domenica 30 marzo 2008

VI PIACE FEDERICO GARCIA LORCA?

Ripeto la domanda: vi piace Federico Garcìa Lorca, il poeta di Granada; il poeta della Luna, Luna, il poeta dei drammi di "amor y muerte" dei gitani dell'Andalusia?



Antonio Torres Heredia,
Camborio de dura crin,
moreno de verde luna,
voz de clavel baronil:
quién te ha quitado la vida
cerca del Guadalquivir?
Ay, Antonito el Camborio!
Acuerdate de la Virgen
porque te vas a morir...
********
(Antonio Torres Heredia,
Camborio di duro pelo ,
bruno di verde luna,
voce di garofano virile:
Chi ti ha rubato la vita
vicino al Guadalquivir?
Ahi, Antonito el Camborio!
ricordati della Madonna
perché stai per morire...)
**********

Ahi, Federico Garcìa Lorca, anche tu eri bruno di verde luna e dicono che la tua voce fosse bellissima: chi ti ha rubato la vita quel dannato agosto del 1936?

Insomma io personalmente adoro questo poeta morto prematuramente all'inizio della terribile Guerra Civile spagnola, probabilmente ammazzato dai franchisti soltanto perchè era libero e liberamente voleva amare...

Insomma, se la vostra risposta è affermativa, se anche a voi piace il cantore del flamenco, della pena nera, della solitudine, ma anche della speranza e del sogno che si cela nella Luna, ecco lo spettacolo da vedere nei prossimi giorni a Roma, da 1° al 4 aprile, al Teatro Argot Studio, un teatrino di Trastevere che si distingue per la qualità delle sue proposte soprattutto con le compagnie giovani come questa di El Mirabràs di Clara Berna (nella foto di Elvira de Vico)

HIJAS (Figlie) liberamente tratto da La Casa di Bernarda Alba di Federico Garcìa Lorca.









Ebbene si tratta di uno Spettacolo di Teatro Flamenco dell’Atelier El Mirabràs che, da una sottile rilettura del testo di Federico Garcìa Lorca, sviscera il dramma delle cinque figlie di Bernarda Alba la quale, dopo la morte del marito vuole costringerle a mantenere un rigoroso lutto per otto anni.
I sentimenti, il corpo, il tempo, attraversano lo spazio col ritmico battito del flamenco, linguaggio principe dell'Atelier "El Mirabràs".
La danza accompagnerà squarci di un mondo femminile fatto da sospiri, grida, rancori, amori, conflitti e passioni.







Ecco dunque la locandina dello spettacolo che ha il patrocinio dell'Istituto Cervantes di Cultura e della Casa Internazionale delle Donne di Roma .

E siccome il teatro è minuscolo, chi sia interessato prenoti allo 06/5898111; oppure a elmirabras@yahoo.it

Il prezzo del biglietto è di 15 euro

***************

TEATRO ARGOT STUDIO
VETRINA SCENA SENSIBILE-TEATRO AL FEMMINILE


Hijas (figlie
)
del

Atelier Teatro Flamenco El Mirabràs
liberamente ispirato a
La Casa di Bernarda Alba di
Federico Garcia Lorca
regia
Francesca Santini
coreografie
Clara Berna e Libe Irazu
Aiuto regia
Gianni Licata

con
Francesca Santini
Clara Berna
Beatriz Prior
Libe Irazu
Sandra Munuera
Ginevra Pierucci
Giulia Vescovi

TEATRO ARGOT STUDIO
dal 1 al 4 APRILE, ore 21
Roma, via Natale del Grande 27, 06/5898111

****************



Non mancate!!!

9 commenti:

marcella candido cianchetti ha detto...

mitico garcia lorca! fortunato chi abita a roma buon inizio di settimana

Anonimo ha detto...

Ciao Marina...
sto tentando da ieri a telefonare al teatro, per andarci questa sera...ma senza nessuna risposta!!!
Ci provero' questa sera ad andare direttamente, spernado di trovare posto...
Speravo di andarci, per poter vedere...e mettere in confronto uno spettacolo da te consigliato, rispetto ad uno da te contestato!!!
Ripeto, non avevo mai visto il Flamenco, prima di quello all'Auditorium...e quindi mi farebbe piacere, vederne uno, che mi consiglia una persona, che ne sa di piu'...
Grazie, sempre, per i tuoi consigli..
Daniela

La cuoca itagnola ha detto...

