sabato 17 maggio 2008

ALFREDO CATTABIANI: "ASSENZA PIU' ACUTA PRESENZA..."

Alla memoria di mio marito nel quinto anniversario della sua morte .



(Alfredo Cattabiani:l'ultima volta sul mare di Santa Marinella)




Assenza,
più acuta presenza.
Vago pensier di te
vaghi ricordi
Turbano l'ora calma
e il dolce sole.
Dolente il petto
ti porta,
come
una pietra
leggera.



(Attilio Bertolucci)


Quella "pietra" dei versi di Attilio Bertolucci, amore mio, è ancora molto pesante: sono passati cinque anni dalla tua "assenza" e la tua "presenza" è tanto acuta...
Non ho imparato la tua lezione di saper prendere la vita con leggerezza, con lievità, come ti piaceva dirmi recitando, con la tua splendida voce, quei pochi versi di Ugo Von Hofsmanthal:


"Con lieve cuore,
con lievi mani,
la vita prendere,
la vita lasciare"...

Versi che mi recitasti la prima volta che mi hai baciato; versi che sono scritti sul luogo dove ho deposto le tue ceneri. Dove tu volevi stare.



Ma si che ho imparato grazie al tuo infinito amore, immenso fino all’ultimo, fino a quella terribile domenica 18 maggio 2003, che è necessario vivere cercando l'essenzialità delle cose.



Perciò il tuo fiore più amato era la rosa: "perché la rosa", mi ripetevi guardando quelle del nostro giardino - come queste che ho raccolto oggi per te - e che non mancavano mai nel tuo studio, "è anche simbolo di tutto ciò che è leggero, impermanente, lieve...".




Alla rosa avevi dedicato il primo e più bel capitolo del tuo libro sui miti e simboli delle piante, il
"Florario" .







La rosa, scrivevi, è simbolo dell'essenziale, e perciò Gertrude Stein volle sulla sua tomba parigina questa frase:
"una rosa, è una rosa, è una rosa..."

Alfredo, grazie: per gli anni che siamo stati felici; per le nostre risate; per le nostre discussioni; per tutto ciò che mi hai trasmesso; per aver condiviso con me la tua immensa cultura; per la tua generosità; per la stima che avevi per me; per i nostri progetti - tanti rimasti incompiuti; per avermi chiesto quando il nostro amore era appena sbocciato, "vuoi che invecchiamo insieme?"...

Grazie per avermi amato.






14 commenti:

luana ha detto...

ciao Marina,mi unisco a te in questo momento di ricordo visto che anche la mia mamma se n'è andata...sono passate tre settimane oggi e io ancora non riesco a dare un senso a tutto ciò...sai,anche a lei piacevano le rose...Ti abbraccio forte Ciao luana

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie Luana, anche mia madre come sai se ne andata ormai sei mesi fa e ancira non mi sono abiatuata all'idea; inoltre la sua morte ha aumentato il vuto per l'assenza di mio marito...Con lei se ne è andato il passato, con lui il futuro: mi è rimasto soltato il presente.
Ti abbraccio anch'io.

Monique ha detto...

ciao, ti leggo spesso ma forse non ho mai scritto.oggi lo faccio per dirti che ti ammiro moltissimo.io sono molto spaventata all'idea della perdita delle persone care,mentre leggo nelle tue parole tanta serenità, anche con il giusto dolore.le rileggerò spesso.
un abbraccio sincero

luana ha detto...

già,il presente ora è il mio babbo che è rimasto solo a 150 km da me,non si da pace per aver perso la sua"piccola",sente l'età che diventa sempre più pesante(80anni) e al telefono la sua voce è spesso rotta dall'emozione del ricordo...Marina ti dicevo che avevo paura del fatto che la mia mamma non mi riconoscesse più, ma ora dico sinceramente che avrei preferito accudirla almeno un pò e invece...non ho avuto il tempo.
Sei una donna in gamba,il tuo presente sarà come i fiori amati da tuo marito:roseo...Ciao e grazie Luana

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie a te cara Luana, so quel che stai provando e mi dispiace per tuo padre che senza dubbio ha la peggior parte: rimanare soli a 80 anni dopo tutta una vita insieme deve essere per lui terribile!
Quanto al mio presente non lo vedo così roseo... Non riesco ad abituarmi all'idea di vivere senza amore: quando si ha amato tanto, e si ha ricevuto tanto amore, diventa insoportabile la mancanza.

Ciboulette ha detto...

Marina,
un cosi grande amore merita di essere ricordato ogni giorno come fai tu....
Io ti auguro con tutto il cuore che il presente ti regali tanta serenita' e tante piccole gioie che possono rendere la vita lieve e degna di essere vissuta con speranza....
Un abbraccio, Elvira

fiordisale ha detto...

