martedì 1 aprile 2008

IL PESCE D'APRILE NON ESISTE IN SPAGNA MA...

Ecco, da me in Spagna non esiste la tradizione del PESCE D'APRILE: gli scherzi "ufficiali" si fanno il 28 dicembre, detto "EL DIA DE LOS SANTOS INOCENTES", naturalmente gli "innocenti" sono i creduloni che ci cascano (quando arriverà il momento vi spiegherò l'origine di questa usanza).


(Foto del "Pesce di guerra" di Elvira De Vico, che non è un pesce d'aprile)


Ma gli scherzi sono più o meno gli stessi, soprattutto quello di mandare in giro la gente a fare cose assurde o ad appuntamenti inesistenti:

Come quelli che di solito faccio alla mia ingenua e credulona figlia Clara, la quale, essendo anche lei "itagnola" (padre italiano e madre me medesima) ci casca sia il 1° aprile che il 28 dicembre.


Uno rimasto memorabile nella mia storia degli scherzi abbastanza malvagi verso la "carne della mia carne" (lei infatti mi dice dopo "mamma, ma sei sicura che mi vuoi bene?...) l'ho raccontato oggi nel blog dell'amica Miti Vigliero , che ha anche raccontato a sua volta nel passato l'origine di questa tradizione perversa.

Io però voglio inserire qui anche il capitoletto che il mio amatissimo e compianto marito, lo scrittore Alfredo Cattabiani, che era studioso di tradizioni popolari, di agiografia e di storia delle religioni, oltre che l'amore della mia vita, dedicò al "Pesce d'aprile" in uno dei suoi bellissimi libri: LUNARIO (Mondadori), che io saccheggio continuamente per i miei programmi radiofonici.



(Ultima foto di mio marito sul mare di Santa Marinella quando "navigava a vista", come diceva lui, che conosceva e accettava la sua fine prossima)


Eccolo:

"Il pesce d'aprile

Giorno dedicato agli scherzi, il primo di aprile continua a mietere vittime fra i creduloni. Molti proverbi lo ricordano: " E' prem de' d'abril/ totti agli öch al va in zir" ammoniscono i romagnoli: ovvero " Il primo giorno di aprile tutte le oche, i creduloni, vanno in giro". Pesce d'aprile si è chiamata questa usanza che consiste nel mandare in giro distratti e ingenui facendo loro cercare cose o personaggi che non potranno mai trovare.

Chi ha subito uno scherzo si consolerà pensando che l'esercito dei creduloni è sterminato. Risalirebbe addirittura all'inizio del mondo, come racconta una leggenda secondo la quale la creazione terminò il primo aprile.

In quel giorno il Signore, sistemate tutte le cose, se ne tornò in cielo. I primi uomini erano come storditi; non sapevano da dove cominciare: si misero a cer­car cibo e un riparo per la notte in una confusione aggravata dai più in­capaci che intralciavano il lavoro degli altri. Per liberarsene e poter lavorare più tranquillamente i più scaltri li inviarono lontano a prendere cose inesistenti. Da quella volta sarebbe nata l'usanza di mandare i cre­duloni in giro per le vie facendo loro cercare cose o personaggi che non potranno mai trovare.


Un'altra leggenda sostiene che il primo di aprile ricorderebbe il giorno in cui Noè mandò per la prima volta fuori dell'arca la colomba che girò inutilmente sulla distesa delle acque senza trovare nemmeno un pezzetto di terra emersa.


Pare che quest'usanza sia documentata per la prima volta in Italia soltanto nel 1875, mentre in Francia la si ritrova certamente fin dal 1655: sicché si pensa che sia nata in quel Paese; dove si narra che il 1° aprile del 1634 il duca Francesco di Lorena, che era prigio­niero di Luigi XIII, riuscì a fuggire dal castello di Nancy attraversando un fiume a nuoto. Qualcuno avrebbe poi commentato che le guar­die erano state beffate da un "pesce". In ogni modo fu a Parigi che gli scherzi per il 1° aprile fiorirono fin dal secolo XVII. Prima della Rivo­luzione un club di burloni organizzava banchetti facendo poi credere agli invitati, giunti al dolce, che era stata servita carne umana.


Con la seconda metà dell'Ottocento anche in Italia si cominciarono ad architettare beffe clamorose: nel 1878 si radunò alle cascine di Firenze una folla immensa per la cremazione di un principe indiano che si rivelò alla fine un immenso pesce di cartapesta.

Una volta si invia­vano i bimbi, specie nei paesini dove potevano muoversi senza pericolo, a comprare "due soldi d'intrattenimento". Il negoziante, che aveva mangiato la foglia, diceva serioso: "Mettiti a sedere e aspetta", facendo attendere il poveretto per una mezzoretta finché lo rimandava a casa a mani vuote.

