sabato 8 marzo 2008

PAPAS EN AMARILLO O VIUDAS (Patate in giallo o vedove)


Ecco, cara Fiordisale (http://www.fiordisale.it/), la mia ricetta "in giallo" di oggi 8 marzo, per partecipare alla tua idea della Giornata Internazionale della Donna che non è una Festa, bensì una giornata di riflessione sulle condizioni di noi donne nel mondo -ahinoi! - ancora con tante difficoltà da superare.

Ma torniamo in cucina (e ora qualche maschietto maschilistoide potrebbe commentare "e, sì, tornate in cucina, dove dovete stare...").
A tale proposito ricordo che un giorno, quando ero una diciotenne studentessa di architettura a Siviglia, incontrai per strada un piccolo corteo di studenti che avevano voluto fare una manifestazione, non autorizzate nella Spagna di Franco, per protestare contro qualcosa che ora non rammento.
Ebbene, insieme con la mia amica del cuore Pilar e curiose di una cosa così insolita per noi, ci aggiungemmo a fine corteo. Dopo un po' qualcuno grido "Los grises, llegan los grises", ossia, che arrivava la polizia, detta in gergo studentesco "griggi" dal colore delle divise.
Insomma, per farla breve, tutti cominciarono a correre e noi due, Pilar e io, ci trovammo come due scemotte, da sole e senza saper cosa fare. E fu allora quando un poliziotto si avvicinò a noi e vedendoci così smarrite ci disse: "Ma tornatevene a casa e andate in cucina, che è il vostro posto!
Chissà che non sia stata quella frase la molla che poi mi ha condotto alla mia professione di giornalista con la "specializzazione in gastronomia"... Mah!
E ora, torniamo veramente in cucina, alla mia ricetta "in giallo".

D'altronde da me in Spagna, una delle prime produttrici di zafferano dell'Europa, esistono un'infinità di ricette "gialle": dalla celeberrima paella ai "calamares a la riojana"; dal "cazón en amarillo" (palombo giallo) a una grande quantità di arroces en amarillo (risotti gialli) - "arroz con almejas", "arroz con bacalao", "arroz con carne", "arroz con pimientos" ecc...

Quanto alla ricetta che ora vi darò, si tratta di uno stufato di patate molto popolare in tutta la Spagna che, per non avere altri ingredienti sostanziosi, si chiama "patate vedove o povere". A volte ci si aggiunge alcuni pezzi di chorizo, il nostro tipico salame alla paprica dolce, che conferisce al piatto un sapore particolare e aggiunge un po' di colore rossiccio al giallo delle patate, come nella foto aggiunta.

A Siviglia - e mia madre le faceva meravigliosamente (ah, le mamme!) - si chiamano anche papas en amarillo, ossia "patate in giallo", naturalmente per la presenza dello zafferano che l'ingialliscono: "papas" è il nome delle patate in andaluso, così come le chiamano anche in America latina da dove sono arrivate.


Ingredienti per 4 persone:

1kg e mezzo di patate
1 spicchio d'aglio
1 cipolla mediana
1 foglia di lauro
qualche filo di zafferano
olio e sale

In un tegame con poco olio si soffriggono l'aglio e la cipolla tagliati fini; poi si aggiungono le patate a pezzettoni si gira il tutto, si copre il tegame e si fa cuocere a fuoco lento per pochi minuti stando attenti a non farle bruciare. A continuazione coprire d'acqua, salare e mettere lo zafferano e la foglia di lauro, lasciando cuocere finché diventino tenere le patate.

Se si vuole si possono "affogare" sopra le uova (uno a persona) o "maritarle" con della salsiccia, ma allora non saranno più "patate vedove".

Un buon rosso è quasi d'obbligo.
Ah, e almeno oggi 8 marzo, riflettiamo donne, riflettiamo...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Cara Marina grazie per questa bella ricetta "ad usum" di chi deve fare i conti con il colesterolo!!!(come me purtroppo!)
E' vero che è l'8 Marzo, ma le donne devono ancora compiere tanta strada, perchè ancora oggi una donna che ha dei figli piccoli, come mia figlia, fa molta fatica a combinare lavoro e famiglia ,anche se ha molti aiuti in casa!Sul posto di lavoro la maternità è ancora vista come un freno e un problema.
A me piaceva, quando ero preside, che le giovani insegnanti mi venissero ad annunciare che stavano a casa per maternità.Facevo loro sempre molta festa e le aiutavo dove potevo.Il mondo deve andare avanti e capisco perchè loro si commuovevano sempre molto!
Buona domenica
Baci
letizia

caravaggio ha detto...

mi ha fatto ridere il titolo le patate vedove,ma piace anche la versione maritate, sai che ti dico che le faccio x cena e vedrò la mia fame quale verione mi detta buona domenica,se ti và passa da me x il caffè

La cuoca itagnola ha detto...

Cara Caravaggio, volentieri passerei da te per il caffè, ma ora mi trovo a Siviglia, dove sono venuta oggi per votare: sai, da quando il mio Paese è democratico sempre che posso vengo a dare il mio contributo, così come faccio in Italia (ho le due nazionalità e posso votare in tutti e due i "miei Paesi", d'altronde già sapete che sono itagnola. Quanto alle patate "gialle" ti consiglio, ora che siamo in periodo quaresimale e anche per via del colesterolo (come dice Letizia) la versione "vedova".
Ciao, anzi, hasta luego,
Marina