lunedì 2 giugno 2008

FIABE DI LUNA: LA LUNA NEL SECCHIO E IL MARE

Oggi a Santa Marinella piove e il mare ha queste tonalità che invitano alla meditazione.





Io l'ho fatto mentre passeggiavo questa mattina e riflettevo sulle tante cose che dovrei fare oggi, approfitando anche dal fatto che è festa, sono sola in casa e il telefono-lavoro non squilla.



Ad esempio dovrei scrivere i testi di un nuovo programma radiofonico per Radiotre; scegliere i brani che dovranno leggere gli attori; selezionare le persone esperte del tema da intervistare.


E poi dovrei finire il noiosissimo "cambio di stagione" negli armadi; ritagliare articoli dai giornali che ormai si sono di nuovo accumulati nel mio studio-discarica.


Dovrei anche aggiornare il mio blog; leggere la mia posta elettronica e pulirla dalla "basura" che ogni giorno mi mandano.


Dovrei tentare di travasare le piantine di basilico, di salvia e di origano che ho comprato giovedì scorso al mercatino.


E dovrei, altrimenti va a male, cucinare l'orata che giace in frigo da sabato...


A quel punto, proprio mentre guardavo il mare e pensavo - quasi sconsolata - che certamente non avrei fatto nemmeno la metà di tutte queste incombenze, ecco che mi sovviene in mente una storia zen, la tipica favoletta da utilizzare nei momenti di dubbi, stanchezza, e insicurezze...



Si chiama "LA LUNA NEL SECCHIO":




La monaca Chiyono aveva studiato per anni e anni, ma non era mai riuscita a trovare l'Illuminazione.


Era andata da tanti maestri, dai monaci più saggi, dagli eremiti più puri: ma a niente era servito.


Una notte, stava portando un vecchio secchio pieno d'acqua dal pozzo che era nel cortile fino alla cucina.


E mentre camminava solitaria, guardava assorta la luna piena, che quel giorno splendeva in cielo, riflessa nell'acqua del secchio.


Improvvisamente la canna di bambù che sorreggeva il secchio si ruppe e il secchio cadde a terra.


L'acqua fuggì via e con essa il riflesso della luna che scomparve.


E il quel preciso momento Chiyono diventò Illuminata, come la Luna Piena nel cielo.






La monaca Chiyono si ritirò nella sua cella e scrisse:

"In un modo e nell'altro ho cercato di sorreggere il secchio sperando che il debole bambù non si fosse mai spezzato. Invece, improvvisamente il sostegno si è rotto. Non più acqua nel secchio e quindi non più luna nell'acqua: solo il grande vuoto nelle mie mani...".



Anche la mia canna di bambù si sta spezzando...

Vado subito a cucinare l'orata.

Buona giornata a tutti coloro che come me -ahinoì - vorrebbero avere la luna nel secchio e sorreggerla con una debole canna di bambù...

7 commenti:

marcella candido cianchetti ha detto...

bellissima la poesia,non sei la sola incasinata tra cambio di spagione ecc..... buona giornata

Piero Sampiero ha detto...

Anche una giornata grigia ha i suoi aspetti positivi.
Quanto al bambù consoliamoci con Pascal: "Siamo canne, ma canne che pensano"... Nella speranza di trovare l'illuminazione come la monacella...

Anonimo ha detto...

Papa Giovanni XXIII disse:
Solo per oggi
cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi
della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi
avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi,
non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi
sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi
mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi
dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio,
ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
Solo per oggi,
compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi
mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò.
E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi
saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi
non avrò timori.
In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello
e di credere nell’Amore.
Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.
ciao Luana

La cuoca itagnola ha detto...

Anche Giovanni XXIII aveva trovato l'Illuminazione come la monachelal zen... Grazie, cara Luana.
E sì, caro Sanpiero, speriamo di trovarla proprio: ma soltanto gli eletti ci riescono e non credo di essere stata eletta.

Anonimo ha detto...

Cara Marina, per quale programma di radio 3 stai preparando i testi? ciao
letizia

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Ciao Letizia, per Damasco (18-18,45) Saranno cinque puntate sulla vita di Lucrezia Borgia (per toglierle la nomea falsa di avvelenatrice e incestuosa!) che andranno in onda in estate, ma non so ancora quando.
Ti farò sapere.

shetamara ha detto...

Brava. Il tuo blog è molto interessante.