello fresco, ma dopo dovevo lavorare al computer e non volevo farmi venire la "cecagna" post-pranzo, come si dice a Roma.

E, ora, nella pausa caffè, ecco per voi questa semplicissima ricetta della vostra cuoca itagnola e olé!

Ma ho un sonno...

Credo che andrò a svegliarmi in riva al mare con un bel marocchino!

8 commenti:

marcella candido cianchetti ha detto...

che bella idea della calendula buona domenica

Moe de Triana ha detto...

Quién pudiera estar en la playita comiéndose unas almejas miarma...

No sabe tu la caló que hace en el barrio Marina, se están derritiendo hasta los azulejos.

¡Un saludasso!

la cuoca itagnola ha detto...

Pués yo acabo de volver de darme un chapuzòn estupendo.
Un abrazo Moe de mi barrio.

luana ha detto...

Buooone le vongole...però io aspetto che posti anche la ricetta della torta di ciliegie :-)
Ps com'era la torta di Elvira?
Ciao e buon inizio settimana... Luana

Paolo e Ana ha detto...

Abbiamo sentito la transmissione alla radio e aspettiamo che posti la ricetta della torta alle ciliegia.
Mi dispiace che non ci siamo potuti incontrare, ma sicuramente sarà per la prossima volta.
un bacio
Ana

Anonimo ha detto...

¡¡Qué envidia, Marina !!! Ayer fui a la piscina en Mairena del Aljarafe y me quemé. El mar aparece precioso. Por cierto, lo de cocinar, tu entrénate, que ya sabes que yo de eso nada de nada. Muchos abrazos sevillanos. Marta... la de las natillas.

La cuoca itagnola ha detto...

Cara Luana, la torta di Elvira, anzi le torte perché c'erano tre, erano buonissime, una in particolare che aveva fatto la figlia Benedetta sedicenne era anche molto bella a vedersi.
Ana anche a me è dispiaciuto non vederti: spero che tu torni presto a Roma.
Quanto alla torta di ciliege la posterò presto, appena avrò finito il lavoro urgantissimo che sto facendo.

Martita, dulce como las natilla-s, qué sorpresa verte por los andurriales bloggistas! Ya se que tu de cocina nada de nada: cuando vaya a Sevilla te prepararé una buena pasta de esas que te gustan.
Besos.

Impertinente ha detto...

La ricetta è interessante. ma la musica è ormai introvabile: quindi una vera rarità.
Il twist mi ricorda l'infanzia, quando caracollavo dietro alle belle ragazze più grandi ed irraggiungibili...