mercoledì 19 marzo 2008

“LAS FALLAS DE VALENCIA”, OVVERO “I FUOCHI DI SAN GIUSEPPE”




Fra i tanti riti e tradizioni interessanti della Festa di San Giuseppe c’è anche quella di accendere dei falò: una tradizione che risale ad antichi riti propiziatori della terra, per favorire ai primi di marzo l'arrivo della calda primavera.
I "fuochi di San Giuseppe" non hanno infatti nessun rapporto con la vita del santo, ma sono stati inseriti nella sua festa perché coinci­deva con la fine dell'inverno e l'inizio della primavera e avevano una duplice funzione simbolica: da un lato esorcizzavano tutto ciò che angosciava l'individuo e la comunità; dall'al­tro rigenera­vano le persone, la società e la natura.

Questa funzione calendariale della festa di San Giuseppe ha ispirato anche alcuni proverbi. Nel Veneto si dice: "San Isepo protetor de la tera el porta el bel de la primavera". Oppure: "Per San Isepo leva la man, / ch 'l te vardi del malan; / del malan in casa e in tera,/ nel segnal di primavera", e cioè; "per San Giuseppe alza al cielo la mano perché ti guardi dal malanno, dal ma­lanno in casa e in terra, nel segnale della primavera".


Le cerimonie dei "fuochi di San Giuseppe" sono diffuse in tutto il Paese, da nord a sud.

A Modica, in provincia di Ragusa, si accende dopo la cena un grande falò, detto "la vampata", che arde per tutta la notte davanti alla chiesa dedi­cata al santo.

A Lezzeno, in provincia di Como, la cerimonia del rogo è documentata fin dal 1190 e viene premiato il più grande falò. Qui è più evidente la funzione del falò purificatore perché si bruciano anche sedie e mobili rotti insieme con paglia e alberi che simboleggiano l'anno vecchio.

A Rocca San Casciano, a Forlì, c'è addirittura una gara fra i due rioni principali del paese per il miglior falò. E a Scicli, nel ragusano, si preparano i pagghiara, dei pagliai da bruciare la sera di san Giuseppe mentre per le vie del paese si snoda una singolare processione, in ricordo della fuga in Egitto.

Ma anche nel mio Paese, la Spagna, si accendono fuochi per celebrare san Giuseppe: i più spettacolari sono quelli di Valencia, dove esiste la secolare tradizione delle Fallas, una festa dichiarata dall’Unesco “Fiesta de Interés Turistico Internacional”.

Con il nome di “Fallas” si denominano le enormi macchine carnascialesche di cartapesta (alcune di oltre 30 metri di altezza!), con grandi caricature di personaggi noti, dette “ninots” (foto in alto: una Falla con i ninots).
A queste enormi quanto effimere macchine vi lavora gran parte della popolazione durante tutto l'anno, e poi vengono bruciate in grandi falò beneauguranti!
Quest’anno la “Semana fallera” detta anche in valenziano “festes de Sant Josep” , una sorta di carnevale dove la notte e il giorno sono in continua festa, è iniziata il 15 marzo e finirà questa notte, a mezzanotte, con la “cremà”, quando le oltre 300 “Fallas” verranno bruciate!

Naturalmente durante la settimana sarà stata premiata la migliore e anche il miglior “ninot” che verrà salvato dall’impressionante rogo collettivo.

E viene anche nominata la più bella “fallera” fra le ragazze valenziane che durante queste feste indossano il tipico abito di Valencia (come nella foto) ricco di merletti e ricami in oro e che una volta era proprio l’abito festivo dopo la raccolta del riso.

D’altronde l’economia della Comunità valenziana è connessa alla coltivazione e produzione del riso (la paella ha qui la sua culla!), ma anche alle arance e dei fiori: “Valencia es la tierra de las flores, de la luz y del amor…” dice una bella e popolare canzone dei tempi di mia nonna.

Paella “doc” che si può degustare in tutti i ristoranti della città e non solo in questi giorni festivi.
E non dimenticate neanche le tipiche frittelle: i buñuelos e i churros da inzuppare nella cioccolata calda e con i quali i valenziani finiranno la lunga notte di questa notte: la notte della cremà!

1 commento:

Anonimo ha detto...

purtroppo è un pò tardi per i commenti, ad ogni modo ho partecipato ad una fallas (non dico l'anno, tanto è sempre la stessa cosa), andando addirittura anke a mislata... a parte i fastidiosissimi petardi (sparati 24h su 24), la gente drogata e/o ubriaca in strada, e l'anarchia che regna sovrana, non c'è granch'è di + da vedere e sentire... consiglio dunque a chiunque di evitare 1 manifestazione decisamente sopravvalutata