domenica 4 maggio 2008

L'UOVO DELL'ASCENSIONE


Avete una bella gallina nera come questa?

Sì? Beh, allora tenetevela come fosse d'oro zecchino perché oggi, Festa dell'Ascensione, potrebbe diventare per voi una sorta di "gallina delle uova d'oro!
Ora ve lo spiego.


La tradizione vuole che il primo uovo che la vostra gallina nera depone durante il giorno dell'Ascensione, e cioè dalla mezzanotte appena trascorsa e per tutte le 24 ore di oggi, sia un uovo magico, chiamato UOVO DELL'ASCENSIONE!





Uovo che può essere bianco oppure ocra, il colore è indifferente: i suoi magici poteri non dipendono infatti dalla tonalità della sua buccia.


Ma è importante invece che sia stato deposto proprio nelle 24 ore della Festa dell'Ascensione, che è una festività dalla data mobile che celebra la salita al cielo del Cristo avvenuta, secondo gli Atti degli Apostoli, nel quarantesimo giorno dalla Pasqua, ma che da anni la Chiesa ha stabilito che si celebri la domenica dopo.

Fate i calcoli anche voi: quest'anno la Pasqua è stata il 23 marzo, aggiungete 40 giorni e arriviamo al 2 maggio. E la domenica successiva e proprio oggi 4 maggio.



E dopo questi calcoli torniamo al nostro uovo magico deposto oggi dalla gallina nera.




Ebbene, la tradizione vuole che il cosiddetto Uovo dell'Ascensione compia i seguenti prodigi:


- se viene esposto al temporale scongiurerebbe la grandine;

- se lo si scalda al fuoco, trasuda un liquido che guarirebbe i neonati affetti da tare congenite;


- se viene collocato ai piedi di un albero raccoglierebbe intorno a sé le formiche che lo infestavano;


- se si segna la fronte di un ma­lato con l'Uovo, lo si potrebbe guarire...




Perciò, da un malato proprio moribondo si diceva una volta in campagna, che "Non lo camperebbe né l'Uovo dell'Ascensione".


Ma non finiscono qui le credenze popolari sulla Festa dell'Ascensione perché la si riteneva proprio un giorno magico durante il quale tutta la natura si fermava, perché segnato da un collegamento diretto tra cielo e terra, tra in­visibile e visibile: "Il giorno dell'Ascensione non si muove nean­che il pulcino nell'uovo" dice infatti un proverbio.

Perciò una volta tutti dovevano astenersi dal lavoro, persino dalle mi­nime incombenze perché, come dicevano i romagnoli, "Chi va 't l'ort par l'Assansion u rim­péss la chiesa ad furmigon", cioé "chi va nell'orto per l'Ascen­sione riempie la casa di formiconi".


Era considerato anche un giorno propizio alle guarigioni dei mali cronici.

In Sicilia, a mezzanotte, i malati di gozzo addentavano la corteccia del pesco per far sparire la loro protuberanza.

E, sempre a mezzanotte, i le persone con malattie della pelle si tuffavano nel mare dove, secondo una credenza, l'acqua diventata miracolosamente dolce sanava le infermità.

E altrettanto facevano i pastori e i contadini con le loro bestie per guarirle o preservarle da malattie.

Anche l'acqua dolce, posta all'aria aperta durante la notte dell'Ascensione, acquiste­rebbe virtù miracolose così come la rugiada.

Nella notte si facevano anche delle crocette che si attaccavano come talismani agli usci; e a Catania s'infilavano in uno spago mentre si appendevano alle porte certi fiori di maggio, detti maju, perché "l'angelo della notte" li benedicesse passando.

Siccome la festa cade prevalentemente in maggio, è chiaro come la maggior parte di queste credenze siano un ulteriore esempio del processo di cristianizzazione di riti pagani presenti in tante festività (San Giovanni, La Epifania,ecc.)

Ah, e una volta sempre in Sicilia, la mattina dell'Ascensione, si andava in campagna a mangiare per devozione le gelse bianche, tant'è vero che l'Ascensione era detta popolarmente Scèusa, la gelsa in dialetto palermitano.

Ma la Festa dell'Ascensione è anche in campagna un giorno che segna cambiamenti climatici, come ci ricordano alcuni proverbi.



"Fino all'Ascensione non lasciare il tuo giubbone", e soprattutto l'impermeabile perché potrebbe piovere: se ciò accade, ahinoi! perché si sa che "se piove il giorno dell'Ascensione ogni cosa va in perdizione!"

Nel senso che soprattutto il grano, che già ha fatto la spiga, si può danneggiare: "Se piove per l'Ascensa metti un pane di meno nella mensa", affermano infatti i veneti; soprattutto perché sanno che la pioggia potrebbe continuare: "Se piove per l'Ascensione piove quaranta giorni buoni"!


Ma qui a Santa Marinella la giornata è splendida, quasi estiva, sicché me ne vado al mare!

Cari saluti a tutti e buona Festa dell'Ascensione.

Ah, e fatemi sapere se la vostra gallina nera ha deposto l'uovo magico!!!

6 commenti:

unika ha detto...

è stato bello leggere queste credenze....non le conoscevo per niente;-)
Annamaria
http://ipiaceridellavita.myblog.it

marcella candido cianchetti ha detto...

che bello ed interessante conoscere credenze della spagna ,infondo siamo cugini anche x ci accomuna la lingua neolatina, x nel bene e nel male hanno transitato comandato rubato arricchito il sud italia ,infatti la via principale di napoli che adesso chiamano roma,ma un napoletano doc chiamerà via toledo ecc,,,, e poi vecchie ricette pasquali siciliane aragonesi .... buon inizio di settimana con buon uovo

Moe de Triana ha detto...

¡Que buenos güevo miarma!

Te los voy a cogé del bló pa hacé una tortillita de papa con su chorissito y su sebollita que no vea te vea...

¡Un saludasso!

marcella candido cianchetti ha detto...

buona giornata smac@@@@@@@@@@@@@

Ciboulette ha detto...

che articolo interessante Marina!!!!

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie a tutti. Io amo le tradizioni popolari dei Paesi perché sono quelle che fanno la loro diversità e allo stesso tempo,a volte, si trovano fra di loro identiche radici.

Y tu Moe, cuando hagas la tortillita guardame un pedacito pa cuando vaya.

Un abrazo,
marina