Ci sono anche delle "tapas" più consumate durante i giorni quaresimali della Settimana Santa, a base di pesce, verdure, legumi, cereali e ortaggi: specialmente il Venerdì Santo perché, diceva mia nonna Marina, "è morto il Signore e bisogna portargli rispetto...". E io mangiavo spinaci sebbene non capivo il rapporto fra loro e la morte del Cristo.
Fra le più caratteristiche "tapas" di Siviglia ci sono infatti "las espinacas con garbanzos y picatostes" , gli "spinaci con i ceci e pane fritto" che io amo particolarmente perchè mi rammenta l'infanzia, la buona cucina di mia nonna e, naturalmente, la Semana Santa.

Ecco la ricetta che mia nonna ha tramandato a mia madre e lei a me.
Ingredienti per 4 persone:
1 k e mezzo di spinaci
200 g di ceci bolliti
6 spicchi d'aglio
un cucchiaio abbondante di paprica dolce
alcune fette di pane raffermo
olio d'oliva
sale, cumino
un mortaio
Lavare bene gli spinaci dalla terra che contengono: Salvador Dalì, che li detestava, diceva che quella terra era l'unica cosa nobile degli spinaci!
Una volta ben puliti, lessarli in poca acqua salata, sgocciolarli e tagliarli finemente, mettendoli in un tegame di terracotta.
A parte, in una padella, friggere tutto l'aglio con la buccia, su cui si farà un taglio verticale, insieme con una fetta di pane: poi pestare nel mortaio il pane, due spicchi d'aglio senza la buccia, il cumino e un po' di sale grosso, diluendo dopo il tutto con acqua e un goccio di aceto. Versare questa specie di salsina sopra la verdura, insieme con il lauro e la paprica che sarà stata diluita nell'olio rimasto prima ( se è necessario aggiungere ancora olio e acqua).
A questo punto aggiungere anche i ceci precedentemente cotti nel brodo.
Lasciar cuocere a fuoco lento durante 15 minuti e servire nello stesso tegame con bastoncini di pane fritto e mettendo sopra gli spicchi d'aglio soffritti.

Insomma, scommetto che persino a quest'ora del Venerdì Santo , nei moltissimi bar di Siviglia aperti fino a tardissima notte , ci sono avventori che stanchi e affamati degustano questo piatto e molti altri "di magro", perché è morto Gesù, come diceva appunto mia nonna.
E anche i tantissimi penitenti -i nazarenos - che accompagno lungo il percorso le processioni della propria confraternita, una volta finita la loro sfilata penitenziale e tolta la tunica.
Questi sono della "Carreteria" una delle sette confraternite che oggi hanno sfilato: la prima che è uscita dal suo tempio nel popolare quartiere del Arenal, dietro la Plaza de Toros, e la prima che è rientrata.
In totale sono oggi 13 misteri quelli che hanno sfilato di queste 7 confraternite:
• Carretería
• La Soledad
• El Cachorro
• La O
• San Isidoro
• Montserrat
• Sagrada Mortaja
E tutti, pesanti centinai di chili, portati sotto il mistero , a braccio e spalla, dai costaleros.
Anche loro amanti delle "espinacas con garbanzos" per via dei ceci che danno forza: ma anche dei paninozzi con mortadella, prosciutto o salame - alla faccia della Quaresima! - che le fidanzate o moglie portano loro nelle soste lungo il percorso.
Ma loro possono farlo, possono rompere l'astinenza quaresimale: da secoli hanno il permesso delle autorità ecclesiastiche.
Che maggiore penitenza d'altronde di quella che già fanno trasportando con amore e perfezione assoluta il Cristo e sua Madre!

E, a proposito: dove staranno ora i 13 misteri di oggi fra Cristi e Madonne ?
Probabilmente il Cachorro dovrebbe aver superato il Puente de Triana per rientrare in Chiesa, e la "O" , anche lei di Triana, starà passando dalla calle Betis della mia infanzia.
Mentre altre sono già rientrate e alcune stanno appunto di farlo . Naturalmente fra le saetas flamencas: i canti sparati come dardi al cuore della Settimana Santa andalusa.
E ora a nanna, che domattina alle 7 devo svegliare i miei ascoltatori di Radiodue.




3 commenti:
¿Miarma que pasa? Aquí ando asomándome por tu bló y he de decirte en primera instancia que entenderlo, lo entiendo poquito, por no decir casi ná, pero es verdaderamente de arte, que enseñes las cosas de nuestra tierra a los italianinis, ¡Ole las relaciones internacionales miarma!
Por cierto, la foto de los garbanzos con espinacas no vea como é, vamo, que un poco má, y saco una telera de Utrera pa refregarla por el monitor.
Un saludasso desde Triani miarma!
ricetta particolare sicuramente da fare
Marcella provala, è infatti veramente buona.
Moe de Triana. què puedo decirte? Què lo de la telera de Utrera me ha hecho reirme un rato largo, pero ademàs me ha recordado a los mostachones que me traigo a roma cada vez que voy a Sevilla: pà mojarlo en el cafè y comermelo corriendo ante que se caiga sarpicandome toa...
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