martedì 8 aprile 2008

LA FERIA DE ABRIL DE SEVILLA E' COMINCIATA!

Ed è cominciata ieri notte, come vi avevo accennato, con un rito gastromico: una cena collettiva a base di una colossale mangiata di fritto misto di pesce; e perciò la notte del lunedì al martedì si chiama a Siviglia "la noche del pescaito frito"!

Pescaito frito che si acquista nelle tante friggitorie sivigliane, avvolto nella carta assorbente, quella del fruttivendolo, e che è squisito: croccante, asciutto, saporito... Come soltanto in Andalusia si sa friggere.
Oppure viene fritto direttamente all'interno delle casetas, centinaia di casette artificiali costruite per l'occasione: la Feria de abril di Siviglia è infatti il trionfo dell'effimero!


In quelle "casetas" coloratissime (come nella foto), dove praticamente i sivigliani "veraci" vivono durante i sette giorni al'incirca che dura la Feria, questa notte scorsa, insieme con il "pescaito frito" si è bevuta la tipica manzanilla, oppure il fino, ambedue caratteristici vini dell'Andalusia per l'aperitivo, bianchi secchi, molto profumati, dorati come il sole, simili per certi versi allo sherry, ma più leggeri e che vanno giù come l'acqua.
La "morte sua", della manzanilla, (o del fino) è però con il prosciutto, lo squisito jamòn iberico de pata negra, cosiddetto perché prodotto con i maiali "neri" della Sierra andalusa di Huelva.
D'altronde, anche il Jamòn iberico, è uno dei tanti cibi tipici delle lunghe
giornate della Feria de Siviglia durante i quali, come vi avevo detto, si balla si mangia si beve si balla si mangia si beve...


Ne parleremo ancora.


Ora voglio soltanto aggiungere che ieri notte la Feria di abril di Siviglia è iniziata però ufficialmente a mezzanotte in punto, con il cosiddetto "Alumbrado", e cioè la accensione delle migliaia di lampadine (pare circa 350.000 mila) celate all'interno di palloncini veneziani di carta colorata -dette "farolillos" - che ornano le strade del recinto dove si svolge la festa, chiamato il "Real de la Feria".



Ma soprattutto è avvenuta la illuminazione e dunque l'inaugurazione della Portada, la gigantesca Porta, che cambia ogni anno, da dove si entra in quella effimera città di legno, carta, stoffe colorate, che costituisce la celeberrima Festa di primavera di Siviglia.
Una città finta, creata soltanto per il divertimento, che fra una settimana sarà sparita.
Una città con le sue strade rettilinee e incrociate ad angolo retto, come il cardo e il decumano di quei Romani che costruirono le mura di Siviglia e che chiamarono Betica l'Andalusia.
Strade finte ai lati delle quali s'allineano le case finte.
Strade che portano anche nomi di famosi cantaores, bailaores o chitarristi del flamenco, oppure di toreri o di sivigliani illustri.
Strade che di giorno e di notte, durante questa settimana, saranno popolate da migliaia di sivigliani, di turisti, di forestieri.
E tutti, specialmente i sivigliani, passeranno questi giorni, mangiando, bevendo, ballando, mangiando, bevendo, ballando...

Su cosa si mangia e si beve approfondirò prossimamente, dandovi anche qualche ricetta.
Ma cosa si balla nella Feria de abril de Sevilla?

Naturalmente la danza di Siviglia: le sevillanas! Una danza allegra, divertente, che a Siviglia s'impara fin da piccolissimi.

Una danza che non è flamenco, come molti italiani credono, bensì una danza afflamencata del folclore andaluso propria delle feste popolari.
Una danza di corteggiamento che si balla a coppie; nata quando la danza era l'unica forma di corteggiare una donna senza il divieto dei genitori; una danza fatta di sguardi, sorrisi, leggere carezze...
Una danza che tutti ballano a Siviglia, bambini, ragazzi, donne, uomini, anziani.
Una danza che contagia tutti con il suo ritmo.
Quello che ascoltate proprio ora.
Viva Sevilla y olé!!!

5 commenti:

marcella candido cianchetti ha detto...

che bella festa buona giornata

Anonimo ha detto...

piacevole sentire questa simpatica musica e conoscere questa festa.Ciao e buona giornata!
sei brava nel blog anche senza l'aiuto di Ciccio che ha abbandomato il suo
Salutoni telematici
Letizia

Ciboulette ha detto...

Che bello che si malli, cosi si smaltisce il "pescato frito"!!
Che festa "casinara" deve essere!!Ma divertente!!!

Moe de Triana ha detto...

Hija mía que habilidá pa encontrar fotos de platos típicos...

Esa foto del plato de pijotas, con las puntillitas y los pimientos ppr lo arto es pa un cartel, y ya si nos fijamos bien ahí tenemos a la tortilla de camarones más sóla que la una, pobrecilla joé...

Aquí andamos miarma, viendo llover, ayer me animé y fué al Real, me lo pasé de arte, pero el frío, el viento y la lluvía lo deslucen todo, una pena, ahora, que como te digo una cosa te digo la otra, en cuanto el sol asome por encimita de la portá, el ambiente que se va a generar puede ser histórico...

Seguiremos informando.

Un saludasso miarma.

La cuoca itagnola ha detto...

Ebbene sì, ciboulette-Elvira2 (perché Elvira1 è la mia carissima amica di Santa Marinella), la feria di Siviglia è una festa proprio "casinara": peccato che, come mi comunica qui sopra l'amico sivigliano Moe de Triana stia piovendo in questi due primi giorni! Speriamo bene per gli altri 4 giorni che ancora ci sono: sebbene all'interno delle "casetas" si possa ballare e mangiare e bere non è lo stesso, anche perchè i bei vestiti dei volants si bagnano e poi fa freddo.

"Aprile, acqua mille", afferma però il proverbio...
Vi terrò informati.

Letizia, come si dice "necessità fa l'uomo saggio" e così, durante l'assenza di Ciccio ho dovuto imparare da sola alcuni trucchetti telematici. Ma ancora ho tanto da "studiare".
Baci a tutti.

Y tu Moe de Triana, informame de como van las cosas por esos andurriales del Real y asì se lo puédo contar a mis blogge italianos. Un abrazo,
Marina