giovedì 29 maggio 2008

RISOTTO ALLE FRAGOLE DI FINE MAGGIO

Il tempo delle fragole sta per finire, come il mese di maggio: ma proprio per questo motivo si possono utilizzare in cucina “senza rimorsi” perché il loro prezzo si è molto abbassato.

Dunque compratele come ho fatto io e via! Via alle marmellate, confetture, gelatine, ma anche alle salsine per l’arista di maiale e ai profumati risotti come quello che ho "cucinato virtualmente" qualche settimana fa per i miei ascoltatori di Radiodue promettendo di trascriverne la ricetta subito dopo in questo blog.

Ma, come al solito, non ho mantenuto la promessa.





“Màs vale tarde que nunca”, “meglio tardi che mai”, si dice dalle mie parti. Dunque eccola, ma alcune righe più sotto.


Perché prima vi racconterò alcune curiosità sulle fragole.


Ad esempio sapevate che la loro coltivazione intensiva in serra non è un’invenzione moderna bensì risale addirittura alla corte di Luigi XV?


Ebbene sì: siccome codesto re della Francia era molto goloso di fragole e avrebbe voluto mangiarle sempre, il suo giardiniere ideò il metodo per produrle nelle serre reali quasi tutto l'anno.


Infatti questo fatto contribuì alla decadenza del sapore delle fragole che già prima, verso il 1400, si erano cominciate a coltivare come pianta domestica. Fino a quel momento, l’uniche conosciute erano le dolcissime e profumatissime fragoline selvatiche che hanno una storia lunghissima: più di 2000 anni!


E sicuramente crescevano spontaneamente in Italia già due secoli e mezzo prima di Cristo!

In ogni modo, selvatiche o coltivate, le fragole hanno un simbolismo solare tant'è vero che in molte favole la strega manda una fanciulla a cercare le fragoline di bosco sotto la neve, all'inizio dell'inverno, e la ragazzina fallisce perché non può trovare il rosso frutto. Ebbene, in questo contesto le fragoline simboleggiano la Primavera, la stagione della luce che ritorna dopo il buio invernale.


La solarità delle fragole è testimoniata anche da alcune leggende germaniche dove grazie all'intervento di una fata o della Madonna questo frutti si mutano in oro zecchino: un altro simbolo solare appunto.


Quanto al bianco fiore di fragola, simboleggia "Stima e Amore": e a questo simbolismo alludevano le fragole ricamate sul fazzoletto che Desdemona aveva ricevuto in dono da Otello e che le costò la vita per averlo perduto.


Ma consoliamoci con qualcosa di più allegro come, ad esempio, i versi di Gabriele D'Annunzio che, "casanova" impenitente, paragonava le fragole alle carnose labbra delle donne: "quel bel riso di denti bianchi tra due labbra rosse e fresche come fragole a maggio...".


Le fragole hanno anche delle proprietà medicinali capaci di alleviare diversi malanni.

Il frutto, oltre ad essere gradevole per il sapore e profumo, (quando non è coltivato sotto plastica o concimato con prodotti che lo trasformano in un bubbone rossastro, acquoso senza sapore), è diuretico, astringente, depurativo e tonico.


Inoltre hanno una grandissima quantità di fibra e di vitamina C: pensate che hanno perfino più vitamina C degli agrumi, e che bastano appena 8 fragole di media grandezza per assicurarsi il 160% della vitamina C di cui il nostro corpo ha bisogno ogni giorno! Infatti il loro contenuto per ogni 100 g di prodotto è di 54 mg, mentre quello di arance e limoni è di 50mg!

E, dulcis in fundo, essendo povere di grassi e costituite per il 90% d’acqua sono consigliate nelle diete dimagranti: 100 g di fragole contengono solo 30 calorie!


Sono anche delle ottime alleate della bellezza: aiutano a drenare i liquidi grazie al discreto contenuto di potassio; e rendeno più bella la pelle per la presenza di enzimi che attivano il metabolismo dei grassi facilitando la funzionalità renale e favorendo il ricambio cellulare!


Mentre le foglie e la radice guariscono piaghe e ulcere e riducono le abrasioni: e il loro infuso è anche un ottimo tè rinfrescante e gradevole.


Insomma, le fragole sono una vera meraviglia!


Anche in cucina, per preparare ad esempio, questo risotto






Ingredienti per 4 persone:


320 g di riso
1 scalogno
1 bicchiere di spumante o vino bianco secco
brodo vegetale
40 g di burro
300 g di fragole
50 g di robiola
50 g di parmigiano






In una casseruola rosolate lo scalogno tagliato a pezzettini con 20 g di burro, aggiungeteci il riso e fatelo tostare leggermente. Bagnate con lo spumante o con il vino, quindi portate a cottura il riso con il brodo necessario (se non si ha del brodo vegetale si può usare di dado).
Intanto in un tegame sciogliete il burro restante, aggiungete le fragole che avrete prima tagliato a pezzi, lasciandone alcune da parte
Cuocere finché il riso non avrà la consistenza di una crema. Quando il riso sarà quasi cotto, unite la salsa di fragole, il parmigiano, la robiola e mantecate bene: ma ricordate che servendolo deve esssere morbido, cioé deve "fare l'onda".
Ornate con alcune fragole e servite con lo stesso spumante o prosecco utilizzato per cucinarlo, ma ben fresco.
E poi degustatelo piano piano, e vedrete che sentirete la primavera in bocca!

3 commenti:

Anónimo de Castilla ha detto...

Amiga mia, pruebe a comerse las fresas partidas por la mitad y sólo con limón y azucar.
Ya me contará.
Un abrazo

Moe de Triana ha detto...

Enorme receta, tiene buena pinta miarma, a ver si me compro unas fresitas aquí en el mercao y le mete mano al asunto, prevía traducción de la receta, a ve si llamo a alguien que controle el italianini, porque sino me veo comiéndome las fresas con nata.

¡Un saludasso Marina!

LA CUOCA ITAGNOLA ha detto...

Ya lo se Anonimo castellano que estan buonisimas con limòn y azucar, pero cuando las fresas empiezan a ponerse "pachuchas" es mejor emplearlas en la cocina.

Moe, la traducciòn te la mando a tu blò esta tarde. un abrazo.