Cara Daniela,
mi dispiace che tu non abbia potuto andare ieri; per prenotare ti conviene quindi telefonare al 3337315676, oppure al 3382754466, ma credo che oggi sia tutto pieno perchè il teatro è picolissimo.
Ma ti vorrei chiarire che questo spettacolo non è di flamenco, ma di teatro-flamenco, ossia la recitazione di un testo di Garcìa Lorca rivisitato che si racconta anche con la danza flamenca: insomma, non ti aspettare un flamenco come quello "gridato" che hai visto all'Auditorium.
Detto ciò ti voglio anche dire che quel che non andava in quello spettacolo era l'unione del "bel canto" (insomma...tanto bello non era) con il flamenco: un'operazione totalmente commercial-turistica: quanto alla parte del flamenco era tecnicamente corretta ma senza "duende" e io non amo quel tipo di spettacolo destinato appunto all'estero e che senza dubbio piace perché eseguito correttamente.
Ah, io ci andrò venerdì
Bacione,
Marina

Anonimo ha detto...

Ciao Marina...
grazie per la spiegazione, di qualcosa, che ancora non conosco affatto...e che vorrei approfondire...
sai sono sempre molto curiosa...e se posso imparare qualcosa...va sempre bene...
Grazie per la stringata, ma esplicita spiegazione...
...siamo riusciti, ieri a telefonare, al numero che avevo del teatro...ed abbiamo prenotato...per questa sera!!!
Mi dispiace, solo, a questo punto, non aver prenotato per domani, venerdi...avremmo potuto salutarci!!!
Un bacione
Daniela

La cuoca itagnola ha detto...

Cara daniela, ti allego l'articolo online uscito oggi di un paio di giornaliste che sono già andate a vedere lo spettacolo e che ti aiuterà a capire meglio quel che tentavo di dirti.
Poi mi dirai la tua impresisone. Un abbraccio,
Marina
http://arte.stile.it/articoli/2008/04/03/donne-madri-hijas.1737246.php
------

http://www.culturalevents.info/stampa_articolo.asp?id_sezione=6&id_pagina=1992

Anonimo ha detto...

Ciao Marina...
sono stata ieri sera al Teatro Argot...ed ho visto l'opera...
siamo usciti...molto coinvolti emotivamente...e, perlomeno io, con una gran voglia di saperne di piu'...
sto cominciando a capire cosa intendevi...e voglio leggere a riguardo...
non conosco affatto...e...grazie...ci sara' una cosa in piu'...da capire...!!!
Un bacione
Daniela

La cuoca itagnola ha detto...

Beh, c'è sempre in questa nostra vita qualcosa da capire, altrimenti sarebbe come essere morti: lo stupore, la meraviglia, la voglia di conoscere ci dovrebbero accompagnare sempre; almeno così è per me.
Qaunto allo spettacolo sono contenta che ti sia fatta coinvolgere emotivamente: quello era il pricipale obbiettivo di coloro che lo hanno ideato e costruito, come mi è stato spiegato da colei che interpretava Adele (la figlia ribelle che muore alal fine) e che ora che ci sei andata ti posso dire che è mia figlia Clara, l'autrice anche delle danze e le coreografie.
Un abbraccio,
Marina

Anonimo ha detto...

Marina....a dire il vero...lo avevo intuito...so che tua figlia si chiama Clara, ed avevo fatto ricerche....e collegando un po' di cose...!!!
Ma avevo pure capito che non volevi dirlo...per delicatezza...ed ho rispettato la tua, (comprensibile!!) decisione.
Quindi di a Clara/Adele, che a me e Bruno, ha emozionato!!!

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie anche da parte di Clara, cara Daniela,e buona domenica. Io sono appena tornata da Roma e me ne vado a passeggiare in riva al mare.
un abbraccio,
Marina