sabato 5 aprile 2008

IL CONTE NUVOLETTI E' MORTO: VIVA IL CONTE NUVOLETTI!

Il conte Giovanni Nuvoletti Perdomini è deceduto qualche ore fa a 95 anni.

La notizia l'ho letta sul Corriere della Sera (il mio "quotidiano" quotidiano al quale aggiungo secondo i giorni altri per avere pareri diversi) mentre tornavo in treno da Roma a Santa Marinella questa mattina.


Sui particolari vi rimando ai giornali, anche online, ma io voglio aggiungere il mio "granello di sabbia" sulla sua figura a questa grande spiaggia di notizie uscite oggi, perché l'ho conosciuto molti anni fa e devo anch'io affermare che era un gentiluomo come non se ne fanno più, oltre che persona di grande cultura.


Ma era anche un grande conoscitore della cucina italiana: anzi, delle cucine dell'Italia, perché, ad esempio, certamente non è lo stesso la cucina siciliana che la cucina piemontese o quella veneta.

Ed era anche un fedele ascoltarore di Radio-Rai.

Ebbene, correva l'anno 1985 e conducevo il mio primo programma culinario su Radio2, il fortunatissimo "Mangiar cantando", che per tre stagioni consecutive, andava in onda in diretta ogni sabato e domenica per un'ora e mezza, dalle 6 alle 7,30 del mattino! (Io sempre a ore impossibili...).


Senza false modestie, devo ammettere che aveva un successo incredibile, forse perché era la prima volta che una straniera, come me, che allora non ero nemmeno itagnola, ma soltanto una giovane spagnola, percorreva virtualmente tutta l'Italia raccontando di volta in volta la cucina, i cibi, i prodotti e il folclore delle varie regioni italiane.


Allora la radio, specialmente Radio2, era ascoltatissima al mattino prestissimo, con un target(come si dice adesso, con mio orrore!) di persone di età diversissime e di una media culturale ottima; e le lettere dei miei ascoltatori, quelle di carta, con tanto di francobollo, perché internet non c'era ancora da queste parti, arrivavano in Rai talmente numerose che mi venivano consegnate nelle buste nere dell'immondezza! E io le leggevo tutte e tentavo di rispondere, almeno durante la trasmissione.

Un giorno, fra queste lettere, trovai una, che ancora conservo, molto lunga e forbita, scritta in un italiano perfetto, di altri tempi. Era firmata: "Suo ammiratore, Giovanni Nuvoletti Perdomini"!!!

Io, lo confesso, allora non sapevo chi fosse e nemmeno conoscevo l'esistenza della suddetta Accademia Italiana della Cucina alla quale lui, Nuvoletti stesso, che allora ne era il Presidente nazionale, mi invitava a farne parte!

Non vi sto a raccontare quanto mi sono sentita onorata, anche perché allora ero molto giovane. Insomma, per farla breve: entrai nella delegazione romana dell'Accademia dove vi rimassi fino al 2003, quando per motivi miei personali diedi le dimissioni al nuovo presidente che non era più Nuvoletti perché nel frattempo era diventato Presidente dell'Accademia Internazionale di Gastronomia.

Il conte lo conobbi poi durante un convegno di gastronomia e in seguito andai a trovarlo più volte insieme con mio marito ogni volta che andavamo a Venezia, perché lui aveva una villa stupenda a Mestre. E volle persino scrivere la prefazione del mio primo libro di cucina, l'introvabile ormai "La Spagna a tavola" (Newton Compton editori).

Ebbene, quella prima lettera del Conte Nuvoletti la conservo tuttora, così come conservo le decine di cartoline che ci inviava dai suoi luoghi di vacanza abituali, sempre cordiali, gentili, con un garbo da vero gentiluomo. E il telegramma che mi mandò quando morì mio marito e del quale lui diceva di aver letto tutti i libri.


E a questo punto, voi forse vi domanderete: bene, ci fa piacere questi suoi ricordi, ma che c'entra questo succulento pollo arrosto con il Conte Nuvoletti?

C'entra, c'entra, eccome!

Perché una volta, durante l'ennesimo incontro gastronomico, ero seduta proprio accanto a lui e ci venne servito del pollo ruspante arrostito alla perfezione che stava gridando: "prendimi, prendimi con le dita e mangiami a morsi!"


Io mi trattenevo, non osavo accettare l'invito di quel pollastro, e lo mangiavo a malincuore con il coltello e la forchetta...


- "Le migliori posate per mangiare il pollo sono quelle che ci ha dato il Padreterno", mi disse il Conte Nuvoletti, credo rendendosi conto della mia malcelata voglia, mentre con una eleganza strema prendeva fra le sue dita una coscia di pollo dorata e croccante!

E io feci lo stesso.

E da quel momento, ogni volta che mangio il pollo arrosto, con le mani, naturalmente, sorrido al ricordo di quel gentiluomo di altri tempi che oggi si è "assentato"alla veneranda età di 95 anni , dopo aver vissuto all'insegna del tenero amore che lo ha legato per decenni alla moglie Clara Agnelli e delle buone maniere, e lasciando alcuni libri amabili come lo era lui e persino qualche comparsata in qualche film italiano.


E per tutto ciò non posso che dire: "il conte Giovanni Nuvoletti Perdomini è morto: viva il conte Nuvoletti!"

2 commenti:

caravaggio ha detto...

gran bell'articolo che non ha nulla di epitaffio,ma racconto di vita intensa eccc..... ciao

Pacomanolo ha detto...

Che bell'articolo, complimenti!
Sa narrare le cose, scrivendole, esattamente come sa farlo con la voce, alla radio.
Anzi, forse, a ben pensarci, Lei ha il Dono del sapere comunicare emozioni, quindi, è un'artista!
Anche la Sua ricetta delle pesche in gelatina l'ha raccontata in modo tale da stimolare l'emozione di scoprirne il gusto e l'odore, di immaginarne i colori, le sfumature tra il frutto e la gelatina intrisa di rum e zucchero.
Grazie,
Paolo