Non esistono parole a colmare certi buchi nell'anima. i sono dolori che hanno bisogno di tempo, tanto tempo per poterli metabolizzare o semplicemente accettare. Oggi tu ci sei e porti in giro tutti i giorni la testimonianza del vostro Amore.
Pensa a quanti poveracci non avranno mai il tuo privilegio di provare il più alto e il più nobile dei sentimenti?!
Sii serena e pensa che quando si ama, quando si è stati molto amati, non si rimarrà soli mai.
un bacio grandissimo e un caldo abbraccio, di quelli giusti, da far star bene :O)

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie Fiordisale, grazie Elvira, a tutte: fa bene al cuore sapere che ci sono persone come voi che riescono a capire il dolore, l'amore, i sentimenti... Un abbraccio

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie Fiordisale, grazie Elvira, a tutte: fa bene al cuore sapere che ci sono persone come voi che riescono a capire il dolore, l'amore, i sentimenti... Un abbraccio

Piero Sampiero ha detto...

Gentile Signora,sarà una coincidenza, ma proprio in questi giorni andavo con la mente al pensiero di Alfredo Cattabiani, al suo notevole contributo culturale e spirituale alla società del nostro tempo, con la proposizione di punti di riferimento antichi e permanenti, che aiutano ad affrontare i dilemmi dell'esistenza.
Non ho avuto la fortuna di conoscere direttamente Alfredo, ma credo che questo conti relativamente. In realtà tra noi c'è stata una lunga frequentazione fin dall'epoca dell'Università, nel clima torbido e confuso, truffaldino e violento del sessantotto, quando appartenendo ad una minoranza non conformista traevo energia dagl'insegnamenti e dalle indicazioni di Cattabiani, "il grillo parlante".
Nonostante alcuni anni d'età ci separassero, l'ho sempre considerato un amico ideale e fraterno. E tuttora, rimane vivo nel mio cuore il lascito di saggezza ed equilibrio, di libertà d'opinione auentica ed aspirazione all'assoluto, come se fosse ancora tra noi.
Alfredo è stato definito, con intento critico, un'esteta; ma io penso che in quest'appellativo sia racchiuso un mondo variopinto, pieno di poesia, acuta sensibilità e delicata umanità e, soprattutto, ricco di anticonformismo ed eleganza intellettuale, difficile da eguagliare ai nostri giorni, in cui le teste pensanti hanno ormai portato il cervello all'ammasso, in nome dei quattrini e di qualche inutile citazione,all'interno della corporazione giornalistica.
Una persona esemplare: questo è per me Alfredo Cattabiani.
Un cordiale abbraccio ed i migliori auguri per il suo blog, che mi pare rappresenti molto di più del titolo, autoironico ed ammiccante, con i suoi contenuti lievi e profondi, come sarebbe piaciuto a lui.

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie, Piero: per le parole su mio marito e perché ha capito il senso del mio blog.
cari saluti,
Marina

Alberto ha detto...

Salve Marina, ho scovato solo oggi il suo blog, attraverso questo ricordo di Alfredo Cattabiani. Le faccio i miei complimenti. A presto. Alberto Lombardo

rodolfo ha detto...

"Con lieve cuore,
con lievi mani,
la vita prendere,
la vita lasciare"...
Stavo cercando chi fosse l'autore di questi versi che sapevo, insegnatemi da qualcuno, mai letti, ma che hanno ispirato la mia esistenza. Mi sono imbattuto in questo blog ed ho ricordato alcune serate d'estate al lume di candela sull'isola bisentina io adolescente, invitato alla memoria e agli insegnamenti di Alfredo che narrava assorto di architettura, d’iconografia, di storie di vita, ascoltavo, ma talvolta complice la tenebra fisica e mentale mi distraevo, dopo anni, però ho forte il ricordo di quelle conversazioni, per me lezioni. Tante volte ho stupito riferendo quelle storie di frati boriosi che bisticciavano con architetti di papi e figli illegittimi.
Tre quattro serate mi hanno dato quanto il liceo mi hanno fatto capire un mondo, uno stile, con Lei Marina che parlava della spagna di cucina e Giovanni del Drago di America e di Wright ed io non ho mai ringraziato per quelle lezioni, lo faccio oggi con tristezza scoprendo anche la morte, l’irripetibilità di quei momenti, che mi creda mi hanno profondamente cambiato.
Rodolfo Perosillo

La cuoca itagnola ha detto...

caro Rodolfo, sono contenta che questo mio piccolo angolo telematico sia servito per farti ricordare quei giorni felici nella fiabesca Isola Bisentina che anch'io non dimenticherò mai. Purtroppo Alfredo è morto troppo presto però rimane nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato.
E ora una curiosità personale: come mai ti rovavi allora in quell'isola beata; e cosa fai nella vita e dove abiti?