giovedì 1 maggio 2008

BEN VENGA MAGGIO!!!

E sì: "ben venga maggio", con il suo carico di fiori e i versi del Poliziano




(fiori nel mio giardino oggi, 1° maggio)

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Ben venga maggio
E 'l gonfalon selvaggio:

Ben venga primavera
che vuol l'uom s'innamori.
E voi, donzelle, a schiera
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori
vi fate belle il maggio,

venite alla frescura
delli verdi arbuscelli.
Ogni bella è sicura
fra tanti damigelli;
ché le fiere e gli uccelli
ardon d'amore il maggio.

Chi è giovane e bella
deh non sie punto acerba,
ché non si rinnovella
l'età, come fa l'erba:
nessuna stia superba
all'amadore il maggio.

Ciascuna balli e canti
di questa schiera nostra.
Ecco che i dolci amanti
van per voi, belle, in giostra:
qual dura a lor si mostra
farà sfiorire il maggio.

Per prender le donzelle
si son gli amati armati.
Arrendetevi, belle,
a' vostri innamorati;
rendete e' cuor furati,
non fate guerra il maggio.

Chi l'altrui core invola
ad altrui doni el core.
Ma chi è quel vola?
E' l'angiolel d'amore
che viene a fare onore
con voi, donzelle, al maggio.

Amor ne vien ridendo
con rose e gigli in testa,
e vien di voi caendo.
Fategli, o belle, festa.
Qual sarà la più presta
a dargli e' fior del maggio?

- Ben venga il peregrino!
Amor, che ne comandi?
-Che al suo amante il crino
ogni bella ingrillandi;
ché le zitelle e grandi
s'innamoran di maggio
.
Così cantavano una volta i ragazzi, nel Rinascimento, al Calendimaggio, il 1° maggio, le lodi del Maggio, il Gonfalon o albero fiorito simbolo della primavera, della fecondità della terra.
Il Maggio come "gonfalon selvaggio" era adornato con fiori e nastri multi­colori e caricato sulla cima di arance e doni che si erano raccolti durante la questua accompagnata da canti di cui abbiamo ancora tante testimonianze in alcuni luoghi dell'Italia, specialmente in Toscana, Emilia Romagna e Umbria.
Un'altra usanza tipica del Calendimaggio era una volta anche il Maggio drammatico: uno spettacolo teatrale a tema tragico, imperniato di solito sulla lotta tra due eserciti rivali, il cristiano e il saraceno o turco, in realtà una sorta di storicizzazione della lotta fra Primavera e Inverno.
E anche la canzone del Poliziano veniva interpretata come uno spettacolo teatrale, poiché presupponeva un corteo che, procedendo per le vie con i gli alberi fioriti, i Maggi, accompagnava un carro addobbato su cui troneggiava il Sir d'Amore nelle sembianze di un nume alato, come fosse Cupido.
Il coro, composto da giovani donne, so­stava sulle piazze cantando appunto "Ben venga maggio".

Accanto alle fanciulle camminavano bei giovani armati e a cavallo, pronti per disputare la successiva giostra.
Per questo motivo il coro femminile motteggiava: "Per prender le donzelle/ Si son gli amanti armati./Arrendetevi, belle, A' vostri innamorati".
Poi, rivolgendosi al Sir d'Amore , cioè il "peregrino" giunto dall'inverno alla bella sta­gione, gli domandavano: "Amor, che ne comandi?".
E Amore, dal suo trono floreale, rispondeva: "Che al suo amante il crino/Ogni bella ingrillandi;/Ché le zitelle e' grandi/S'innamoran di maggio".
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..."ché le zitelle e grandi s'innamoran di maggio.!", scrive il Poliziano...
Ah, trovarlo, trovarlo, di nuovo il vero amore!!!
Anche in un altro mese: tutto l'anno va bene, non credete?
Insomma, amici bloggeristi, sono proprio una romanticona inguaribile.
Ma anche senza l'amore, e prima di andare a fare una passeggiata sul mare di Santa Marinella che oggi è piatto piatto e argentato, sono contenta dell'arrivo del mese dei fiori:
"Ben venga maggio! dunque.
E maggio l'è venuto!", come dicevano i canti di questua toscani.

3 commenti:

marcella candido cianchetti ha detto...

grazie per avermi fatto ritornare ai miei anni scolastici con il melodioso poliziano, qui si festeggia il cantamaggio,anche se la tradizione si stà perdendo che peccato perdere le radici agricole ,complimenti x i tuoi coloratissi fiori buon 1 maggio ,una carezza a carlito smsc@@@@@@@@@@

caravaggio ha detto...

buon fine settimana

Dama ha detto...

Si echas de menos tu tierra, en mi salón tienes una silla siempre disponible.

Un abrazo.