venerdì 25 aprile 2008

UNA ROSA E' UNA ROSA E' UNA ROSA...

Oggi, 25 aprile, è la festa di San Marco, il patrono di Venezia.



(una rosa appena colta nel mio giardinetto di Santa Marinella)



In tanto auguri a tutti coloro che portano questo maschile nome che significa "maschio consacrato a Marte.

Insomma una sorta di guerriero che poco si adatta alla usanza che proprio il giorno della festa in onore del suo santo patrono c'è a Venezia: la tradizione del " bocolo", cioè il bocciolo di rosa che i fidanzati offrono alla propria fidanzata in ricordo di una leggenda, tristissima e romantichissima, che ora vi racconterò.



"Si narra che ai tempi di Carlo Magno, la figlia del nobile veneziano Orso Partecipazio, di nome Maria ma soprannominata Vulcana, si era innamorata di Tancredi, un giovane trovatore.

Ma Maria sapeva bene che il superbo padre non avrebbe mai accettato quel matrimonio se il pretendente non fosse diventato perlomeno un cavaliere illustre.
La ragazza pregò allora il giovane di andare alla corte di Carlo Magno per combattere i Mori. Quando fosse tornato coperto di gloria il padre non avrebbe più potuto rifiutarlo.

Tancredi partì diventando uno dei paladini più coraggiosi.
Ma un giorno una schiera di cavalieri franchi, guidata da Orlando in persona, arrivò a Venezia. Venivano ad annunciare a Maria la morte eroica del fidanzato.
Prima di morire però, raccontarono alla ragazza, qualche goccia del suo sangue era caduta su un roseto e il giovane ne aveva staccato un ramoscello fiorito pregando Orlando di portarlo alla sua fidanzata.

Maria , disperata, accettò quel fiore ma il giorno seguente i genitori la trovarono MORTA con la ROSA stretta al cuore".

E perciò, come segno del loro amore, da quel giorno gli innamorati veneziani offrono una rosa alle loro "morose".

Una volta oltre alla bella usanza del "bocolo" il giorno di San Marco si festeggiava a Venezia con splendide cerimonie cui partecipava il Doge.
Oggi è rimasto ben poco di quella magnificenza ma per fortuna perdura la romantica tradizione del bocciolo di rosa.

Rosa che è stata anche offerta alle donne in tutta la Catalogna il giorno del loro santo patrono, San Giorgio, il 23 aprile scorso, che è anche il patrono della bella Ferrara.

In questo caso, la rosa ricorderebbe un'altra leggenda, secondo la quale, quando san Giorgio ammazzò il drago per salvare la principessa, dal sangue versato sarebbe nato un roseto.

Ma la tradizione vuole anche che la donna ricambi il dono regalando un libro all'uomo che le ha offerto la rosa.
Quel giorno è diventato infatti da decenni "La Giornata mondiale del libro", perché il 23 aprile morirono Cervantes e anche Shakespeare, e dunque coincidono le due feste.

Ma io mi domando: è possibile che anche in una così bella usanza come è quella di festeggiare il libro, si deve far distinzione fra l'uomo e la donna? Insomma, cosa vuol dire, che gli uomini leggono e le donne si accontentano di un fiore? Eppure si sa , lo dicono le statistiche, che noi donne leggiamo molto di più!

Ma, a parte queste mie considerazioni femministiche - lo so, sono incorreggibile, ma mettete nei miei panni, cresciuta nel profondo sud della Spagna unica femmina in mezzo a quattro fratelli - a parte questo, dicevo, ricevere una rosa è sempre una cosa bella.

E tornando alle nostre due festività, la realtà è che, come nel Gioco dell'oca, nel calendario del mese di aprile ma anche di tutta la primavera si va avanti "di Santo in Santo e di rosa in rosa"...

Rosa che sarà infatti anche la protagonista indiscussa delle feste del mese che si avvicina, maggio!

Ne parleremo.

D'altronde, come scriveva Gertrude Stein: "una rosa è una rosa è una rosa...".

4 commenti:

gazpacho con arepa ha detto...

mamma mia, non so cosa dirti... acabo de entrar aquí y no he visto nada igual: un blog de una sevillana en italiano con música de fondo de los Romeros de la Puebla. Non ci posso credere! COMPLIMENTI, italiana di Siviglia y olé!!!

marcella candido cianchetti ha detto...

non sapevo nulla della tradizione veneziana del bocolo ecc..... mi ritengo festeggiata anche io chiamandomi marcella da marco come si chiamava mio padre morto prematuramente buona giornata

La cuoca itagnola ha detto...

Ciao "gazpacho con arepa", por cierto que tal sabe esta mezcla? Me alegro de saber que uno que tambièn ha probado lo que significa estar lejos de las propias raices significa, porque sabìa de tu existencia a travès de Moe y de aguaò.
Esto del mundo blogger es estupendo, no te parece?
Bueno gracias por tus palabras y aqui me tienes, em cocina itagnola: oye, sabes muy bien el italiano. Porquè?

Marcella, allora tanti auguri per il tuo onomastico, tanto è passato solatnto un giorno. bacione e...una rosa, naturalmente!

caravaggio ha detto...

grazie e buona giornata