sabato 22 marzo 2008

SEMANA SANTA DE SEVILLA: "ESPINACAS CON GARBANZOS" DEL VENERDI' SANTO

Ormai tantissimi italiani lo sanno; sanno che gli assaggini che si possono degustare nei bar della mia terra insieme con una birra o un bicchiere di vino si chiamano "tapas": in realtà quasi tutti sono piccole porzioni dei piatti della cucina tradizionale spagnola.

Ci sono anche delle "tapas" più consumate durante i giorni quaresimali della Settimana Santa, a base di pesce, verdure, legumi, cereali e ortaggi: specialmente il Venerdì Santo perché, diceva mia nonna Marina, "è morto il Signore e bisogna portargli rispetto...". E io mangiavo spinaci sebbene non capivo il rapporto fra loro e la morte del Cristo.

Fra le più caratteristiche "tapas" di Siviglia ci sono infatti "las espinacas con garbanzos y picatostes" , gli "spinaci con i ceci e pane fritto" che io amo particolarmente perchè mi rammenta l'infanzia, la buona cucina di mia nonna e, naturalmente, la Semana Santa.







Ecco la ricetta che mia nonna ha tramandato a mia madre e lei a me.

Ingredienti per 4 persone:1 k e mezzo di spinaci
200 g di ceci bolliti
6 spicchi d'aglio
un cucchiaio abbondante di paprica dolce
alcune fette di pane raffermo
olio d'oliva
sale, cumino

un mortaio
Lavare bene gli spinaci dalla terra che contengono: Salvador Dalì, che li detestava, diceva che quella terra era l'unica cosa nobile degli spinaci!
Una volta ben puliti, lessarli in poca acqua salata, sgocciolarli e tagliarli finemente, mettendoli in un tegame di terracotta.
A parte, in una padella, friggere tutto l'aglio con la buccia, su cui si farà un taglio verticale, insieme con una fetta di pane: poi pestare nel mortaio il pane, due spicchi d'aglio senza la buccia, il cumino e un po' di sale grosso, diluendo dopo il tutto con acqua e un goccio di aceto. Versare questa specie di salsina sopra la verdura, insieme con il lauro e la paprica che sarà stata diluita nell'olio rimasto prima ( se è necessario aggiungere ancora olio e acqua).
A questo punto aggiungere anche i ceci precedentemente cotti nel brodo.
Lasciar cuocere a fuoco lento durante 15 minuti e servire nello stesso tegame con bastoncini di pane fritto e mettendo sopra gli spicchi d'aglio soffritti.





Insomma, scommetto che persino a quest'ora del Venerdì Santo , nei moltissimi bar di Siviglia aperti fino a tardissima notte , ci sono avventori che stanchi e affamati degustano questo piatto e molti altri "di magro", perché è morto Gesù, come diceva appunto mia nonna.



E anche i tantissimi penitenti -i nazarenos - che accompagno lungo il percorso le processioni della propria confraternita, una volta finita la loro sfilata penitenziale e tolta la tunica.


Questi sono della "Carreteria" una delle sette confraternite che oggi hanno sfilato: la prima che è uscita dal suo tempio nel popolare quartiere del Arenal, dietro la Plaza de Toros, e la prima che è rientrata.



In totale sono oggi 13 misteri quelli che hanno sfilato di queste 7 confraternite:



• Carretería
• La Soledad
• El Cachorro
• La O
• San Isidoro
• Montserrat
• Sagrada Mortaja




E tutti, pesanti centinai di chili, portati sotto il mistero , a braccio e spalla, dai costaleros.

Anche loro amanti delle "espinacas con garbanzos" per via dei ceci che danno forza: ma anche dei paninozzi con mortadella, prosciutto o salame - alla faccia della Quaresima! - che le fidanzate o moglie portano loro nelle soste lungo il percorso.

Ma loro possono farlo, possono rompere l'astinenza quaresimale: da secoli hanno il permesso delle autorità ecclesiastiche.

Che maggiore penitenza d'altronde di quella che già fanno trasportando con amore e perfezione assoluta il Cristo e sua Madre!




E, a proposito: dove staranno ora i 13 misteri di oggi fra Cristi e Madonne ?
Probabilmente il Cachorro dovrebbe aver superato il Puente de Triana per rientrare in Chiesa, e la "O" , anche lei di Triana, starà passando dalla calle Betis della mia infanzia.
Mentre altre sono già rientrate e alcune stanno appunto di farlo . Naturalmente fra le saetas flamencas: i canti sparati come dardi al cuore della Settimana Santa andalusa.
E ora a nanna, che domattina alle 7 devo svegliare i miei ascoltatori di Radiodue.

3 commenti:

Moe de Triana ha detto...

¿Miarma que pasa? Aquí ando asomándome por tu bló y he de decirte en primera instancia que entenderlo, lo entiendo poquito, por no decir casi ná, pero es verdaderamente de arte, que enseñes las cosas de nuestra tierra a los italianinis, ¡Ole las relaciones internacionales miarma!

Por cierto, la foto de los garbanzos con espinacas no vea como é, vamo, que un poco má, y saco una telera de Utrera pa refregarla por el monitor.

Un saludasso desde Triani miarma!

marcella candido cianchetti ha detto...

ricetta particolare sicuramente da fare

la cuoca itagnola ha detto...

Marcella provala, è infatti veramente buona.
Moe de Triana. què puedo decirte? Què lo de la telera de Utrera me ha hecho reirme un rato largo, pero ademàs me ha recordado a los mostachones que me traigo a roma cada vez que voy a Sevilla: pà mojarlo en el cafè y comermelo corriendo ante que se caiga sarpicandome toa...