Oppure s'incollava una moneta sul pavimento della chiesa aspettando che qualcuno cercasse di raccoglierla con fare circospetto. O infine si metteva in bella vista sul marciapiedi un portafoglio collegato a una lenza che permetteva di sottrarlo al malcapitato che si stava chinando.


Gli storici delle tradizioni popolari si sono domandati perché mai gli scherzi si facciano ritualmente in questo giorno. Secondo una prima ipotesi l'usanza sarebbe stata ispirata dalla pesca primaverile che deluderebbe i pescatori perché i pesci sarebbero restii a lasciare i fondali dove si rifugiano d'inverno.

Vi è tuttavia un indizio che ricondurrebbe l'origine dell'usanza addirittura alle feste pasquali. Una volta al giovedì santo ci si divertiva alle spalle degli ingenui mandandoli a destra e manca in una specie di processione carnasciale­sca, di "passione dell'idiota. Da un punto di vista calendariale questo giorno si situa nel periodo primaverile, nel momento di rinnovamento della natura: è anche il primo dei tre giorni che segnano la passione del Cristo, il suo passaggio dalla vita alla morte alla resurrezione, segno della instau­razione di un "tempo nuovo". E ogni periodo di passaggio da un tempo vecchio a uno nuovo è caratterizzato tradizionalmente da comportamenti carnascialeschi. Che quanto sosteniamo non sia del tutto infondato lo può confermare anche l'usanza meridionale di segare la Vecchia al mattino della Domenica di Resurrezione a significare la fine del "tempo vecchio".

Si pensi inoltre che durante un altro periodo di "passaggio", le dodici notti fra il Natale e l'Epifania, cade in Spagna an­cora adesso l'usanza degli scherzi e delle beffe più atroci nel giorno dei Santi Innocenti, residuo delle romane libertà di dicembre. Sic­ché si potrebbe congetturare che la consuetudine degli scherzi sia nata in occasione della periodo pasquale per poi trasferirsi a una data fissa, al 1° aprile: scelto forse perché tradizionalmente era considerato infausto. Si pensava infatti che i nati in questo giorno fossero sfortunati, difficili da allevare, destinati a diventare storpi, a morire precocemente, a non combinare nulla di serio e a vivere infelici. E gli attrezzi costruiti il 1° aprile avrebbero portato disgrazia a chiunque li usasse. Lo scherzo potrebbe essere un tentativo di esorcizzare con una ingenua ritualità popolare questo giorno infausto.


E il pesce? Si sa che era simbolo eminentemente pasquale, del Cristo; sicché carnascialescamente avrebbe simboleg­giato gli scherzi che si ideavano proprio nel periodo in cui si celebrava la Passione e la Resurrezione. E non ci si stupisca del comportamento "irriverente" perché una volta, nel medioevo, si svolgevano nelle chiese, alla fine di dicembre, cerimonie grottesche e carnevalesche: valga per tutte la messa dell'Episcopello che la Chiesa riuscì ad estirpare totalmente soltanto nel XV secolo.


Un'ultima ipotesi: se convenzionalmente la primavera principia con il segno dell'Ariete, in realtà a causa della precessione degli equinozi negli ultimi due millenni è cominciata con il segno dei Pesci, tant'è vero che astrologicamente si diceva che si era nell'era dei Pesci mentre ora stiamo entrando in quella dell'Acquario. Siccome il capodanno contadino e astrologico è sempre caduto all' inizio della primavera, l'usanza dello scherzo al 1° aprile, tipica come altre usanze carnascialesche dei periodi di passaggio dal vecchio anno al nuovo, potrebbe aver assunto il simbolo di questo segno".

4 commenti:

Anonimo ha detto...

FINALMENTE! C'è ALFREDO!Carina la citazione e bella la foto sulle palafitte della nostra Santa Marinella!bello anche il mio pesce finto che fa sempre la sua figura! A presto! ELVIRA

la cuoca itagnola ha detto...

Beh il tuo pesce finto è troppo bello per non proporlo ogni tanto, anzi,mi dovresti scrivere la ricetta così l'inserisco.
Quanto alla foto di Alfredo sul nostro mare sanmarinellese è infatti la più bella che ho di lui degli ultimi mesi, quando ancora sembrava sano e vincitore contro il "mostrocancro"...
Bacione, cara Elvira.

Luana ha detto...

"Vivere nei cuori che lasciamo dietro di noi non è morire."
(T. Campbell)
altre parole sarebbero superflue..un bacio e un abbraccio Luana

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie, cara Luana, soltanto ora ti ho letto. Hai ragione, altre parole sarebebro inutili. Un bacio e buona domenica,
Marina